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I tesori delle testimionianze 2

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    Rialzare quelli che sono caduti

    “Fratelli, quand’anche uno sia stato colto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato. Portate i pesi gli uni degli altri e così adempiete la legge di Cristo”. Galati 6:1, 2. Qui ci viene nuovamente presentato il nostro dovere. Come può chi si proclama seguace di Cristo considerare con tanta leggerezza questi precetti ispirati?TT2 58.1

    Non molto tempo fa ricevetti una lettera che descriveva le circostanze in cui un fratello aveva dato prova di indiscrezione. Sebbene l’episodio fosse avvenuto alcuni anni prima e si trattasse di una cosa non molto importante e perciò niente affatto degna di essere riesaminata, chi scriveva affermava che quanto era successo le aveva fatto perdere per sempre la fiducia in quel fratello. Se l’analisi della vita di quella sorella non rivelasse nessun errore maggiore sarebbe davvero una cosa meravigliosa, perché la natura umana è molto debole. Io sono stata e tuttora sono in contatto con fratelli e sorelle da me considerati come tali, nonostante si siano resi colpevoli di gravi peccati e che ancora oggi non riescono a vedere i propri atti peccaminosi come li vede Iddio. Eppure il Signore sopporta queste persone. E allora perché non dovrei farlo anch’io? Egli farà in modo che il suo Spirito impressioni talmente i loro cuori da far loro vedere il peccato come appariva a Paolo: estremamente peccaminoso.TT2 58.2

    Noi conosciamo pochissimo il nostro cuore e abbiamo una inadeguata consapevolezza del nostro personale bisogno della clemenza divina. Questa è la ragione per cui ci occupiamo così poco della tenera compassione di Gesù nei nostri confronti, compassione che noi, a nostra volta, dovremmo avere gli uni per gli altri. Dovremmo ricordare che i nostri fratelli sono deboli mortali erranti, come noi. Supponendo che un fratello per mancanza di vigilanza sia stato sopraffatto dalla tentazione e, contrariamente al suo comportamento generale, abbia commesso qualche errore: come ci comporteremo con lui? Dalla Bibbia apprendiamo che uomini chiamati da Dio a compiere un’opera grande e buona commisero peccati gravi. Il Signore, certo, non mancò di rimproverarli, però non li respinse. Quando essi si pentivano, Egli li perdonava misericordiosamente, manifestava loro la sua presenza e continuava a operare per mezzo di loro.TT2 58.3

    I poveri, fragili mortali considerino quanto grande è il loro bisogno di pietà e di pazienza da parte di Dio e dei loro fratelli. Si astengano dal giudicare e dal condannare gli altri. Dovremmo prestare ascolto all’insegnamento dell’apostolo: “Voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, affinché tu pure non sii tentato”. Galati 6:1. Noi possiamo cadere in tentazione e avere bisogno, a nostra volta, di tutta la sopportazione che siamo invitati a esercitare verso il colpevole. “Col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati, e con la misura onde misurate sarà misurato a voi”. Matteo 7:2.TT2 58.4

    L’apostolo aggiunge un rimprovero per chi è indipendente e confida in se stesso: “Se qualcuno si stima essere qualcosa, pur non essendo nulla, egli inganna se stesso... Ciascuno porterà il suo proprio carico”. Galati 6:3-5. Chi si stima superiore ai suoi fratelli quanto a giudizio ed esperienza, e disdegna il loro consiglio e la loro esortazione, dimostra di trovarsi in un pericoloso errore. Il cuore è fraudolento. Egli dovrebbe esaminare il proprio carattere e la propria vita in base alla norma biblica. La Parola di Dio getta sul sentiero della vita una luce infallibile. Nonostante i numerosi influssi che si levano per stornare il pensiero e distrarlo, quelli che onestamente cercano Dio per ricevere sapienza, saranno guidati sulla retta via. Alla fine, ogni uomo o rimarrà in piedi o cadrà, non secondo l’opinione di chi lo sostiene o si oppone a lui, non in base al criterio di un qualsiasi essere umano, ma secondo il suo effettivo carattere visto da Dio. La chiesa può avvertire, consigliare, ammonire, però non può costringere nessuno a scegliere un giusto modo di agire. Chiunque persista nella noncuranza verso la Parola di Dio dovrà portare il proprio peso, rendere conto di se stesso al Signore e subire le conseguenze della sua condotta.TT2 59.1

