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Profeti e re

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    Capitolo 16: La rovina della casa di Acab

    L’influsso negativo che Gezabele aveva esercitato su Acab già nei primi anni del loro matrimonio continuò a esercitarlo fino alla fine della vita del re e in questo modo lo spinse a compiere le azioni più malvage e violente verificatesi nella storia sacra. “Nessuno fu così ostinato contro la volontà del Signore come Acab, perché sua moglie lo istigava”. 1 Re 21:25. Ambizioso di natura e incoraggiato da Gezabele, Acab seguì gli impulsi del suo cuore malvagio al punto tale da lasciarsi completamente dominare dall’egoismo. Egli non tollerava che ci si opponesse ai suoi desideri e riteneva fosse suo diritto entrare in possesso di tutto ciò che gli piaceva.PR 113.1

    Questo lato del suo carattere, che influì negativamente sulla sorte del suo regno sotto i suoi successori, si rivelò in occasione di un incidente accaduto quando Elia era ancora profeta in Israele. Cfr. 1 Re 21:21. Vicino al palazzo del re vi era una vigna appartenente a Nabot, della città di Izreel. Acab, desideroso di averla, ne propose l’acquisto o lo scambio con un’altra vigna situata altrove. Cfr. 1 Re 21:2.PR 113.2

    Nabot teneva molto a quella vigna perché da sempre apparteneva alla sua famiglia e quindi si rifiutò di disfarsene. Cfr. 1 Re 21:4.PR 113.3

    Secondo il codice levitico nessun terreno poteva essere trasferite in modo permanente, per vendita o per scambio: ogni figlio d’Israele “resterà legato al territorio della sua tribù”. Cfr. 1 Re 36:8, 9.PR 113.4

    Il rifiuto di Nabot fece ammalare l’egoistico monarca: Acab “Andò a letto senza mangiare e voltò la faccia contro il muro”. 1 Re 21:4. Gezabele, venuta a conoscenza dell’accaduto e indignata che qualcuno avesse respinto la richiesta del re, rassicurò Acab che non era necessario che si rattristasse, e gli disse: “Sei o non sei tu il re d’Israele?... Adesso alzati, vieni a mangiare e non preoccuparti; ti farò avere io la vigna di Nabot di Izreel”. 1 Re 21:7. Acab non si preoccupò di sapere con quali metodi sua moglie sarebbe riuscita a realizzare il suo obiettivo. Gezabele eseguì immediatamente il suo piano: scrisse lettere a nome del re, apponendo il suo sigillo e le inviò agli anziani e ai nobili della città dove abitava Nabot: “Proclamate un giorno di digiuno — diceva loro — radunate la gente e fate sedere Nabot davanti a tutti. Poi fate venire due persone senza scrupoli ad accusare Nabot di avere maledetto Dio e il re. Alla fine conducetelo fuori città e uccidetelo a sassate”. 1 Re 21:9, 10.PR 113.5

    Appena l’ordine fu eseguito, Gezabele si recò dal re, lo invitò ad alzarsi e a prendere possesso della vigna. Acab, senza pensare alle conseguenze, seguì ciecamente il suo invito.PR 114.1

    Al re, però, non fu permesso di godere impunemente di un bene ottenuto con la frode e il crimine. Il Signore ordinò a Elia di pronunciare contro Acab una terribile sentenza di condanna.PR 114.2

    Il profeta eseguì subito l’ordine divino. Il sovrano colpevole, incontrandosi col severo messaggero dell’Eterno a faccia a faccia nella vigna, espresse il suo timore dicendo: “Sei riuscito a trovarmi, mio nemico?” 1 Re 21:20. Senza esitazione il messaggero del Signore rispose: “Sì, ti ho trovato, perché tu non fai altro che andare contro la volontà del Signore. Perciò Egli ti manda a dire: ‘Manderò una rovina sulla tua famiglia. Eliminerò ogni maschio della tua famiglia, dal primo all’ultimo, in tutto Israele’”. 1 Re 21:21, 22. Non c’era nessuna pietà, la casa di Acab doveva essere completamente distrutta come la casa di Geroboamo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasa, figlio di Achia, “perché tu mi hai esasperato e hai spinto il popolo d’Israele nel peccato!” 1 Re 21:22.PR 114.3

