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Profeti e re

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    Capitolo 31: La speranza dei pagani

    Nel corso del suo ministero profetico Isaia annunciò con chiarezza qual era il piano di Dio nei confronti dei pagani. Altri profeti avevano già rivelato il piano divino, ma il loro messaggio non sempre era stato compreso. A Isaia fu affidato l’incarico di spiegare a Giuda che anche coloro che non erano figli di Abramo secondo la carne facevano parte dell’Israele di Dio. Questo messaggio non era in armonia con l’insegnamento teologico di quell’epoca; ciononostante il profeta proclamò senza timore il messaggio affidatogli da Dio offrendo una speranza a tutti coloro che cercavano le benedizioni spirituali promesse ai discendenti di Abramo.PR 193.1

    Nella sua lettera ai credenti di Roma l’apostolo dei Gentili richiama l’attenzione su questa caratteristica dell’insegnamento di Isaia. Egli dichiara: “...(Dio) giunge perfino a dichiarare nel libro di Isaia: ‘Sono stato trovato da coloro che non mi cercavano, mi sono fatto conoscere da coloro che non chiedevano di me’”. Romani 10:20.PR 193.2

    Spesso gli israeliti sembravano incapaci o poco disposti a comprendere il piano divino per i pagani; eppure proprio questo progetto di Dio aveva fatto di loro un popolo particolare, una nazione indipendente dalle altre nazioni della terra. Abramo loro padre, a cui per primo fu presentata la promessa del patto, era stato chiamato ad abbandonare la sua famiglia e il suo paese per diffondere il messaggio di Dio fra i pagani. Nonostante avesse ricevuto la promessa di una discendenza numerosa come la sabbia del mare, non fu per un semplice obiettivo egoistico che diventò il fondatore di una grande nazione nel paese di Canaan.PR 193.3

    Il patto stabilito dal Signore riguardava tutte le nazioni della terra. L’Eterno infatti dichiarò: “Farò di te un popolo numeroso, una grande nazione. Il tuo nome diventerà famoso. Ti benedirò. Sarai fonte di benedizione. Farò del bene a chi te ne farà. Maledirò chi ti farà del male. Per mezzo tuo io benedirò tutti i popoli della terra”. Genesi 12:2, 3.PR 193.4

    Quando rinnovò il patto, prima della nascita di Isacco, Dio rivelò ancora una volta, con chiarezza, il suo progetto per l’umanità. Il Signore, parlando del figlio della promessa, affermò che “...in lui saran benedette tutte le nazioni della terra”. Genesi 18:18 (Luzzi). Successivamente l’angelo dell’Eterno dichiarò: “E per mezzo dei tuoi discendenti si diranno benedetti tutti i popoli della terra...”. Genesi 22:18.PR 193.5

    Tutte le clausole di questo patto erano note ai figli di Abramo e ai figli dei suoi figli. Gli israeliti furono liberati dalla schiavitù in Egitto perché diventassero una benedizione per le nazioni e il nome di Dio potesse essere conosciuto “su tutta la terra”. Se avessero ubbidito alle indicazioni divine avrebbero superato in saggezza e in intelligenza tutti gli altri popoli; ma tale supremazia sarebbe stata raggiunta e mantenuta soltanto se si fosse adempiuto il disegno di Dio “per tutte le nazioni della terra”. Esodo 9:16.PR 194.1

    Grazie alle meravigliose benedizioni concesse agli israeliti in occasione della liberazione dall’Egitto e dell’ingresso nella terra promessa, molti pagani ebbero la possibilità di riconoscere il Dio d’Israele come supremo Sovrano. Cfr. Esodo 7:5. Perfino l’orgoglioso Faraone fu costretto a riconoscere la potenza dell’Eterno. Cfr. Esodo 12:31, 32.PR 194.2

    Nell’avanzata verso Canaan, gli eserciti di Israele scoprirono che molti erano al corrente delle potenti opere del Dio degli ebrei e alcuni fra i pagani lo riconoscevano come il vero Dio. Ecco la testimonianza resa da una pagana che abitava nella corrotta città di Gerico: “...perché il Signore, vostro Dio, è Dio lassù in cielo e quaggiù sulla terra”. Giosuè 2:11. La sua conoscenza dell’Eterno le garantiva la salvezza. “Per fede Raab, la prostituta, non morì con quelli che avevano disubbidito a Dio...”. Ebrei 11:31. La sua conversione non fu un fatto isolato, era il frutto della grazia di Dio in favore dei pagani che avevano riconosciuto l’autorità divina del Salvatore. Un popolo idolatra che abitava all’interno del paese — quello dei gabaoniti — rinunciò ai suoi idoli e si unì a Israele condividendo le benedizioni del patto.PR 194.3

    Dio non fa alcuna distinzione di classe, razza o nazionalità. Egli è il creatore di tutti gli uomini. Tutti appartengono a una stessa famiglia per creazione e tutti sono “uno” tramite la redenzione.PR 194.4

