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Parole di vita

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    Il tempo

    Il nostro tempo, ogni momento, appartiene a Dio, ed è il nostro più solenne dovere utilizzarlo alla sua gloria. Di nessun altro talento Egli ci chiederà conto così rigorosamente come del tempo.PV 235.1

    Il tempo ha un valore inestimabile. Per Cristo ogni istante era prezioso e così dovremmo considerarlo anche noi. La vita è troppo breve sprecarla futilmente. Ci rimangono pochi giorni di grazia per prepararci all’eternità e non c’è tempo da perdere o da dedicare alla ricerca piaceri o alle gioie del peccato. È ora che dobbiamo formare il nostro carattere per l’eternità e prepararci al giudizio investigativo.PV 235.2

    L’uomo è appena nato che il processo della morte incomincia; la vita di incessante lavoro finisce nel nulla se non acquisisce per tempo la vera conoscenza della vita eterna. Chi invece impiega proficuamente il suo tempo si prepara alle dimore celesti e ad una vita immortale non è nato invano.PV 235.3

    La Bibbia ci esorta ad approfittare del tempo, ma quello che abbiamo sprecato è perduto per sempre, non possiamo recuperarne nemmeno un momento! L’unico modo di “riscattarlo” è quello di utilizzare il tempo che ci rimane come meglio possiamo, collaborando con Dio nel grande piano di redenzione.PV 235.4

    Chi opererà in tal senso noterà la trasformazione del proprio carattere: egli diventa figlio di Dio, membro della famiglia reale, figlio del Re celeste, ed è degno di entrare nella compagnia degli angeli.PV 236.1

    Ora è il momento propizio per additare all’umanità la via della salvezza. Alcuni pensano che il loro dovere si esaurisca nell’offrire denaro alla causa di Cristo e lasciano passare inutilmente il tempo prezioso che potrebbero consacrare all’attività evangelistica personale. Invece è privilegio e dovere di chiunque abbia energia e goda buona salute, servire il Signore attivamente per guadagnare uomini a Cristo. Le offerte pecuniarie non sostituiscono il lavoro personale.PV 236.2

    Dato che ogni momento è gravido di conseguenze per l’eternità, dobbiamo essere sempre pronti per ogni emergenza. L’occasione che ora ci si offre di annunciare la Parola della vita ad un uomo in crisi, può non ripresentarsi più, perché Dio potrebbe dirgli: “Questa notte stessa l’anima tua ti sarà domandata”. Luca 12:20. E se non è pronto, può essere anche colpa nostra. In tal caso, come ci giustificheremo dinanzi a Dio nel gran giorno del giudizio?PV 236.3

    La vita è troppo solenne per lasciarci assorbire totalmente da questioni materiali e terrene, da un vortice di ansietà e preoccupazioni per cose completamente insignificanti di fronte ai valori eterni. Nondimeno Dio ci chiama a servirlo anche negli affari della vita temporale; l’impegno in quest’opera rientra nella vera religiosità come la meditazione e la preghiera. La Bibbia non giustifica i fannulloni. La pigrizia è la peggiore piaga che affligga il mondo e chi è veramente convertito lavorerà con cura e zelo.PV 236.4

    Dal giusto uso del tempo dipende anche se avremo successo nell’acquisire conoscenze e cultura intellettuale. La povertà, umili origini e altre circostanze sfavorevoli non saranno un ostacolo insormontabile se sappiamo far tesoro di ogni istante disponibile. Alcuni momenti qui e altri là, trascorsi in chiacchiere inutili; le ore mattutine passate a poltrire a letto; il tempo impiegato viaggiando in tram o in autobus, o ad aspettare alla stazione, prima di mettersi a tavola oppure ad attendere gente poco puntuale ad un appuntamento: quante cose si potrebbero fare se avessimo un libro a portata di mano e approfittassimo di questi tagli di tempo per studiare, leggere e riflettere accuratamente! Chi è di fermi propositi, impegnato e sa fare un’attenta economia del proprio tempo, sarà in grado di acquisire conoscenze ed un’abilità mentale che gli permetteranno di occupare quasi qualunque ufficio d’influenza e responsabilità.PV 236.5