    Riguardo a Gezabele, Dio decretò: “Il suo corpo sarà divorato dai cani nella città di Izreel. Acab! — concluse Elia — Tutti quelli della tua famiglia che morranno in città saranno sbranati dai cani, quelli che morranno in campagna li mangeranno gli uccelli rapaci”. 1 Re 21:23, 24.PR 114.4

    Quando il re udì queste parole terribili “...si strappò le vesti, si mise addosso un sacco e cominciò a digiunare. Dormiva avvolto nel sacco e camminava a testa bassa”. 1 Re 21:27.PR 114.5

    Meno di tre anni dopo il re Acab fu ucciso dai siriani. Acazia, il suo successore “Andò contro la volontà del Signore. Si comportò male come suo padre e sua madre e come Geroboamo... Adorò il dio Baal e si inginocchiò davanti alla sua statua. Offese il Signore, il Dio d’Israele, proprio come aveva fatto suo padre”. 1 Re 22:53, 54.PR 114.6

    Ma il castigo per i peccati di questo re ribelle non si fece attendere. Una disastrosa guerra contro Moab e un incidente che mise in pericolo la sua vita manifestarono la disapprovazione di Dio nei suoi confronti.PR 114.7

    Caduto da una cancellata della sala superiore di un suo appartamento a Samaria, Acazia, gravemente ferito e preoccupato delle conseguenze che ne potevano derivare, mandò alcuni suoi servitori a consultare Baal-Zebub, dio di Accaron, per sapere se sarebbe guarito. Il dio di Accaron era conosciuto per la sua capacità di predire l’avvenire, che rivelava tramite i suoi sacerdoti. Un gran numero di persone, perciò, andavano a consultarlo, ma le predizioni fatte e le informazioni fornite venivano dal principe delle tenebre.PR 114.8

    I servitori di Acazia incontrarono un uomo di Dio il quale disse loro di ritornare dal re con questo messaggio: “Perché vuoi far consultare Baal-Zebub, il dio della città di Accaron? Non c’è un Dio in Israele? Non ti alzerai più dal letto: morirai di sicuro!” 2 Re 1:6. Dato il messaggio, il profeta scomparve.PR 115.1

    I servitori stupiti si affrettarono a tornare dal re e gli riferirono le parole dell’uomo di Dio. Acazia chiese loro: “Com’era l’uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto queste cose?” Essi risposero: “Aveva un mantello di pelo, una cintura di cuoio sui fianchi”. “Allora è Elia di Tisbe”, esclamò il re. 2 Re 1:7, 8. Egli sapeva che se lo straniero, che i suoi messaggeri avevano incontrato, fosse stato Elia le sue parole si sarebbero sicuramente avverate. Ansioso di scongiurare, se possibile, il giudizio annunciato, ordinò che fosse convocato il profeta.PR 115.2

    Due volte Acazia mandò una compagnia di soldati per intimidire il profeta e due volte il giudizio di Dio si abbatté su di loro uccidendoli.PR 115.3

    La terza compagnia di soldati si umiliò davanti a Dio e il capitano che la comandava s’inginocchiò davanti a Elia e lo supplicò: “Uomo di Dio, non far morire me e i miei uomini, tuoi servitori! L’angelo del Signore ordinò a Elia: “Va’ con l’ufficiale; non aver paura”. Elia seguì l’ufficiale, andò dal re e gli disse: ‘Questo è il messaggio del Signore: Tu hai mandato messaggeri a consultare Baal-Zebub, il dio della città di Accaron. Non c’era forse in Israele un Dio da consultare? Non ti alzerai più dal letto: morirai!’” 2 Re 1:13-16.PR 115.4

