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    La caduta di Satana

    Satana, un tempo, era un angelo onorato in cielo e secondo solo a Cristo. Il suo volto, come quelli degli altri angeli, aveva un'espressione dolce e manifestava gioia. La sua fronte alta e ampia era segno di grande intelligenza. La sua bellezza era perfetta; il suo portamento nobile e maestoso. Ma quando Dio disse a suo Figlio: “Facciamo l'uomo a nostra immagine”, diventò geloso di Gesù. Avrebbe desiderato essere consultato in merito alla creazione dell'uomo, e poiché questo non successe, cominciò a nutrire invidia, gelosia e odio. Desiderava ricevere gli onori più elevati del cielo, simili a quelli tributati a Dio.PSCR 140.1

    Fino a quel momento in cielo tutto era in ordine, in armonia e in perfetta sottomissione al volere di Dio. Ribellarsi contro questo ordine e contro la volontà divina rappresentava il peccato più grave. In cielo aleggiava una forte tensione. Gli angeli erano divisi in gruppi e ognuno aveva un responsabile che lo guidava.PSCR 140.2

    Satana, ambizioso e non disposto a sottomettersi all'autorità di Gesù, suscitava il dubbio nei confronti del governo di Dio. Alcuni degli angeli simpatizzarono con lui e aderirono alla sua ribellione, mentre altri difesero con forza l'onore e la saggezza di Dio nell'aver accordato autorità a suo Figlio.PSCR 140.3

    Scoppiò quindi un conflitto fra gli angeli. Satana e i suoi sostenitori volevano riformare il governo di Dio; cercavano di sondare la sua profonda saggezza e comprendere i suoi obiettivi nell'aver innalzato Gesù e avergli conferito poteri illimitati e dominio. Si ribellarono contro l'autorità del Figlio. Tutti gli esseri del cielo furono invitati a presentarsi davanti al Padre per essere giudicati. Venne deciso che Satana sarebbe stato espulso dal cielo con tutti gli angeli che si erano uniti a lui nella ribellione.PSCR 140.4

    Allora ci fu una guerra in cielo, una battaglia tra gli angeli. Satana sperava di sconfiggere il Figlio di Dio e coloro che gli erano rimasti fedeli. Ma gli angeli buoni prevalsero e Satana con i suoi seguaci furono esclusi dal cielo.PSCR 140.5

    Quando Satana venne cacciato dal cielo, insieme agli angeli che si erano alleati con lui, si rese conto di aver perso per sempre la sua purezza e la sua gloria, se ne rammaricò e desiderò ritornare in cielo. Era disposto a riprendere il suo posto, o qualsiasi altra posizione gli fosse stata assegnata. Ma non era possibile; il cielo non doveva essere messo in pericolo. Se fosse rientrato tutto il cielo si sarebbe contaminato, perché il peccato era iniziato con lui, ed egli portava dentro di sé i germi della ribellione. Satana e i suoi seguaci piansero e implorarono per ritrovare il favore di Dio. Ma il loro peccato — odio, invidia e gelosia — era così grave che Dio non poteva cancellarlo. Doveva sussistere per ricevere la punizione finale.PSCR 140.6

    Quando Satana si rese conto che non aveva più alcuna possibilità di riconquistare il favore divino, la sua malizia e il suo odio cominciarono a manifestarsi. Si consultò con i suoi angeli per elaborare nuovi piani per contrastare l'autorità di Dio.PSCR 141.1

    Mentre Adamo ed Eva vivevano nel bellissimo giardino dell'Eden, Satana stava ideando un progetto per distruggerli. Questa coppia non avrebbe mai perso la propria felicità se avesse ascoltato Dio. Satana non avrebbe potuto esercitare il suo potere su di loro se prima non avessero essi stessi disubbidito a Dio, e quindi perso il suo favore. Doveva quindi escogitare un piano per indurre Adamo ed Eva a disubbidire, sperimentare la disapprovazione divina e porsi così sotto l'influsso diretto di Satana e dei suoi angeli.PSCR 141.2

    Fu quindi deciso che Satana assumesse un'altra forma, e fingesse di interessarsi all'uomo. Doveva fare delle insinuazioni contro la veridicità delle dichiarazioni divine e far nascere il dubbio sul significato di ciò che Dio aveva detto; in seguito avrebbe suscitato in loro la curiosità, portandoli a indagare sugli insondabili piani di Dio — proprio lo stesso peccato di cui Satana si era reso colpevole — e a ragionare sul motivo delle sue restrizioni circa l'albero della conoscenza.PSCR 141.3

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