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Nei Luoghi Celesti

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    Vivere per gli altri,14 agosto

    II Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti. Matteo 20:28LC 240.1

    Nessuno deve vivere per sé stesso. Cristo è venuto in questo mondo per gli altri, non per essere servito ma per servire. Se ci sforziamo di vivere come ha vissuto Cristo, allora possiamo dire al mondo: Ecco l’uomo del Calvario! Con ogni Suo precetto ed esempio, conduciamo gli altri sulla via della rettitudine. MS 11’ 1885LC 240.2

    Il peccatore che indulge in grande misura, e che si separa da Dio e produce tanti disordini spirituali contagiosi, lo fa per puro egoismo. Non si può ritornare a Cristo se non per abnegazione. Noi da soli non possiamo fare nulla, ma attraverso Dio, Colui che ci guida possiamo vivere facendo il bene agli altri. In questo modo usciamo dall’egoismo. Non abbiamo bisogno di andare in terre pagane per manifestare il nostro desiderio di dedicare tutto a Dio in una vita utile e disinteressata. Dovremmo farlo nella cerchia domestica, nella chiesa, tra coloro con cui siamo in contatto e con i quali facciamo affari. Proprio nei percorsi comuni della vita l’Io deve essere abbandonato. Paolo dice: io muoio ogni giorno. (1 Corinzi 15:31) È con il morire quotidiano dell’Io nelle piccole transazioni della vita che ci rendiamo vincitori. Per fare del bene agli altri dovremmo dimenticare noi stessi quotidianamente. In molti c’è una decisa mancanza di amore nei confronti del prossimo. Invece di svolgere fedelmente il loro dovere, cercano piuttosto il loro piacere. È Dio che promuove su tutti i Suoi seguaci il dovere di benedire gli altri con la loro influenza e i loro mezzi. Nell’operare a beneficio degli altri si avverte una dolce soddisfazione, una pace interiore che è di per sé una ricompensa soddisfacente. Se saranno mossi dall’alto e con un nobile desiderio di fare del bene al prossimo, troveranno la vera felicità nella fedele realizzazione dei molteplici doveri dell’esistenza. Tutto ciò determina ben più di una ricompensa terrena, perché ogni fedele e disinteressato compimento del dovere viene annotato dagli angeli e brilla nel registro della vita. Nel cielo nessuno penserà a sé stesso, ne cercherà il proprio piacere; ma cercherà la felicità degli esseri celesti intorno a loro. Se desideriamo di godere della nuova famiglia sulla nuova terra, dobbiamo essere governati dai principi celesti. 2T 132, 133 LC 240.3

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