    Durante il regno di suo padre, Acazia era stato testimone delle opere meravigliose dell’Altissimo. Aveva assistito alle terribili manifestazioni della potenza divina nei confronti del popolo apostata d’Israele e si era reso conto del modo in cui il Signore giudica coloro che si rifiutano di sottomettersi alle esigenze della sua legge. Ma agiva come se queste solenni verità non fossero che favole senza importanza. Invece di chiedere perdono a Dio, seguiva Baal che aveva consultato durante la sua malattia, manifestando una delle peggiori forme di apostasia. Ribellandosi, non provando nessun desiderio di pentirsi, Acazia morì “Come il Signore aveva annunziato per mezzo di Elia...”. 2 Re 1:17.PR 115.5

    Il racconto del peccato di Acazia e della sua punizione racchiude un avvertimento che nessuno può impunemente trascurare. Oggi non si adorano gli dei pagani, ma sono migliaia coloro che rendono omaggio a Satana come lo fece il re d’Israele. L’idolatria è diffusa nella nostra società anche se, sotto influsso della scienza e della cultura, ha assunto forme più raffinate di quelle dei tempi in cui Acazia consultò il dio di Accaron. Ogni giorno abbiamo la prova che la fiducia nella parola profetica diminuisce mentre la superstizione e la magia sataniche conquistano lo spirito delle folle.PR 115.6

    Oggi, i misteri del culto pagano sono sostituiti dalle associazioni e dalle riunioni segrete, dai misteri e dai prodigi dei medium. Le rivelazioni di questi medium sono accolte con entusiasmo da migliaia di persone che rifiutano di accettare il messaggio della Parola di Dio. I seguaci dello spiritismo possono deridere i maghi dell’antichità, ma il grande seduttore ride trionfante quando essi cedono ai suoi inganni presentati sotto una forma diversa.PR 116.1

    Molti rabbrividiscono di orrore al pensiero di consultare dei medium mentre sono affascinati da altre forme più gradevoli di spiritismo. Si lasciano sedurre dagli insegnamenti della Scienza Cristiana, dal misticismo della Teosofia e da altre religioni orientali.PR 116.2

    I discepoli di quasi tutte le forme di spiritismo pretendono di avere il potere di guarire. Essi attribuiscono questo potere all’elettricità, al magnetismo, ai cosiddetti “rimedi simpatici” oppure alle forze latenti nella mente dell’uomo. Oggi sono molti coloro che ricorrono a questi guaritori invece di confidare nel Dio vivente o nelle capacità di medici qualificati. Una mamma al capezzale del figlio ammalato esclama: “Non posso fare di più! Non c’è nessun medico che possa guarire il mio bambino?” Le vengono riferite guarigioni meravigliose operate da qualche guaritore o mago ed ella gli affida il suo bimbo, mettendolo così, in realtà, nelle mani di Satana, come se lui stesso fosse al suo fianco. In molti casi, la futura vita del bambino viene posta sotto il controllo di un potere satanico che sembra non sia più possibile eliminare.PR 116.3

    Dio aveva delle valide motivazioni per essere scontento della malvagità di Acazia. Cosa non aveva fatto per conquistare il popolo di Israele e indurlo a confidare in lui! Per anni aveva dimostrato la sua bontà e il suo amore incomparabili. Fin dalle origini aveva affermato che la sua gioia “...era vivere con gli uomini”. Proverbi 8:31. Aveva aiutato tutti coloro che lo avevano cercato sinceramente. Nonostante questo il re d’Israele si era allontanato dall’Eterno per cercare un appoggio dal peggiore nemico del suo popolo. Aveva dichiarato ai pagani che aveva più fiducia negli idoli che nel Dio del cielo. Oggi gli uomini disonorano il Signore nello stesso modo, allontanandosi dalla fonte della saggezza e della potenza per chiedere aiuto e consiglio alle forze delle tenebre. Se la collera divina si era accesa per l’atto di apostasia di Acazia a maggior ragione si accenderà nei nostri confronti che abbiamo una conoscenza maggiore rispetto a questo re e seguiamo comunque una via identica alla sua.PR 116.4

