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Sulle orme del gran medico

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    Capitolo 10: Aiutare i deboli

    Gesù ci ama, e non perché lo abbiamo amato per primi. È morto per noi quando eravamo ancora peccatori. Invece di considerarci in funzione dei nostri limiti e condannarci, ha tollerato le nostre debolezze, la nostra ignoranza, la nostra ingratitudine e ostinazione. Nonostante il nostro allontanamento, la nostra durezza di cuore, la nostra negligenza per la sua Parola ha sempre mostrato attenzione e disponibilità nei nostri confronti.OGM 85.4

    La grazia è un dono di Dio per esseri umani che non lo meritano. Non l’abbiamo cercata ma essa ci ha raggiunto. Il Signore elargisce con piacere la sua grazia non perché ne siamo degni, ma proprio perché non la meritiamo. L’unica ragione per cui possiamo pretendere la sua grazia è che ne abbiamo veramente bisogno.OGM 86.1

    Ogni giorno il Signore tende la sua mano, tramite il Cristo, invitando i peccatori. Accetta tutti e li accoglie con gioia. Il perdono concesso anche al più grande peccatore è un’espressione della sua gloria. Egli libererà gli oppressi, i prigionieri, strapperà i “tizzoni dal fuoco”, lancerà le catene d’oro della sua grazia fino nelle profondità della miseria umana e solleverà coloro che sono scoraggiati e contaminati a causa del peccato. Ogni essere umano è oggetto di un profondo interesse da parte di colui che ha donato la sua vita per ricongiungere gli uomini a Dio. Egli è disposto a protegge coloro che si riconoscono impotenti a causa della loro colpevolezza, vittime degli inganni di Satana, così come il pastore protegge le pecore del suo gregge. L’esempio del Salvatore deve essere il punto di riferimento della nostra opera in favore di coloro che sono tentati e commettono degli errori. Dobbiamo manifestare per coloro che ci circondano lo stesso interesse, affetto e pazienza che il Cristo ha espresso nei nostri confronti. “...Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri”. Giovanni 13:34. Se l’amore di Gesù vive in noi, riveleremo a tutti coloro che ci circondano lo stesso amore disinteressato del Cristo. Vedendo quanti uomini e donne hanno bisogno di simpatia e aiuto, non ci chiederemo: “Ne sono degni?” ma “Che cosa posso fare per loro?”OGM 86.2

    Ricchi e poveri, potenti e umili, liberi e schiavi sono figli di Dio. Colui che ha donato la sua vita per salvare l’uomo riconosce il valore inestimabile di ogni essere. È grazie alla gloria della croce che comprendiamo il suo amore. Questo ci aiuterà a renderci conto che ogni essere umano, per quanto corrotto, è costato un sacrificio così grande che non può essere trattato con freddezza e disprezzo. Comprenderemo l’importanza di agire in favore del nostro prossimo per poter essere innalzati fino al Regno di Dio.OGM 86.3

    La moneta perduta della parabola, nonostante fosse stata trovata fra i rifiuti e la polvere, era sempre di prezioso argento. Il suo proprietario la cercava perché conosceva il suo valore. Nello stesso modo ogni uomo, anche se degradato dal peccato, è prezioso agli occhi di Dio. Così come sulla moneta c’era l’effigie e il titolo della potenza regnante, l’uomo alla creazione ha ricevuto l’immagine e il nome di Dio. Nonostante sbiadite e sfumate le tracce dell’immagine divina caratterizzano ogni essere. Dio desidera ritrovarla nell’uomo, come espressione della giustizia e della santità.OGM 86.4

    Assomigliamo molto poco al Cristo nel suo interesse per gli uomini colpevoli, sofferenti, corrotti, vittime della trasgressione e del peccato. La mancanza di umanità nei confronti dei nostri simili è il nostro più grande peccato. Molti ritengono di rappresentare degnamente Dio nella sua giustizia, ma falliscono nel manifestare il suo amore. Spesso coloro che vengono trattati con durezza e severità sono vittime della tentazione. Se Satana sta tentando questi uomini, le parole dure e la mancanza di comprensione li scoraggeranno e contribuiranno a indurli a commettere altri errori.OGM 87.1

    È una grande responsabilità influire sulle coscienze. Solo colui che sa leggere nel cuore sa come condurre gli uomini al pentimento. Soltanto la sua saggezza può assicurarci il successo nell’aiutare coloro che si sono allontanati da Dio. Potete pensare con presunzione: “Io sono più santo di voi”, ma per quanto corretto possa essere il vostro ragionamento e vere le vostre parole, non potranno toccare i cuori. Solo l’amore del Cristo, manifestato nelle sue parole e nelle sue azioni, colpirà l’animo umano mentre la presentazione di principi e argomentazioni sarà inutile.OGM 87.2

    Occorre manifestare simpatia, come il Cristo, non solo nei confronti di coloro che ci sembrano giusti, ma anche per quelli che soffrono e lottano, che spesso commettono errori e si pentono, che sono tentati e scoraggiati. Dobbiamo rivolgerci al nostro prossimo preoccupati per i loro errori così come il nostro Sommo Sacerdote ha compassione per noi. Il Signore entrava in contatto con i pubblicani, i peccatori e coloro che erano disprezzati ed emarginati affinché si rivolgessero a lui. Coloro che non riuscì mai ad approvare erano quelli che si consideravano con orgoglio superiori agli altri, che li guardavano dall’alto verso il basso. “...Va’ fuori per le strade e lungo le siepi e costringili a entrare” ordina Gesù “affinché la mia casa sia piena”. Luca 14:23.OGM 87.3

    Ubbidendo a queste parole rivolgiamoci ai non credenti che abitano vicino a noi o in paesi lontani. I pubblicani e le prostitute devono ascoltare l’invito del Salvatore. Grazie alla gentilezza e alla pazienza dei suoi messaggeri questo invito esprime quella forza necessaria per risollevare coloro che sono vittime del peccato. I principi del Cristo ci impongono di lavorare con impegno, convinzione e profondo interesse nei confronti di coloro che Satana cerca di distruggere. Nulla deve frenare la forza e l’energia che decidiamo di impegnare per la salvezza di chi si è allontanato da Dio.OGM 87.4

    Nella Parola di Dio è evidente la volontà di incoraggiare uomini e donne a rivolgersi al Cristo. Dobbiamo cogliere ogni opportunità, in privato o in pubblico, presentando le motivazioni adeguate e insistendo per avvicinare gli uomini al Salvatore. Dobbiamo indurli con tutte le nostre forze a considerare Gesù, ad accettare la sua vita di rinuncia e di sacrificio. Dobbiamo dirgli quanto desideriamo che glorifichino il Cristo, lo onorino e apprezzino i suoi doni.OGM 88.1

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