    Il Cristo è venuto ad abolire tutti i muri di separazione, ad aprire i cortili del tempio affinché tutti possano accedere liberamente a Dio. Il suo amore è così grande, così profondo, così completo che penetra ovunque. Egli sottrae all’influsso di Satana tutti coloro che sono stati ingannati e li avvicina al trono di Dio, un trono circondato dall’arcobaleno della promessa. In Cristo “non c’è più né giudeo, né greco, né schiavo, né libero”.PR 194.5

    Negli anni che seguirono l’occupazione della terra promessa il meraviglioso progetto di Dio per la salvezza dei pagani fu quasi totalmente ignorato e quindi fu necessario che l’Eterno esponesse di nuovo il suo piano. Il salmista fu ispirato a cantare: “Lo ricordino le nazioni della terra, si convertano tutte al Signore, davanti a lui pieghino il ginocchio tutte le famiglie dei popoli”. Salmi 22:28; cfr. Salmi 68:32; Salmi 102:16, 19-23.PR 194.6

    Se Israele fosse rimasto fedele al suo impegno, tutte le nazioni della terra avrebbero condiviso le benedizioni di cui godeva. In realtà, pur avendo ricevuto la conoscenza della verità, rimase insensibile alle esigenze dei popoli vicini. Avendo perso di vista il piano di Dio, i pagani non furono considerati degni di beneficiare della sua misericordia. La luce della verità svanì lasciando spazio alle tenebre. Le nazioni rimasero avvolte da un “velo” di ignoranza: pochi compresero l’amore di Dio mentre l’errore e la superstizione si diffusero ovunque.PR 195.1

    Questo era il quadro della situazione quando il profeta Isaia ricevette l’appello da Dio. Non era scoraggiato perché aveva sentito cantare il coro dei serafini che circondavano il trono di Dio: “...La sua presenza gloriosa riempie il mondo”. Isaia 6:3. La sua fede era rafforzata dalle visioni delle grandi conquiste della chiesa di Dio: “...Come l’acqua riempie il mare, così la conoscenza del Signore riempirà tutta la terra”. Isaia 11:9. “...il velo che copriva tutti i popoli” (Isaia 25:7) doveva finalmente sparire e lo Spirito di Dio diffondersi su ogni creatura. Coloro che avevano sete e fame di giustizia avrebbero fatto parte dell’Israele spirituale. Cfr. Isaia 44:4, 5.PR 195.2

    Dio rivelò al profeta la sua intenzione di disperdere gli abitanti dell’ostinata nazione di Giuda fra le altre nazioni della terra. Il Signore infatti dichiarò: “Presto il mio popolo saprà che io sono il Signore e che io stesso avevo detto: Eccomi!” Isaia 52:6. Questo popolo non soltanto doveva imparare la lezione dell’ubbidienza e della fiducia, ma trasmettere ad altri, nei paesi in cui sarebbe andato in esilio, la conoscenza del Dio vivente. Molti stranieri avrebbero imparato ad amarlo come loro Creatore e Redentore. Avrebbero iniziato a osservare il sabato come memoriale della sua potenza creatrice. “Il Signore ha mostrato la sua divina potenza, davanti a tutti i popoli. Anche i popoli più lontani vedranno come il Signore ci ha salvati”. Isaia 52:10. Molti di questi convertiti avrebbero desiderato unirsi agli israeliti e accompagnarli nel loro ritorno in Giudea. Nessuno doveva dire: “Il Signore mi esclude dal suo popolo” (Isaia 56:3) perché Dio, tramite il suo profeta, aveva assicurato che coloro che osservavano la sua legge sarebbero stati considerati membri dell’Israele spirituale: la sua chiesa sulla terra. “Agli stranieri che mi hanno accettato per onorarmi, amarmi e servirmi io annunzio: “Se gli stranieri rispettano il sabato e rimangono fedeli alla mia alleanza, io li porterò sul mio monte santo e li riempirò di gioia nella mia casa di preghiera... La mia casa si chiamerà ‘Casa di preghiera’ per tutti i popoli””. Isaia 56:6-8.PR 195.3

    Al profeta fu concesso, in visione, di addentrarsi nelle varie fasi della storia fino alla venuta del Messia promesso. In un primo momento notò solo “angoscia, terrore e oscurità terrificante”. Isaia 8:22. Molti di quelli che erano alla ricerca della verità, sviati da falsi maestri, erravano nei labirinti della filosofia e dello spiritismo. Altri si limitavano a professare un semplice formalismo senza manifestare una religiosità autentica nel loro abituale stile di vita. La situazione appariva senza speranza. Presto però la scena cambiò e dinanzi agli occhi del profeta apparve una stupenda visione. Egli vide il Sole di giustizia levarsi e “la guarigione era sotto le sue ali” e con entusiasmo esclamò: “Però non ci saranno sempre tenebre sulla terra che ora è afflitta. Il territorio delle tribù di Zabulon e di Neftali nel passato è stato umiliato dal Signore, ma il futuro sarà glorioso per la strada che va dal Mediterraneo al Giordano, cioè la Galilea, dove vivono gli stranieri. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Ora essa ha illuminato il popolo che viveva nell’oscurità”. Isaia 8:23; Isaia 9:1.PR 195.4