    Quelli che si abbandonano alla stregoneria di Satana possono vantarsi di averne ricavato un gran bene, ma questo prova forse che il loro comportamento è quello giusto? Cosa importa se la loro vita viene prolungata? O se si assicurano un cospicuo guadagno? Alla fine, quale profitto ne trarranno ignorando o disdegnando la volontà di Dio? Tutto questo apparente vantaggio risulterà in realtà una perdita irreparabile. Non possiamo eliminare impunemente l’unica barriera che il Signore ha innalzato per proteggere il suo popolo dagli attacchi di Satana.PR 116.5

    Acazia, non avendo figli, fu sostituito sul trono dal fratello Gioram che regnò per dodici anni sulle dieci tribù. Sua madre Gezabele, che era ancora in vita, continuò a esercitare il suo malefico influsso sugli affari della nazione. Erano ancora in molti a praticare l’idolatria. Gioram stesso “...andò contro la volontà del Signore, ma non come suo padre e sua madre: se non altro, eliminò la stele fatta erigere da suo padre in onore del dio Baal. Tuttavia rimase legato alla colpa del re Geroboamo, figlio di Nebat, che aveva fatto peccare Israele: non se ne staccò mai”. 2 Re 3:2, 3.PR 117.1

    Fu durante il regno di Gioram che Giosafat morì e che suo figlio, che si chiamava anch’egli Gioram, ascese al trono di Giuda. Tramite il matrimonio con la figlia di Acab e di Gezabele egli si imparentò con il re d’Israele e andò dietro a Baal “...alla maniera dei re d’Israele... Gioram fece anche costruire santuari sulle colline del territorio di Giuda; così spinse gli abitanti di Gerusalemme e Giuda a tradire il Signore”. 2 Cronache 21:6, 11.PR 117.2

    Al re di Giuda non fu permesso di praticare orribili forme di apostasia senza essere rimproverato. Il profeta Elia, che non era ancora asceso al cielo, non poteva rimanere muto mentre il regno di Giuda stava seguendo la stessa strada che aveva portato il regno del nord sull’orlo della rovina. Egli mandò dunque a Gioram un messaggio scritto nel quale l’empio re lesse queste terribili parole: “...Il Signore, Dio di Davide tuo padre, ti manda questo avvertimento: Tu non hai seguito la condotta di tuo padre Giosafat né di tuo nonno Asa, re di Giuda. Hai agito come i re d’Israele, hai spinto anche gli abitanti di Gerusalemme e di Giuda a tradire il Signore, come al nord ha fatto la famiglia di Acab. Per di più hai fatto uccidere i tuoi fratelli, persone della tua famiglia che erano migliori di te. Per tutto questo il Signore manderà un castigo molto duro sul tuo popolo, i tuoi figli, le tue mogli e i tuoi beni. Tu sarai colpito da molte malattie...”. 2 Cronache 21:12-15.PR 117.3

    In adempimento di questa profezia, “Il Signore spinse contro Gioram i Filistei e gruppi di Arabi vicini agli Etiopi. Essi invasero il regno di Giuda e portarono via tutti i beni che si trovavano nella reggia, comprese le donne e i figli del re. Lasciarono solo il figlio più piccolo di Gioram, di nome Acazia. In seguito il Signore colpì il re con una malattia incurabile al ventre. Il male peggiorò giorno dopo giorno. Passati quasi due anni... il re morì tra atroci dolori...”. 2 Cronache 21:16-19. “Dopo di lui regnò suo figlio Acazia”. 2 Re 8:24.PR 117.4

    Acazia di Giuda ben presto fece una tragica fine. I membri della casa di Acab che ancora erano in vita “...furono suoi consiglieri, per sua rovina”. 2 Cronache 22:4 (Luzzi). Mentre Acazia era a Izreel in visita da suo zio, il profeta Eliseo fu divinamente incaricato di mandare uno dei figli dei profeti a Ramot di Galaad per ungere Ieu re d’Israele. In quel tempo le forze alleate di Giuda e di Israele erano impegnate in una campagna militare contro i siriani di Ramot-Galaad. Il re Gioram fu ferito in battaglia e tornò a Izreel lasciando a Ieu il comando degli eserciti reali.PR 118.1

