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I tesori delle testimionianze 1

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    Capitolo 10: Il tempo della prova

    Il 20 novembre 1857 mi fu mostrato il popolo di Dio messo alla prova. Alcuni invocavano il Signore pregando con fervore e gridando disperati. I volti pallidi lasciavano intravedere un’angoscia profonda che esprimeva una lotta interiore. Il loro atteggiamento manifestava grande fermezza e profondo zelo: grosse gocce di sudore cadevano dalla loro fronte. Di tanto in tanto il viso si illuminava per la certezza dell’approvazione di Dio e poi, nuovamente, ricompariva un’espressione di gravità, fervore e angoscia.1Cfr. Gioele 2:15-17; Giacomo 4:7-10; Sofonia 2:1-3.TT1 50.1

    Gli angeli di Satana si affollavano intorno a loro, come una nuvola nera, per impedire che potessero scorgere Gesù, per fare in modo che i loro sguardi fossero attratti dalle tenebre circostanti e per indurli a dubitare di Dio e a mormorare. L’unica via di scampo consisteva nel tenere gli sguardi fissi verso il cielo. Gli angeli di Dio avevano ricevuto l’incarico di vegliare su di loro e agitavano costantemente le ali per dissipare le nuvole che gli angeli malvagi convogliavano intorno a questi esseri angosciati.TT1 50.2

    Vidi che alcuni non erano coinvolti in questa lotta e nell’intercessione. Sembravano indifferenti e non si opponevano alle tenebre che li circondavano e li avviluppavano sempre più come una densa nube. Gli angeli di Dio li abbandonarono e rivolsero la loro attenzione a coloro che lottavano con tutte le loro forze per resistere agli angeli malvagi e continuavano a implorare con perseveranza l’intervento di Dio. Gli angeli di Dio, quindi, abbandonavano quelli che non facevano nessuno sforzo personale e io li persi di vista. Mentre gli altri continuavano a pregare con fervore, di tanto in tanto un raggio di luce proveniente da Gesù giungeva fino a loro per incoraggiarli e illuminare i loro volti.TT1 50.3

    Chiesi cosa significasse questa prova e mi fu rivelato che era il risultato dell’appello rivolto dal Testimone fedele alla chiesa di Laodicea. Chi lo avesse accettato sarebbe stato invitato a riformare la propria vita e a proclamare la verità in tutta la sua purezza. Alcuni, però, non l’accetteranno e si ribelleranno a questo messaggio. Ecco perché il popolo di Dio verrà messo alla prova.TT1 50.4

    Non è stata prestata una particolare attenzione al Testimone fedele. La solenne testimonianza dalla quale dipende il destino della chiesa non solo non è stata presa in considerazione, ma addirittura disprezzata. In realtà dovrebbe produrre un profondo pentimento e tutti coloro che l’accetteranno sinceramente, ubbidiranno e saranno purificati.TT1 50.5

    L’angelo disse: “Ascolta!” Ben presto sentii una voce simile al suono di molti strumenti musicali che suonavano in perfetta armonia. Questa musica superava ogni altra melodia udita fino a quel momento: esprimeva misericordia, compassione e una gioia profonda. Un brivido mi scosse. L’angelo disse: “Guarda!” La mia attenzione fu attratta da coloro che avevano attraversato questi momenti d’angoscia. Mi furono mostrati coloro che avevo visto precedentemente piangere e pregare, profondamente addolorati. La schiera degli angeli che li circondavano era raddoppiata, indossavano tutti un’armatura che li copriva dalla testa ai piedi e si muovevano in perfetto ordine, come dei soldati. Sui loro volti si leggevano gli effetti del difficile conflitto che avevano sostenuto e della dura lotta che avevano superato. Tuttavia i loro lineamenti, seppure segnati da una profonda angoscia, riflettevano la luce e la gloria del cielo. Essi avevano ottenuto la vittoria e tutta la loro persona esprimeva un profondo sentimento di gratitudine e una gioia profonda.TT1 50.6

