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    La morte di Stefano

    A Gerusalemme il numero dei discepoli si moltiplicò rapidamente e molti sacerdoti accettarono il messaggio cristiano.PSCR 182.1

    Stefano, uomo ricco di fede, faceva grandi prodigi e miracoli. I capi giudei si alterarono ancora di più vedendo dei sacerdoti allontanarsi dalle tradizioni, dai sacrifici e dalle offerte per accettare Gesù come il vero sacrificio. Grazie alla potenza divina, Stefano rimproverò i sacerdoti increduli, esaltando la figura di Gesù.PSCR 182.2

    Non potendo tollerare la forza e la saggezza con cui parlava, e non potendo prevalere in nessun modo su di lui, assoldarono alcuni falsi testimoni perché lo calunniassero, dicendo di averlo sentito pronunciare parole blasfeme contro Mosè e contro Dio. Così crearono agitazione nel popolo, arrestarono Stefano, e con false testimonianze lo accusarono di parlare contro il tempio e la legge. Testimoniarono di averlo sentito dire che questo Gesù di Nazaret avrebbe annullato le tradizioni che Mosè aveva dato loro.PSCR 182.3

    Mentre Stefano era davanti ai giudici, il suo volto risplendeva della luce della gloria di Dio. “E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissati gli occhi su di lui, videro il suo viso simile a quello di un angelo”. Atti 6:15. Quando gli fu chiesto di rispondere alle accuse presentate contro di lui, iniziò partendo da Mosè e dai profeti, ripercorrendo la storia dei figli d'Israele e le opere di Dio in loro favore, dimostrando come la venuta di Cristo era stata annunciata nelle profezie. Fece riferimento alla storia del tempio e dichiarò che Dio non abita in templi fatti dagli uomini. I giudei che adoravano il tempio si indignarono per le parole pronunciate contro quell'edificio più di quanto si sarebbero indignati se fossero state pronunciate contro Dio.PSCR 182.4

    Mentre Stefano parlava di Cristo e lo ricollegava al tempio, vide che il popolo si rallegrava delle sue parole, e allora rimproverò i capi e i sacerdoti: “Gente di collo duro e incirconcisa di cuore e d'orecchi, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo...” Atti 7:51.PSCR 182.5

    Essi seguivano i riti formali della loro religione e i loro cuori erano corrotti e malvagi. Egli ricordò la crudeltà dei loro padri nel perseguitare i profeti e dichiarò che coloro ai quali si rivolgeva avevano commesso un peccato ancora più grande nel rifiutare e crocifiggere Cristo. “Quale dei profeti non perseguitarono i vostri padri? Essi ucci sero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti i traditori e gli uccisori”. Versetti 52, 53.PSCR 182.6

    Mentre venivano pronunciate queste verità, semplici ma taglienti, i sacerdoti e i capi si alterarono, si lanciarono contro Stefano. “Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio. E disse: ‘Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figlio dell'uomo in piedi alla destra di Dio’“. Ma le persone non volevano ascoltarlo: “...gettando grida altissime, si turarono gli orecchi e si avventarono tutti insieme sopra di lui; e, cacciatolo fuori dalla città, lo lapidarono. Poi, messosi in ginocchio, gridò ad alta voce: ‘Signore, non imputar loro questo peccato’”. Versetti 55-60.PSCR 183.1

    Mi fu mostrato che Stefano era un grande uomo di Dio, scelto per occupare un posto importante nella chiesa. Satana si rallegrò della sua morte, perché sapeva che i discepoli avrebbero risentito molto della sua perdita. Ma il trionfo di Satana fu breve, infatti nella folla che assisteva alla morte di Stefano c'era un uomo a cui Gesù si sarebbe rivelato: era Saulo da Tarso.PSCR 183.2

    Egli non partecipò attivamente alla lapidazione di Stefano, tuttavia acconsentì alla sua morte. Era zelante nel perseguitare la chiesa di Dio. Ricercava i cristiani portandoli via dalle loro case e consegnandoli a coloro che li avrebbero uccisi. Saulo era un uomo molto dotato e colto, il suo zelo e la sua cultura gli assicuravano la stima dei giudei, mentre era temuto da molti dei discepoli di Cristo.PSCR 183.3

    Satana utilizzava i suoi talenti per continuare la sua battaglia contro il Figlio di Dio e contro coloro che credevano in lui. Ma Dio può annullare il potere del grande avversario e liberare coloro che sono suoi prigionieri. Cristo aveva scelto Saulo per proclamare il suo nome, per incoraggiare i suoi discepoli nella loro opera e sostituire Stefano.PSCR 183.4

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