    Nell’ungere Ieu, il messaggero di Eliseo aveva dichiarato: “...Ti consacro re del mio popolo, re d’Israele. Sarai tu a distruggere la dinastia di Acab, tuo padrone di un tempo. In questo modo vendicherò tutti i miei profeti e i miei servitori fatti uccidere da Gezabele. I discendenti di Acab devono sparire...”. 2 Re 9:6-8.PR 118.2

    Dopo essere stato proclamato re dall’esercito, Ieu si affrettò a raggiungere Gerusalemme e cominciò a eseguire gli ordini che gli erano stati dati rispetto a coloro che avevano deliberatamente scelto di continuare a rimanere nel peccato e di indurre altri a peccare. Gioram, re d’Israele, Acazia di Giuda e Gezabele, la regina madre, con “...tutti quelli ch’erano rimasti della casa di Acab a Izreel, tutti i suoi grandi, i suoi amici e i suoi consiglieri...” furono uccisi. “...Tutti i profeti di Baal, tutti i suoi servi, tutti i suoi sacerdoti” che abitavano nella sede del culto di Baal, vicino a Samaria, furono passati a fil di spada. Le statue e gli idoli furono distrutti e bruciati e il tempio di Baal demolito. “Così Jehu estirpò Baal da Israele”. 2 Re 10:11, 19, 28 (Luzzi).PR 118.3

    La notizia di questo sterminio giunse ad Atalia, figlia di Gezabele, che occupava ancora una posizione importante nel regno di Giuda. Quando apprese che suo figlio, il re di Giuda, era morto “...decise di eliminare tutti i componenti della famiglia reale di Giuda”. 2 Cronache 22:10.PR 118.4

    In questo massacro tutti i discendenti di Davide che erano eleggibili al trono furono distrutti eccetto uno: un bimbo di nome Ioas che la moglie del sommo sacerdote Ioiada aveva nascosto nel tempio. Per sei anni il bambino rimase nascosto mentre “...Atalia regnava nel paese”. 2 Cronache 22:12. Alla fine di questo periodo di tempo, “I leviti e tutto il popolo...” (2 Cronache 23:8) si unirono al sommo sacerdote Ioiada per incoronare e ungere il fanciullo Ioas e acclamarlo re. “...Tutti battevano le mani e gridavano: ‘Viva il re!’”. 2 Re 11:12.PR 118.5

    “Atalia udì le voci della gente che accorreva ad acclamare il re e raggiunse la folla al tempio. Si accorse che, presso la colonna all’entrata del tempio, stava Ioas. Attorno a lui c’erano i comandanti e i trombettieri. Tutto il popolo manifestava la sua gioia mentre le trombe suonavano... Atalia, indignata, si strappò i vestiti e gridò: ‘È un tradimento!’”. 2 Cronache 23:12, 13. Ma il sacerdote Ioiada ordinò agli ufficiali dell’esercito di arrestare Atalia e tutti i suoi seguaci, di condurli fuori del tempio, nel luogo delle esecuzioni in cui furono messi a morte.PR 118.6

    Così morì l’ultimo rappresentante della casa di Acab. I terribili effetti del male provocato dall’ alleanza di Acab con Gezabele continuarono fino a quando non venne eliminata l’ultima esponente dei suoi discendenti. Infatti Atalia era riuscita a trascinare nell’idolatria numerose persone anche in Giuda dove il culto del vero Dio non era stato mai formalmente abbandonato.PR 119.1

    Immediatamente dopo l’esecuzione della malvagia regina, “Tutto il popolo si recò al santuario del dio Baal; lo demolì e fece a pezzi gli altari e le statue; uccise Matan il sacerdote di Baal, davanti all’altare...”. 2 Re 11:18.PR 119.2

    Seguì una riforma. Coloro che avevano partecipato all’incoronazione di Ioas si impegnarono solennemente a: “...essere veramente il popolo del Signore”. 2 Cronache 23:16. Ora che il malefico influsso della figlia di Gezabele non si diffondeva più nel regno di Giuda, i sacerdoti di Baal erano stati uccisi e il loro tempio distrutto, “Tutti erano pieni di gioia... la città fu in pace”. 2 Cronache 23:21.PR 119.3

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