    Il Signore nella sua Parola ci ha fornito precisi e inequivocabili insegnamenti, seguendo i quali potremo preservare l’unione e l’armonia nella chiesa. Fratelli e sorelle, prestate voi ascolto a questi ordini ispirati? Siete voi lettori della Bibbia e facitori della Parola? Vi date voi da fare per eseguire la preghiera di Gesù perché i suoi seguaci siano uno? “L’Iddio della pazienza e della consolazione vi dia d’aver fra voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, affinché d’un solo animo e di una stessa bocca glorifichiate Iddio”. Romani 15:5, 6. “Procacciate la perfezione, siate consolati, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace: e l’Iddio dell’amore e della pace sarà con voi”. 2 Corinzi 13:11.TT2 59.2

    L’edificio divino — “Voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio”. 1 Corinzi 3:9. Questa immagine rappresenta il carattere umano, che deve essere elaborato, punto per punto. Ogni giorno Dio lavora intorno alla sua costruzione, un colpo dopo l’altro, per perfezionarne la struttura affinché essa diventi un tempio santo per lui. L’uomo, però, deve collaborare con Dio. Ogni operaio deve diventare esattamente quello che Dio vuole che esso sia, edificando la propria vita con azioni pure e nobili, perché alla fine il suo carattere possa essere una struttura simmetrica, un vero tempio onorato da Dio e dall’uomo. Non ci deve essere, nella struttura, nessuna incrinatura, perché essa è del Signore. Ogni pietra deve essere collocata perfettamente per poter sostenere la pressione esercitata su di essa. Una pietra mal collocata potrebbe danneggiare l’intero edificio. A voi e a ogni altro operaio, Dio dice: “Badate come costruite, onde il vostro edificio possa resistere alla prova dell’uragano e della tempesta, perché fondato sulla Rocca eterna. Collocate la pietra sul fondamento sicuro, affinché possiate essere pronti per il giorno della prova, quando tutti saranno visti proprio come realmente sono”.TT2 59.3

    Dio mi presenta questo avvertimento come qualcosa di particolarmente necessario per il vostro bene. Egli vi ama di un immenso amore; ama i vostri fratelli nella fede e agisce nei loro confronti nel medesimo intento col quale si adopera verso di noi. La sua chiesa sulla terra deve assumere dimensioni divine davanti al mondo, come un tempio edificato con pietre viventi, ciascuna delle quali rifletta la luce. Essa deve essere la luce del mondo come una città posta sopra una collina, che non può rimanere nascosta. E’ costruita con pietre strettamente congiunte fra loro, una adattata all’altra in modo da formare un edificio stabile, solido. Non tutte le pietre hanno la stessa forma o struttura. Alcune sono grosse, altre piccole, ma ognuna ha il suo posto. Il valore di ogni pietra è determinato dalla luce che essa riflette. Questo è il piano divino. Dio desidera che tutti gli operai occupino i posti loro assegnati nell’opera per questo tempo.TT2 60.1

    Noi viviamo in mezzo ai pericoli degli ultimi giorni e dobbiamo coltivare saggiamente ogni nostra facoltà intellettuale e fisica, perché esse sono tutte necessarie per fare della chiesa un edificio che rappresenti la sapienza del grande Architetto. I talenti fornitici da Dio sono doni suoi e debbono essere usati nel loro giusto rapporto reciproco per poter costituire un insieme perfetto. Dio dà i talenti, le energie della mente; l’uomo forma il carattere. — Testimonies for the Church 8:173, 174 (1904).TT2 60.2

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