    Il loro numero si era assottigliato: alcuni non avevano superato la prova e avevano abbandonato la lotta.2Cfr. Apocalisse 3:15-17. Erano i tiepidi e gli indifferenti che non si erano uniti a coloro che avevano apprezzato la vittoria e la salvezza, perseverando nella preghiera e nella lotta fino all’angoscia più profonda. Essi erano rimasti indietro, nelle tenebre, ma erano stati immediatamente sostituiti da altri che avevano accettato il messaggio della verità. Gli angeli malvagi continuavano a stringersi intorno a loro, ma senza essere in grado di esercitare alcun potere.3Cfr. Efesini 6:12-18.TT1 51.1

    Udii coloro che erano rivestiti dell’armatura proclamare la verità con gran forza e i risultati erano straordinari. Uomini onesti che non avevano potuto ascoltare la verità o ne erano stati privati — alcune mogli dai mariti, alcuni figli dai genitori — ora l’accettavano con entusiasmo, senza provare più nessun timore. Soltanto la verità contava per loro, la desideravano profondamente e veniva considerata più cara e preziosa della loro stessa vita. Chiesi quale fosse lacausa di questo grande cambiamento e un angelo mi rispose: “È la pioggia dell’ultima stagione, è il refrigerio dovuto alla presenza del Signore, è “il gran grido” del terzo angelo”.TT1 51.2

    Una grande potenza caratterizzava questi eletti. L’angelo mi disse: “Guarda!” La mia attenzione fu attratta, allora, dai malvagi e dagli increduli: erano tutti in preda a una profonda eccitazione. Lo zelo e la potenza del popolo di Dio li avevano esasperati suscitandone la collera. La confusione regnava ovunque. Mi fu mostrato cosa stava accadendo a coloro che avevano ricevuto il messaggio e la potenza di Dio. Le tenebre si addensavano intorno a loro; tuttavia essi rimasero saldi, sorretti dall’approvazione di Dio e fiduciosi in lui. Li vidi perplessi, poi li udii gridare a Dio con fervore. Le loro preghiere non cessavano né giorno né notte. Cfr. Apocalisse 14:14, 15. Sentii queste parole: “Sia fatta, o Dio, la tua volontà! Se questo può glorificare il tuo nome, apri una via di scampo al tuo popolo! Liberaci dai malvagi che ci circondano. Essi hanno giurato per la nostra morte, ma tu puoi assicurarci la salvezza”. Queste parole mi tornano in mente. Tutti sembravano profondamente convinti della loro indegnità e manifestavano una totale sottomissione alla volontà di Dio; come Giacobbe, tutti, senza eccezioni, pregavano e lottavano per ottenere la liberazione.TT1 51.3

    Appena iniziarono a pregare, gli angeli, mossi da simpatia, volevano andare a liberarli, ma un angelo alto e autorevole non lo permise e disse: “La volontà di Dio non è ancora compiuta. Essi devono bere questo calice. Essi devono ricevere questo battesimo!”TT1 52.1

    Allora udii la voce di Dio che scuoteva i cieli e la terra. Cfr. Gioele 3:16; Ebrei 12:26; Apocalisse 16:18. Si verificò un forte terremoto, le case crollarono. Udii, allora, un grido di trionfo forte, chiaro e melodioso. Gettai uno sguardo al gruppo che pochi istanti prima lottava contro l’angoscia e l’oppressione. La loro condizione era del tutto mutata: una luce meravigliosa risplendeva su di loro. Come apparivano belli! Ogni traccia di fatica e di angoscia era scomparsa e sul volto di ognuno si leggeva la salute e la bellezza. I loro nemici, al contrario, caddero come morti: non potevano sopportare la luce che splendeva sulla moltitudine dei santi liberati. Questa luce, questa gloria, continuò a brillare su di loro finché non apparve Gesù sulle nuvole del cielo. La folla dei fedeli fu trasformata in un momento, in un batter d’occhio, di gloria in gloria. Le tombe si aprirono e uscirono i santi rivestiti di immortalità, proclamando la vittoria sulla morte. Poi, con i santi viventi, furono innalzati a incontrare il Signore nell’aria, mentre canti di lode e di trionfo uscivano dalle loro labbra immortali.TT1 52.2

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