Loading...
Larger font
Smaller font
Copy
Print
Contents

Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 (Vecchio Testamento)

 - Contents
  • Results
  • Related
  • Featured
No results found for: "undefined".
  • Weighted Relevancy
  • Content Sequence
  • Relevancy
  • Earliest First
  • Latest First
    Larger font
    Smaller font
    Copy
    Print
    Contents

    1 Samuele

    Capitolo 1

    Lezioni importanti della vita di Samuele CBVT7A 151.1

    Il governo dei giudici in Israele termina con Samuele, nel registro sacro si presentano pochi personaggi più puri e più illustri di lui. Poche sono le persone la cui vita contenga lezioni di maggior valore per lo studente riflessivo. (ST Oct. 27, 1881)CBVT7A 151.2

    8 — L’intento di Satana di distruggere Anna CBVT7A 151.3

    C'era un uomo di Ramathaim-Tsofim, della regione montuosa di Efraim, che si chiamava Elkanah, figlio di Jeroham, figlio di Elihu, figlio di Tohu, figlio di Tsuf, Efraimita. Aveva due mogli: una si chiamava Anna, l'altra Peninna. Peninna aveva figli mentre Anna non ne aveva. Ogni anno quest'uomo saliva dalla sua città per adorare ed offrire sacrifici all'Eterno degli eserciti a Sciloh, dove erano i due figli di Eli, Hofni e Finehas, sacerdoti dell'Eterno. Quando per Elkanah veniva il giorno di offrire il sacrificio, egli soleva dare a sua moglie Peninna e a tutti i suoi figli e figlie le loro parti; ma ad Anna dava una parte doppia, perché amava Anna, benché l'Eterno avesse chiuso il suo grembo. Or la sua rivale la molestava continuamente per farla irritare, perché l'Eterno aveva chiuso il suo grembo. Così succedeva ogni anno; tutte le volte che Anna saliva alla casa dell'Eterno, Peninna la molestava; per cui ella piangeva e non prendeva più cibo. Allora suo marito Elkanah le disse: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono io per te meglio di dieci figli?» .CBVT7A 151.4

    Questa scena si ripeteva di volta in volta e non solo alle riunioni annuali, ma ogni volta quando le circostanze fornivano l’occasione a Pennina di esaltare sé stessa a spese della rivale. Per Anna l’atteggiamento di questa donna sembrava una prova quasi impossibile da sopportare. Satana la usava come suo strumento per molestare Anna, e se fosse stato possibile esasperare e distruggere una delle fedeli figlie di Dio. (ST Oct. 27, 1881).CBVT7A 151.5

    10 — La potenza risiede nella preghiera CBVT7A 151.6

    Nell'amarezza della sua anima pregava l'Eterno piangendo dirottamente .CBVT7A 152.1

    Vi è una grande potenza nella preghiera. Il nostro avversario costantemente cerca di allontanare da Dio l’anima turbata. Una fervente e umile supplica rivolta al cielo fa tremare Satana più di qualsiasi decreto governativo o ordine reale. (ST Oct. 21, 1881).CBVT7A 152.2

    14 - L'intemperanza era comune in Israele CBVT7A 152.3

    Così Eli le disse: «Fino a quando sarai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!». CBVT7A 152.4

    Le orgie nei boschetti avevano quasi soppiantato la vera pietà nel popolo d’Israele. Anche tra le donne vi erano frequenti esempi d’intemperanza, allora Eli pensò di ricorrere a quello che considerava un rimprovero meritato. (ST Oct. 27, 1881).CBVT7A 152.5

    20-28 - Il premio della fedeltà CBVT7A 152.6

    A suo tempo, Anna concepì e partorì un figlio, a cui pose nome Samuele, dicendo: «Perché l'ho chiesto all'Eterno». Allora il marito Elkanah salì con tutta la sua famiglia per offrire all'Eterno il sacrificio annuale e per adempiere il suo voto. Ma Anna non salì, perché disse a suo marito: «Io non salirò finché il bambino non sia divezzato; allora lo condurrò, perché sia presentato davanti all'Eterno e vi rimanga per sempre». Suo marito Elkanah le rispose: «Fa’ come meglio ti sembra; rimani finché tu l'abbia divezzato, purché l'Eterno adempia la sua parola!». Così la donna rimase a casa e allattò suo figlio finché non l'ebbe divezzato. Dopo averlo divezzato, lo condusse con sé, assieme a tre torelli, un'efa di farina e un otre di vino; e lo condusse nella casa dell'Eterno a Sciloh. Il fanciullo era ancora giovane. Quindi loro immolarono un torello e condussero il fanciullo ad Eli. Anna gli disse: «Signor mio! Com'è vero che vive l'anima tua, o mio signore, io sono quella donna che stava qui vicino a te a pregare l'Eterno. Ho pregato per avere questo fanciullo, e l'Eterno mi ha concesso ciò che gli ho chiesto. Perciò a mia volta lo dono all'Eterno; finché egli vive sarà ceduto all'Eterno». E là si prostrarono davanti all'Eterno. CBVT7A 152.7

    Durante i primi tre anni di vita del profeta Samuele, la madre con grande cura insegnò al bambino la distinzione tra il bene e il male. Mediante ogni oggetto familiare che lo circondava, cercò di guidare i pensieri del bambino verso il Creatore. In adempimento al suo voto di dare suo figlio al Signore, la madre, con grande abnegazione lo consegnò sotto le cure di Eli, il Sommo Sacerdote, affinché il bambino fosse preparato per il servizio nella casa di Dio. Samuele dedicò la sua gioventù al culto di Dio. Non si lasciò influenzare dagli esempi peccaminosi da cui era circondato. CBVT7A 152.8

    I figli di Eli non temevano Dio, né onoravano il proprio padre, ma Samuele non cercava la loro compagna, né seguiva le loro vie malvagie. La sua precoce educazione lo guidarono a preferire di mantenere la sua integrità cristiana. Quale grande ricompensa per una madre, e quale straordinario incoraggiamento alla fedeltà è l’esempio di Samuele. (RH Sept. 8, 1904)CBVT7A 153.1

    Larger font
    Smaller font
    Copy
    Print
    Contents