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    I discepoli

    I discepoli predicarono con potenza un Salvatore crocifisso e risorto. Compirono segni e miracoli nel nome di Gesù. I malati erano guariti e un paralitico dalla nascita riacquistò perfettamente la salute ed entrò nel tempio con Pietro e Giovanni camminando, saltando e lodando Dio davanti a tutti. La notizia si diffuse e il popolo iniziò a riunirsi intorno ai discepoli. Molti accorsero, sorpresi per la guarigione che era stata loro concessa. Con la morte di Gesù, i sacerdoti avevano pensato che non si sarebbero più verificati dei miracoli, l'entusiasmo si sarebbe spento e il popolo si sarebbe rivolto nuovamente alle tradizioni umane. Ma proprio davanti a loro i discepoli stavano operando prodigi e il popolo ne rimaneva molto meravigliato.PSCR 178.1

    Gesù era stato crocifisso e si chiedevano come mai i discepoli avessero un tale potere; mentre Gesù era in vita avevano pensato che fosse stato lui ad accordarlo anche a loro, ma con la sua morte si aspettavano che i miracoli cessassero. Pietro capì le loro perplessità e disse: “Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché fissate gli occhi su di noi, come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo? Il Dio di Abraamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi metteste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, mentre egli aveva giudicato di liberarlo. Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto e chiedeste che vi fosse concesso un omicida; e uccideste il Principe di vita, che Dio ha risuscitato dai morti. Di questo noi siamo testimoni. E, per la fede nel suo nome, il suo nome ha fortificato quest'uomo che vedete e conoscete”. Atti 3:12-16.PSCR 178.2

    I sacerdoti e i capi del popolo non potevano sopportare simili discorsi, e quindi ordinarono che Pietro e Giovanni venissero arrestati e imprigionati. Ma migliaia di persone, dopo aver ascoltato un solo sermone dei discepoli, si erano convertite e credevano alla risurrezione e all'ascensione di Cristo. I sacerdoti e i capi del popolo ne rimasero turbati. Avevano ucciso Gesù perché temevano che il popolo si potesse ribellare, ma ora il problema era ancora più grave; erano stati accusati apertamente dai discepoli di essere gli assassini del Figlio di Dio e non potevano sapere come questi eventi si sarebbero sviluppati, né come sarebbero stati considerati dal popolo.PSCR 178.3

    Il giorno seguente gli apostoli furono condotti davanti al Consiglio. Erano presenti proprio gli uomini che avevano reclamato il sangue di Gesù. Avevano sentito Pietro rinnegare il suo Signore con giuramenti e imprecazioni quando era stato sospettato di essere uno dei discepoli, e speravano di poterlo intimidire nuovamente. Ma Pietro si era convertito e ora aveva l'occasione di cancellare il disonore per quel rifiuto così affrettato e vile, e poter esaltare il nome che aveva disprezzato. Con coraggio e con la potenza dello Spirito, dichiarò con forza: “Nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest'uomo compare guarito, in presenza vostra. Egli è la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare. In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati”. Atti 4:10-12.PSCR 179.1

    Le persone si sorpresero dell'audacia di Pietro e di Giovanni e capirono che erano stati con Gesù perché il loro comportamento nobile e coraggioso era come quello di Cristo in presenza dei suoi nemici. Gesù, con uno sguardo affettuoso ma addolorato, aveva rimproverato Pietro che lo aveva rinnegato e ora, mentre riconosceva coraggiosamente il suo Signore, venne approvato e benedetto; e come segno di questa accettazione fu pervaso dallo Spirito Santo.PSCR 179.2

    I sacerdoti non osarono manifestare l'odio che provavano nei confronti dei discepoli. Ordinarono loro di uscire ed esaminando le loro opinioni, dissero: “Che faremo a questi uomini? Che un evidente miracolo sia stato fatto per mezzo di loro, è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, e noi non possiamo negarlo”. Atti 4:16. Avevano paura che la notizia di questo miracolo si diffondesse tra la gente. Se fosse diventata di dominio pubblico, i sacerdoti avrebbero perso la loro autorità e sarebbero stati considerati gli assassini di Cristo. Ma l'unica cosa che osarono fare fu minacciare e ordinare agli apostoli di non parlare più nel nome di Gesù, altrimenti avrebbero rischiato la morte. Ma Pietro con coraggio dichiarò che non potevano tacere su ciò che avevano visto e udito.PSCR 179.3

