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Supplemento Al Commentario Biblico Di (Ellen G. White) Volumi Da 1a7 (Vecchio Testamento)

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    Capitolo 25

    1 - Illustrazione delle relazioni tra la gioventù e gli anziani CBVT7A 194.1

    Poi Samuele morì, e tutto Israele si radunò e lo pianse; lo seppellirono quindi nella sua casa a Ramah. Allora Davide si levò e scese al deserto di Paran. CBVT7A 194.2

    La Vita di Samuele sin dalla prima infanzia era stata una vita di pietà e consacrazione. Nella sua giovinezza fu posto sotto le cure di Eli, e la bellezza del suo carattere guadagnò il caldo affetto dell’anziano sacerdote. Era buono, gentile, generoso, obbediente e rispettoso. Risaltava molto il contrasto tra la condotta del giovane Samuele e quella dei figli di Eli, il vecchio sacerdote trovava riposo e conforto nonché benedizioni in chi era sotto le sue cure. Era qualcosa di singolare che un’amicizia così salda esistesse tra Eli il capo principale della nazione e un semplice bambino. Samuele era servizievole e affettuoso, e nessun padre mai amò così teneramente il proprio figlio come Eli amava questo giovinetto. E quando gli acciacchi dell’età caddero su Eli, lui sentì intensamente il comportamento scoraggiante, sconsiderato e dissoluto dei propri figli, e si rivolse a Samuele in cerca di consiglio e sostegno. CBVT7A 194.3

    Com’è commovente vedere quando gli anziani e i giovani possono fare affidamento gli uni sugli altri. I giovani che cercano la saggezza e i consigli degli anziani, mentre gli anziani si aspettano dai giovani aiuto e simpatia. CBVT7A 194.4

    Dovrebbe essere sempre così. Dio desidera che i giovani possano acquisire queste qualifiche di carattere e che trovino diletto nell’amicizia degli anziani, affinché possano unirsi in teneri vincoli di affetto con coloro che si stanno avvicinando ai margini della tomba. (ST Oct. 19, 1888)CBVT7A 194.5

    10, 11 — La ricchezza era il dio di Nabal CBVT7A 194.6

    Ma Nabal rispose ai servi di Davide, dicendo: «Chi è Davide e chi è il figlio di Isai? Oggi sono molti i servi che si allontanano dai loro padroni. Prenderò dunque il mio pane, la mia acqua e la carne degli animali da me uccisi per i miei tosatori, per darli a gente che non so da dove venga?» .CBVT7A 194.7

    A Nabal non importava sperperare un’esorbitante somma della sua ricchezza per compiacere e glorificare sé stesso, ma gli sembrava un sacrificio troppo penoso concedere un compenso (che mai avrebbe voluto perdere) a coloro che erano stati come un muro di protezione per i suoi greggi e armenti. Nabal era come il ricco della parabola, aveva un solo pensiero; usare le misericordiose benedizioni di Dio per soddisfare i suoi appetiti egoisti e animali. Non aveva alcun pensiero di gratitudine verso il Donatore. Agli occhi del Signore non era affatto ricco, perché non aveva alcuna stima e attrazione verso i tesori eterni. Il lusso, le ricchezze e i guadagni del momento erano l’unico pensiero della sua vita. La ricchezza era il suo dio. (ST Oct. 26, 1888)CBVT7A 195.1

    18 - 31 - Un contrasto di caratteri CBVT7A 195.2

    Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque pecore già cucinate, cinque misure di grano arrostito, cento grappoli di uva passa e duecento schiacciate di fichi e li caricò sugli asini. Poi disse ai suoi servi: «Precedetemi, io vi seguirò”. Ma non disse nulla a Nabal suo marito. Ora, mentre essa sul dorso di un asino scendeva per un sentiero nascosto dal monte, Davide e i suoi uomini scendevano verso di lei, ed essa s'imbattè con loro. Or Davide aveva detto: «Ho certamente custodito invano tutto ciò che costui aveva nel deserto. Non gli è mai mancato nulla di tutto ciò che possedeva, ma egli mi ha reso male per bene. Così DIO faccia ai nemici di Davide e anche peggio, se di tutto ciò che possiede io lascerò in vita un sol maschio fino al mattino”. Quando Abigail vide Davide, scese in fretta dall'asino, e gettandosi con la faccia a terra davanti a Davide, si prostrò fino a terra. Così si gettò ai suoi piedi e disse: «O mio signore, su di me, su di me soltanto ricada la colpa! Deh, lascia che la tua serva ti parli, e tu ascolta le parole della tua serva! Ti prego, signor mio non far caso a quell'uomo spregevole, a Nabal, perché egli è esattamente come il suo nome; si chiama Nabal e in lui c'è stoltezza; ma io, la tua serva, non ho visto i giovani mandati dal mio signore. Or dunque, signor mio, com'è vero che l'Eterno vive e che la tua anima vive, l'Eterno ti ha impedito di spargere il sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. Or dunque i tuoi nemici e quelli che vogliono fare del male al mio signore siano come Nabal! E ora questo dono che la tua serva ha portato al mio signore, sia dato ai giovani che seguono il mio signore. CBVT7A 195.3

    Deh, perdona la colpa della tua serva; certamente l'Eterno renderà stabile la casa del mio signore, perché il mio signore combatte le battaglie dell'Eterno, e in tutto il tempo della tua vita non è stato trovato alcun male in te. Se sorgesse qualcuno a perseguitarti e a cercare la tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno della vita presso l'Eterno, il tuo DIO, mentre la vita dei tuoi nemici l'Eterno la scaglierà come dal cavo di una fionda. Così, quando l'Eterno avrà fatto al mio signore tutto il bene che ha promesso a tuo riguardo e ti avrà costituito capo sopra Israele, questa cosa non sarà un dolore per te né un rimorso al cuore del mio signore: l'avere cioè sparso del sangue senza motivo e l'essersi fatto giustizia da sé. Ma quando l'Eterno avrà fatto del bene al mio signore, ricordati della tua serva». CBVT7A 196.1

    Nel personaggio di Abigail, la moglie di Nabal, abbiamo l’esempio di una donna secondo l’ordine di Cristo, mentre il marito illustra chiaramente ciò che un uomo può diventare quando cede al controllo di Satana. (MS 17, 1891)CBVT7A 196.2

    39 - Dio regolerà le cose CBVT7A 196.3

    Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: «Sia benedetto l'Eterno, che mi ha reso giustizia dell'oltraggio che ho ricevuto da Nabal e ha trattenuto il suo servo dal male! L'Eterno infatti ha fatto ricadere sul suo capo la malvagità di Nabal”. Poi Davide mandò un'ambasciata a parlare ad Abigail per prenderla in moglie. CBVT7A 196.4

    Quando Davide udì la notizia della morte di Nabal, rese grazie a Dio, perché gli aveva reso giustizia e lo aveva trattenuto dal fare il male. Questo male si ritorse contro Nabal stesso. Attraverso questa storia, gli uomini possono essere incoraggiati a mettere nelle mani del Signore i loro casi, perché al momento opportuno, Egli regolerà ogni cosa. (ST Oct. 26, 1888)CBVT7A 196.5

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