    Colui che è la Luce del mondo ha offerto la salvezza a ogni nazione, tribù, lingua e popolo. Riferendosi all’opera di Cristo il profeta udì l’Eterno dichiarare: “Tu sei mio servo, non soltanto per radunare le tribù di Giacobbe, per ricondurre a me i superstiti d’Israele. Faccio di te anche la luce delle nazioni per portare la mia salvezza in tutto il mondo... Nel momento della misericordia ti ho ascoltato... Ti ho formato e protetto, perché per mezzo tuo voglio fare un’alleanza con tutti i popoli. Ti farò conquistare e abitare la tua terra ora desolata. Ai prigionieri dirai: Uscite! A coloro che vivono nell’oscurità: Venite alla luce del sole! Ecco il mio popolo che arriva! Viene da lontano, alcuni vengono dal nord, altri da occidente, altri dal sud dell’Egitto”. Isaia 49:6, 8, 9, 12.PR 196.1

    Continuando a guardare il susseguirsi delle epoche storiche il profeta contemplò l’adempimento letterale di queste meravigliose promesse. Vide i messaggeri della Buona Novella della salvezza andare fino alle estremità della terra rivolgendosi a ogni tribù e popolo. Udì il Signore dichiarare a proposito della sua chiesa: “Dirigerò verso Gerusalemme un fiume di prosperità, la ricchezza delle nazioni come un torrente in piena”. Isaia 66:12. Udì anche quale sarebbe stata la sua missione: “Allarga la tua tenda, stendi al massimo i tuoi teli, allunga le funi e rinforza i paletti, perché ti ingrandirai in ogni direzione. I tuoi figli riempiranno i territori vicini...”. Isaia 54:2, 3.PR 196.2

    Dio dichiarò a Isaia che avrebbe inviato i suoi messaggeri. Cfr. Isaia 66:19; Isaia 52:7.PR 196.3

    Il profeta sentì la voce di Dio incoraggiare la sua chiesa ad adempiere l’opera che le era stata affidata affinché fosse pronta per il suo ritorno. Cfr. Isaia 60:1-4, 10, 11; Isaia 45:22.PR 196.4

    Queste profezie annunciano un grande risveglio in un’epoca di fitte tenebre spirituali e trovano oggi il loro adempimento nelle missioni che si estendono fin nelle regioni più remote della terra. I missionari sono paragonati dal profeta a bandiere che sventolano come punto di riferimento per coloro che cercano la verità.PR 196.5

    Il giorno della liberazione è vicino. “Il Signore, infatti, osserva tutto quel che accade nel mondo e sostiene quelli che gli rimangono fedeli con tutto il cuore”. 2 Cronache 16:9. In tutte le nazioni egli vede uomini e donne che pregano per ricevere il messaggio della verità. Sentono un vuoto dentro di loro perché per troppo tempo si sono nutriti di “cenere”. Cfr. Isaia 44:20. Il nemico della giustizia li ha sviati e ora brancolano come ciechi, ma aspirano sinceramente a una vita migliore. Vittime degli errori del paganesimo, privi della conoscenza della legge scritta di Dio e di suo Figlio Gesù, questi uomini hanno dimostrato in vari modi gli effetti dell’azione divina sulla mente e sul carattere.PR 197.1

    A volte coloro che conoscono Dio, soltanto tramite la manifestazione della sua grazia, sono stati generosi nei confronti dei suoi messaggeri proteggendoli a rischio della loro stessa vita. Lo Spirito Santo trasmette la grazia di Cristo a coloro che cercano la verità risvegliando in loro quei sentimenti che contrastano con il temperamento naturale e con l’educazione ricevuta. Cfr. Giovanni 1:9; Michea 7:8, 9.PR 197.2

    Il piano della salvezza ha una portata così vasta che abbraccia il mondo intero. Dio desidera infondere nell’umanità un nuovo soffio di vita. Egli non permetterà che una sola persona sincera rimanga delusa nel suo desiderio di scoprire qualcosa di migliore di ciò che il mondo offre. Egli invia costantemente i suoi angeli a soccorrere coloro che, anche nelle circostanze più sfavorevoli, pregano con fede perché una potenza superiore offra loro pace e liberazione. Dio si rivelerà in vari modi e permetterà loro di affermare la loro fede in colui che ha dato la sua vita come “prezzo di riscatto” per tutti, di non dimenticare le sue opere e di osservare i suoi comandamenti. Salmi 78:7; cfr. Isaia 49:24, 25; Isaia 42:17; Salmi 146:5; Zaccaria 9:12; Salmi 112:4; Isaia 42:16.PR 197.3

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