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Principi di educazione cristiana

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    Capitolo 2: La scuola dell’Eden

    Il sistema educativo istituito all’inizio del mondo doveva servire di modello all’essere umano in tutti i secoli. Per illustrarne i princìpi fu stabilita una scuola in Eden. Il giardino era l’aula; la natura, il libro di testo; il Creatore stesso, l’insegnante; i genitori della famiglia umana, gli allievi.PEC 13.1

    Creati per essere “immagine e gloria di Dio” (1 Corinzi 11:7), Adamo ed Eva avevano ricevuto doti adeguate al loro alto destino. Aggraziati e armoniosi nelle forme, con un’espressione luminosa che esprimeva salute, gioia e speranza, essi portavano nell’immagine esteriore la somiglianza con il loro Creatore. Questa somiglianza non si manifestava solo nella natura fisica: ogni facoltà della mente e dello spirito rifletteva la gloria di Dio. Adamo ed Eva furono fatti “di poco inferiori agli angeli” (Ebrei 2:7), per poter discernere non solo le meraviglie dell’universo visibile, ma anche per comprendere le responsabilità e gli obblighi morali.PEC 13.2

    Il nostro Padre si occupò personalmente della loro educazione. Spesso essi erano visitati dai suoi messaggeri, i santi angeli, e da loro ricevevano consiglio e istruzione. Molte volte, mentre camminavano nel giardino sul far della sera, udivano la voce di Dio e, faccia a faccia con il Signore, godevano della sua comunione. I suoi pensieri per loro erano “pensieri di pace e non di male”. Geremia 29:11. Ogni suo proposito era per il loro massimo bene.PEC 13.3

    Ad Adamo ed Eva fu affidata la cura del giardino, perché lo lavorassero e lo custodissero. Cfr. Genesi 2:15. Fu loro assegnata un’occupazione utile per fortificare il corpo, allargare la mente e sviluppare il carattere e ciò fu fonte di benedizione.PEC 13.4

    Il libro della natura offriva una fonte inesauribile d’istruzione e di piacere. Ogni foglia del bosco, ogni pietra del monte, ogni stella splendente, la terra, il mare, il cielo, portavano scritto il nome, di Dio. Con la foglia, il fiore e l’albero e con ogni creatura vivente, gli abitanti dell’Eden mantenevano un contatto intimo, penetrando nel segreto della vita di ogni cosa. La gloria di Dio nei cicli, i mondi innumerevoli nelle loro ordinate rivoluzioni, “l’equilibrio delle nuvole” (cfr. Giobbe 37:16), i misteri della luce e del suono, del giorno e della notte, tutto era oggetto di studio da parte degli allievi della prima scuola della terra.PEC 13.5

    Le leggi e i fenomeni della natura, i grandi princìpi di verità che governano l’universo spirituale, venivano rivelati alla loro mente dall’infinito Autore di tutte le cose. Nella “luce della conoscenza della gloria di Dio” (cfr. 2 Corinzi 4:6), le loro facoltà mentali e spirituali si sviluppavano, ed essi sperimentavano le più grandi soddisfazioni della loro esistenza.PEC 13.6

    Uscita dalla mano del Creatore, non solo il giardino d’Eden, ma la terra tutta, era immensamente bella: nessuna macchia di peccato, nessuna ombra di morte rovinava il creato. La gloria di Dio copriva “i cicli, e la terra era piena della sua lode” (Abacuc 3:3), “le stelle del mattino cantavano tutte assieme e tutti i figli di Dio alzavano gridi di gioia”. Giobbe 38:7. In questo modo la terra era il giusto simbolo di colui che è “ricco in bontà e fedeltà” (Esodo 34:6), argomento di studio adatto per coloro che erano stati fatti alla sua immagine.PEC 14.1

    Il giardino d’Eden era una rappresentazione di quello che Dio voleva che diventasse tutta la terra; era suo proposito che la famiglia umana, a mano a mano che cresceva di numero, stabilisse altre dimore e scuole come quella che egli aveva fondato. Così, con il passare del tempo, la terra si sarebbe riempita di case e scuole dove si sarebbero studiate le parole e le opere di Dio, e dove gli studenti sarebbero stati formati in modo da riflettere sempre meglio, per l’eternità, la luce della conoscenza della sua gloria.PEC 14.2

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