    È dovere di ogni cristiano abituarsi a lavorare con metodo, accuratezza e rapidità. Non c’è scusa per chi fa un lavoro lento e raffazzonato. Se uno è continuamente affaccendato e tuttavia non arriva a capo di nulla, è perché non impegna il cuore e l’anima. Chi lavora con flemma ed in perdita, deve rendersi conto della necessità di correggere questi difetti. Bisogna che impari ad utilizzare il tempo in modo da conseguire i migliori risultati. Con tatto e metodo alcuni smaltiscono in cinque ore il lavoro che altri fanno in dieci. Certe casalinghe sono indaffarate tutto il giorno, non perché ci sia tanto da fare, bensì perché non sanno economizzare il tempo. Con il loro ritmo lento e pieno di rinvii si danno un gran daffare per faccende inutili, ma chiunque voglia può vincere queste abitudini deplorevoli: si fissi un obiettivo preciso e si segua un programma di lavoro prestabilito, non risparmiando sforzi per finire entro il termine. La ferma volontà di lavorare speditamente renderà più rapido anche il movimento delle mani.PV 237.1

    Quando manca l’energia e la decisione di imporsi un’autodisciplina e di cambiare se stessi, ci si àncora inesorabilmente a metodi di lavoro sbagliati. Al contrario, chi coltiva le proprie doti sviluppa delle abilità che gli permetteranno di assolvere i suoi compiti nel modo migliore. I suoi servizi saranno cercati sempre e ovunque ed egli sarà apprezzato nel suo giusto valore.PV 237.2

    Molti bambini e fanciulli perdono tempo invece di dare una mano nei lavori domestici e dimostrare così il loro amore per i genitori, mentre i giovani potrebbero assumere già qualche incarico che altrimenti andrà a ricadere su qualcun altro.PV 237.3

    Sin dalla più tenera infanzia Cristo ha avuto una vita molto attiva. Non viveva per compiacere se stesso. Pur essendo il Figlio di Dio lavorava nella falegnameria di Giuseppe, suo padre terreno. Questo mestiere era significativo e simboleggiava anche che Egli era venuto nel mondo come artefice del carattere e come tale ogni sua opera fu perfetta. Tutti i suoi lavori materiali erano caratterizzati da quella compiutezza che poi trasfondeva nei caratteri che trasformava con la sua potenza divina. Egli è e rimane il nostro modello.PV 237.4

    I genitori hanno il dovere di insegnare ai figli il valore ed il giusto uso del tempo, che vale la pena impegnarsi in un’opera che onora Dio e torna a beneficio dell’umanità. Sin dalla più tenera età i piccoli possono essere missionari al servizio di Dio!PV 238.1

    I genitori non potrebbero commettere peccato più grave del tollerare nei figli la pigrizia e l’ozio. I bambini si abituano presto a non far niente e così cresceranno inutili e incapaci. Quando arriverà il momento di guadagnarsi da vivere e troveranno un impiego, si metteranno al lavoro pigramente, pretendendo tuttavia la medesima retribuzione di chi s’impegna energicamente. C’è una differenza enorme fra questo tipo di persone e quanti hanno coscienza di dover essere fedeli operai e amministratori di Dio.PV 238.2

    L’indolenza e la trascuratezza nel lavoro quotidiano si rifletteranno poi sulla vita di fede, rendendo l’individuo incapace di svolgere un servizio efficace nella causa di Dio. Grazie ad un lavoro diligente molti avrebbero potuto essere una benedizione per il mondo, ma la pigrizia ha rovinato la loro vita. La mancanza d’impegno e di fermi propositi apre la porta a mille e mille tentazioni: le cattive compagnie e le abitudini viziose corrompono l’anima e lo spirito e rovinano l’individuo per la vita presente e per quella futura.PV 238.3

    Qualunque sia il nostro campo di attività, la Parola di Dio ci invita: “Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore”. Romani 12:11. “Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze”, “sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite a Cristo il Signore!” Ecclesiaste 9:10; Colossesi 3:24.PV 238.4

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