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I tesori delle testimionianze 2

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    Quando Satana assume il controllo

    Una casa divisa interiormente non può durare. Quando i cristiani sono in disaccordo, Satana ne approfitta per assumere il controllo della situazione. Quante volte egli è riuscito a distruggere la pace e l’armonia delle chiese! Quante aspre dispute, quanta amarezza, quanto odio hanno avuto origine da una cosa di poco conto! Quali speranze sono state distrutte e quante famiglie sono state divise dalla discordia e dalla contesa!TT2 56.4

    Paolo scongiurava i suoi fratelli di essere cauti, per evitare che nel tentativo di correggere gli altrui sbagli non finissero col commettere essi stessi peccati altrettanto grandi. Li avvertì che l’odio, l’antagonismo, l’ira, gli alterchi, le sedizioni, le eresie e l’invidia sono opere della carne, allo stesso modo come lo sono la lascivia, l’adulterio, l’ubriachezza, l’omicidio, e che perciò chiuderanno la porta del cielo a quanti se ne rendono colpevoli.TT2 56.5

    Cristo dichiara: “Chiunque avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono, meglio sarebbe per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare”. Marco 9:42. Chiunque con deliberato inganno o col cattivo esempio travia un discepolo di Cristo, si rende colpevole di un grande peccato. Chiunque lo facesse oggetto di maldicenza o di ridicolo, insulta Gesù. Il nostro Salvatore prende nota di ogni torto fatto ai suoi seguaci.TT2 56.6

    Anticamente, come venivano puniti coloro che trattavano con leggerezza ciò che Dio aveva scelto come consacrato a lui? Beltsatsar e i suoi mille grandi profanarono i vasi d’oro di Jéhovah e lodarono gli idoli di Babilonia. Dio, da loro così sfidato, fu testimone della scena profana, e nel bel mezzo del sacrilego banchetto una mano esangue tracciò sulla parete della sala alcune parole misteriose. Atterriti, il re e i cortigiani ascoltarono la dura sentenza pronunciata dal servitore dell’Altissimo.TT2 57.1

    Quanti si dilettano a pronunciare maldicenza e calunnia contro i servitori di Cristo rammentino che Dio è testimone delle loro azioni. Le loro accuse non profanano dei vasi inanimati, ma il carattere di quelli che sono stati riscattati dal sangue di Cristo. La mano che tracciò lo scritto sui muri del palazzo di Beltsatsar prende scrupolosamente nota di ogni atto di ingiustizia o di oppressione perpetrato contro il popolo di Dio.TT2 57.2

    La storia sacra presenta esempi straordinari circa la cura gelosa del Signore per i più deboli dei suoi figli. Durante il soggiorno d’Israele nel deserto, gli affaticati e i deboli che rimanevano indietro rispetto al grosso del popolo vennero assaliti e uccisi dai crudeli Amalechiti. In seguito, Israele combatté con loro e li sconfisse. “L’Eterno disse a Mosè: ‘Scrivi questo fatto in un libro, perché se ne conservi il ricordo, e fai sapere a Giosuè che io cancellerò interamente di sotto al cielo la memoria di Amalek’”. Esodo 17:14. Tale incarico fu nuovamente ripetuto da Mosè poco prima di morire affinché non fosse dimenticato dai posteri: “Ricordati di ciò che ti fece Amalek durante il viaggio, quando usciste dall’Egitto; com’egli ti attaccò per via, piombando per di dietro su tutti i deboli che ti seguivano, quand’eri già stanco e sfinito, e come non ebbe alcun timore di Dio... Cancellerai la memoria di Amalek di sotto al cielo: non te ne scordare!” Deuteronomio 25:17-19.TT2 57.3

    Se Dio punì in questa maniera la crudeltà di una nazione pagana, come deve Egli considerare chi, pur dichiarandosi suo popolo, farà guerra ai propri fratelli operai, stanchi, esausti nella sua causa? Satana ha una forte presa su quelli che si sottomettono al suo controllo. Furono i sommi sacerdoti e gli anziani — gli istruttori religiosi della popolazione — a istigare la moltitudine sanguinaria dalla sala del giudizio al Calvario. Vi sono oggi, fra coloro che si professano seguaci di Cristo, dei cuori ispirati dal medesimo spirito di quelli che a gran voce chiedevano la crocifissione del Salvatore. Chi fa il male ricordi che per tutti i suoi atti c’è un testimone, un Dio santo che odia il peccato. Egli farà venire in giudizio tutte le opere, anche le più segrete.TT2 57.4

    “Ora noi che siamo forti, dobbiamo sopportare le debolezze dei deboli e non compiacere a noi stessi. Ciascuno di noi compiaccia al prossimo nel bene, a scopo di edificazione. Poiché anche Cristo non compiacque a se stesso”. Romani 15:1-3. Come Cristo ha avuto pietà di noi e ci ha soccorsi nelle nostre debolezze e nel nostro stato di peccato, così noi dovremo avere compassione degli altri e aiutarli. Molti sono assillati dal dubbio, colpiti da infermità, deboli nella fede e incapaci di afferrare l’invisibile; ma un amico che possono vedere, che viene a loro al posto di Cristo, può rappresentare un anello che unisce la loro fragile fede a Dio. Questa è un’opera benedetta. Che l’orgoglio e l’egoismo non ci impediscano di fare il bene che possiamo fare se vogliamo agire nel nome di Cristo, sorretti da uno spirito di amore e di tenerezza.TT2 57.5

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