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La Verità Sugli Angeli

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    Satana parla a Eva attraverso un serpente

    Per compiere la sua opera con successo, Satana scelse di impiegare come suo strumento il serpente, un travestimento che si addiceva perfettamente al suo scopo. Il serpente era la creatura più intelligente e più bella che si trovava sulla terra. Aveva le ali e mentre volava, apparivano di uno splendore eccezionale, di un colore che brillava come l’oro. PP 53.VA 41.3

    Eva si allontanò dal marito mentre ammirava la bellezza della natura nella creazione di Dio, e si dilettava con i colori e la fragranza dei fiori, e la bellezza di alberi e arbusti. Essa rifletteva sulle restrizioni che Dio aveva stabilito, riguardo all’albero della conoscenza. Era contenta nel vedere la bellezza e i doni che il Signore aveva messo a loro disposizione. “Tutto questo ci è stato dato da Dio per gioire — pensava Eva — tutto è nostro, perché Dio ha detto:VA 42.1

    “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino, ma del frutto dell’albero del bene e del male non ne mangiare”.
    Genesi 2:16,17
    VA 42.2

    Eva si avvicinò all’albero proibito, curiosa di sapere come la morte poteva nascondersi nel frutto di questo meraviglioso albero. Improvvisamente udì una strana voce e ne fu sorpresa:VA 42.3

    “Come, Iddio vi ha detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino”?
    Genesi 3: 1
    VA 42.4

    Eva non si era resa conto che nel pensare a voce alta aveva rivelato i suoi pensieri. Pertanto si meravigliò nell’ascoltare i suoi dubbi ripetuti da un serpente. RH 24 febbraio 1874VA 42.5

    Con parole dolci e gradevoli, e con voce melodiosa, (Satana) si rivolse alla meravigliata Eva, e lei rimase turbata nel sentire parlare un serpente. Egli lodò la bellezza e la leggiadria della donna, e a Eva ciò non dispiacque. Anzi, ne fu incantata, lusingata e infatuata. 1 SP 35,36VA 42.6

    Eva pensò che il serpente potesse conoscere i suoi pensieri, per cui egli doveva essere molto intelligente. E quindi alla domanda del serpente essa rispose: VA 43.1

    “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete. Allora il serpente disse alla donna: Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che se voi ne mangerete, si aprirebbero i vostri occhi e diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male”.
    Genesi 3:2-5
    VA 43.2

    Qui, il padre della menzogna fece la sua affermazione in diretta contrapposizione alla Parola di Dio. Satana assicurò a Eva di essere stata creata immortale, e che non esisteva la ben che minima possibilità di morire. Poi aggiunse:VA 43.3

    “No, non morirete affatto, ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri s’apriranno, e sarete come Dio, avendo conoscenza del bene e del male”…
    Genesi 3:5
    VA 43.4

    Eva, pensò che vi era saggezza nelle parole del serpente…. osservava il frutto con grande desiderio, perché esso appariva molto gustoso. Il serpente lo mangiava con piacere. VA 43.5

    Nella sua discussione col serpente, Eva aveva aggiunto un’espressione al mandato di Dio; Dio aveva detto ad Adamo ed Eva:VA 43.6

    “…ma del frutto dell’albero del bene e del male non ne mangiare, perché se ne mangerete per certo, morirete”.
    Genesi 2:17
    VA 43.7

    Ma Eva aggiunse: “non lo toccate, altrimenti morirete”. Questa dichiarazione diede un vantaggio alla sottigliezza del serpente. RH 24 febbraio 1874. VA 44.1

    Riferendosi all’albero, Satana dichiarò che loro avrebbero acquisito una sfera di esistenza più elevata, e avrebbero ampliato la loro sapienza. Aggiunse che lui stesso aveva mangiato di questo frutto proibito, e come risultato aveva acquisito il dono della parola. Insinuò che per egoismo il Signore non voleva che mangiassero del frutto, perché era geloso e aveva paura che essi s’innalzassero sino al suo livello. PP 54.VA 44.2

    La curiosità di Eva cresceva. Invece di fuggire da quel luogo, restò lì per ascoltare il serpente. Sul momento Eva non realizzò la possibilità che il nemico caduto potesse utilizzare il serpente come medium. 1SP 36.VA 44.3

    Con intenso interesse l’intero universo osservava questo conflitto che doveva decidere la situazione di Adamo ed Eva. Con quale attenzione gli angeli ascoltavano le parole di Satana, l’autore del peccato, mentre collocava le sue idee al di sopra dei comandamenti di Dio e cercava, mediante i suoi ragionamenti ingannevoli, di annullare l’effetto della legge di Dio! Con quanta ansia essi attendevano la reazione della santa coppia: se sarebbero stati ingannati dal tentatore e avrebbero ceduto ai suoi stratagemmi… VA 44.4

    Satana rappresentò Dio come un ingannatore, come qualcuno che desidera privare le sue creature di un dono più elevato. Gli angeli ascoltarono questa dichiarazione di Satana con tristezza e stupore, mentre addossava i suoi miserevoli attributi come parte del carattere di Dio. Tuttavia, Eva non inorridì nell’ascoltare queste false accuse contro il santo e supremo Dio. Se lei avesse… ricordato tutte le dimostrazioni del suo amore, se sarebbe fuggita vicino a suo marito, si sarebbe potuta salvare dalla tentazione del maligno. ST 12 maggio 1890.VA 44.5

    Il tentatore raccolse il frutto e lo porse a Eva. Lei lo prese in mano. “Ora bene —disse il tentatore - ti è stato detto di non toccare e di non mangiare, perché se lo farai per certo, morirai” le disse ancora che anche se lei avesse mangiato il frutto, non le sarebbe capitato nulla di male, del resto lei lo aveva toccato e non gli era successo niente, e aggiunse ancora “…ma Iddio sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno, e sarete come Dio, avendo conoscenza del bene e del male…” (Genesi 3: 5) Eva si fece più audace, non pensava di dare un dispiacere al Signore. Le parve che le parole del tentatore fossero sagge e giuste. Mangiò quindi il frutto e sì sentì felice, perché il suo sapore era delizioso, e s’immaginò che stava sperimentando in se stessa i suoi straordinari effetti. 1SP 38.VA 45.1

    Non vi era nulla di velenoso nel frutto dell’albero della conoscenza, nulla che potesse causare la morte nel mangiarlo. L’albero era stato collocato nel giardino per provare la loro lealtà a Dio. ST 13 febbraio 1896.VA 45.2

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