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Sulle orme del gran medico

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    Temperanza e autocontrollo

    Le Scritture insegnano che la madre deve fare attenzione alle proprie abitudini di vita. Quando Dio scelse Sansone come liberatore d’Israele “l’angelo del Signore” apparve alla madre per darle indicazioni particolari circa le sue abitudini e la cura del bambino: “...Non bere né vino né bevanda alcolica e non mangiare niente di impuro...” Giudici 13:13, 7.OGM 200.2

    Molti genitori trascurano gli influssi prenatali, ma Dio non fa così. Il solenne messaggio inviato due volte a Manoah, tramite un angelo, mostra che questo soggetto merita la nostra più grande attenzione.OGM 200.3

    Rivolgendosi a una madre ebrea, Dio parla alle madri di tutti i secoli: “...Osserverà tutto quello che le ho comandato”. Cfr. Giudici 13:14. Il benessere del bambino che deve nascere dipende quindi in modo particolare dalle abitudini della madre, i cui gusti e le cui passioni devono essere sottomessi a dei principi. Se vuole adempiere il piano che Dio ha progettato donandole un figlio, deve evitare un certo numero di cose.OGM 200.4

    Prima della nascita, se la madre segue il suo istinto, se è egoista, impaziente ed esigente, questi tratti del carattere si ritroveranno nella sua piccola creatura. È in questo modo che molti bambini hanno ricevuto alla loro nascita delle tendenze al male quasi insuperabili.OGM 200.5

    Ma se la madre si attiene fermamente a buoni principi, se pratica la temperanza e coltiva l’abnegazione, se è amabile e buona, può trasmettere a suo figlio queste preziose qualità. Molto esplicito è il comandamento che vieta alla madre l’uso del vino. Ogni sorso di bevanda alcolica usata per soddisfare il proprio piacere, mette in pericolo la salute fisica, mentale e morale del bambino ed è un peccato nei confronti del Creatore. Molti insistono sul fatto che le cosiddette voglie di una madre incinta devono essere soddisfatte: qualunque alimento desideri, per quanto nocivo, deve esserle concesso. Questa convinzione è falsa e dannosa.OGM 200.6

    I bisogni fisici della madre non dovrebbero essere trascurati in nessun caso: due vite dipendono da lei. I suoi desideri devono dunque essere considerati con benevolenza e i suoi bisogni soddisfatti nei limiti del possibile. Ma in questo momento, più che in ogni altro, dovrebbe evitare nella sua alimentazione e in ogni altra cosa tutto ciò che indebolisce le sue forze fisiche e mentali. Il comandamento di Dio le impone l’obbligo solenne di sapersi controllare.OGM 201.1

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