    Grazie alla potenza di Gesù, i discepoli continuavano a guarire gli afflitti e i malati. Centinaia di persone accettavano il Salvatore crocifisso, risorto e asceso al cielo. I sacerdoti, gli anziani e chi subiva il loro influsso erano allarmati. Nuovamente misero gli apostoli in prigione sperando che l'entusiasmo si sarebbe placato. Satana e i suoi angeli esultarono, ma gli angeli di Dio aprirono le porte della pri gione, e contrariamente all'ordine dei capi sacerdoti e degli anziani, ordinarono agli apostoli: “Andate, presentatevi nel tempio e annunziate al popolo tutte le parole di questa vita”. Atti 5:20.PSCR 179.4

    Il Consiglio, allora, mandò a prendere i prigionieri. I soldati aprirono le porte della prigione, ma non trovarono nessuno. Ritornarono dai sacerdoti e dai capi del popolo dicendo: “La prigione l'abbiamo trovata chiusa con ogni diligenza, le guardie in piedi davanti alle porte; abbiamo aperto, ma non abbiamo trovato nessuno dentro... Ma sopraggiunse uno che disse loro: ‘Ecco, gli uomini che voi metteste in prigione sono nel tempio, e stanno insegnando al popolo’. Allora il capitano, con le guardie, andò e li condusse via, senza far loro violenza, perché temevano di essere lapidati dal popolo. Dopo averli portati via, li presentarono al sinedrio; e il sommo sacerdote li interrogò: ‘Non vi abbiamo forse espressamente vietato di insegnare nel nome di costui? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme della vostra dottrina, e volete far ricadere su di noi il sangue di quell'uomo’”. Atti 5:23-28.PSCR 180.1

    Quei capi erano degli ipocriti, ricercavano l'approvazione dagli uomini più che da Dio. I loro cuori erano così insensibili che anche le opere più potenti fatte dagli apostoli li infuriavano. Sapevano che se i discepoli avessero continuato a predicare su Gesù, la sua crocifissione, la sua risurrezione e la sua ascensione, sarebbero stati incolpati di essere i suoi assassini. Non erano disposti a essere considerati responsabili del sangue di Cristo così come lo erano stati quando avevano gridato con forza: “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli”.PSCR 180.2

    Gli apostoli dichiararono con convinzione che dovevano ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Pietro disse: “Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi uccideste appendendolo al legno e lo ha innalzato con la sua destra, costituendolo Principe e Salvatore, per dare ravvedimento a Israele, e perdono dei peccati. Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono”. Atti 5:30-32.PSCR 180.3

    Ascoltando queste parole coraggiose quegli assassini si infuriarono e decisero di sporcarsi ancora le mani per uccidere gli apostoli. Mentre elaboravano un piano, un angelo di Dio toccò il cuore di Gamaliele perché consigliasse i sacerdoti e i capi del popolo: “Tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché se questo disegno o quest'opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio”. Atti 5:38, 39. Degli angeli malvagi stavano istigando i sacerdoti e i capi perché uccidessero gli apostoli, ma Dio inviò il suo angelo per ostacolarli facendo sorgere, tra i capi dei giudei, una voce in favore dei suoi servitori. L'opera degli apostoli non era conclusa, essi sarebbero stati portati davanti ai re per testimoniare del nome di Gesù e di ciò che avevano visto e udito.PSCR 180.4

    I sacerdoti liberarono malvolentieri i loro prigionieri e dopo averli fatti picchiare proibirono loro di parlare nel nome di Gesù. “Essi dunque se ne andarono via dal Sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere oltraggiati per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di portare il lieto messaggio che Gesù è il Cristo”. Atti 5:41, 42. Così la Parola di Dio si diffuse ampiamente. I discepoli testimoniavano con coraggio di tutto ciò che avevano visto e udito, e nel nome di Gesù operavano potenti miracoli. Senza paura accusavano chi qualche tempo prima aveva accolto il Figlio di Dio, uccidendolo.PSCR 181.1

    Vidi che gli angeli di Dio avevano ricevuto il compito di occuparsi di quelle importanti e sacre verità che, nel corso dei secoli, sarebbero servite come un'àncora di salvezza per i discepoli di Cristo. In particolare, lo Spirito Santo ispirava agli apostoli, che erano stati i testimoni della crocifissione, della risurrezione e dell'ascensione del nostro Signore, le importanti verità che rappresentavano la speranza d'Israele. Tutti dovevano considerare il Salvatore del mondo come la loro unica speranza, seguire la via che aveva tracciato con il sacrificio della propria vita, osservare la legge di Dio per vivere. Vidi la saggezza e la bontà di Gesù nell'accordare ai discepoli il potere necessario per continuare la stessa opera per la quale era stato odiato e ucciso dai giudei. Nel suo nome esercitavano il suo potere su Satana. Un alone di luce e di gloria circondava gli eventi della morte e della risurrezione di Gesù esaltando una sacra verità: egli era il Salvatore del mondo.PSCR 181.2

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