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Nei Luoghi Celesti

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    Vieni, beato!, 26 dicembre

    «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano». 1 Corinzi 2:9LC 378.1

    Coloro che amano veramente Dio, desidereranno migliorare i talenti che Egli ha dato loro, affinché possano essere una benedizione per gli altri. Poco a poco le porte del cielo si spalancheranno per ammetterli e il Re di Gloria pronuncerà l’invito e le benedizioni: Venite, benedetti del Padre mio; ricevete in eredità il regno che vi è stato preparato sin dalla fondazione del mondo (Matteo 25:34). I redenti saranno accolti nelle dimore che Gesù sta preparando per loro. Lì i loro compagni che sono stati formati con l’aiuto divino, sono divenuti personaggi perfetti. Ogni tendenza peccaminosa, ogni imperfezione, è stata rimossa dal sangue di Cristo. E l’eccellenza e il fulgore della sua gloria, che supera quella del sole a mezzogiorno, gli sarà impartita. La bellezza interiore e la perfezione del carattere di Cristo avranno più valore di qualsiasi manifestazione esteriore. Davanti al grande trono di Dio i redenti condivideranno, liberati dal peccato, la dignità e la gloria degli angeli. Di fronte a questa preziosa eredità che può diventare nostra ... c’è qualcosa che un uomo potrà dare per riavere, in cambio, la propria vita? (Matteo 16:26). Per quanto possa essere misero, egli acquisterà una ricchezza interiore e una dignità che ora nessuno possiede su questa terra. Colui che è salvato, è stato purificato dal peccato e ha consacrato a Dio tutte le sue più nobili facoltà. Il grande valore della sua redenzione, suscita in Dio e nei Suoi angeli un grande gioia espressa da canti di trionfo, The watchman, March 31, 1908LC 378.2

    Dimorare per sempre in questa dimora di beatitudine, dove non ci sarà traccia di peccato e maledizione, ma nella perfetta somiglianza del nostro Creatore e vivere nell’eternità dei secoli senza fine; progredendo in saggezza, conoscenza e santità, esplorando sempre i nuovi campi di pensiero, parlando sempre di nuove scoperte e nuove glorie, crescendo sempre nella capacità di conoscere, gioire e amare, sapendo che ci saranno ancora gioia, amore e saggezza infiniti, questa è la speranza del cristiano. CT 55LC 378.3

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