Go to full page →

CAPITOLO 47—LA VERITÀ È SOLO IN CRISTO MS1 256

Dio, donando il Suo Unigenito Figlio per morire a causa del peccato, ha manifestato all’uomo caduto il Suo incomparabile amore. La Scrittura ci dice che: “Dio è amore” (1 Giovanni 4:8) eppure molti hanno vergognosamente pervertito la Sua Parola, e sono caduti in errore a causa della falsa interpretazione del suo significato. La santa legge di Dio è l’unica regola per poter amare Dio. Se non accettiamo la Legge di Dio come nostra norma, allora stabiliremo una norma propria. Attraverso la Scrittura, Dio ci ha dato delle preziose promesse del Suo amore, ma non dobbiamo attribuirgli una tenerezza che lo induca a sorvolare sulla colpevolezza e a chiudere gli occhi davanti all’iniquità. MS1 256.1

Il Creatore ama le Sue creature, ma colui che ama il peccato più della giustizia, l’errore più della verità, perpetua la trasgressione che portò la calamità nel nostro mondo, e non può essere visto favorevolmente dal Dio della Verità. Il percorso della Verità e della giustizia implicano la croce. Molti interpretano male le richieste di Dio, e mutano il significato con qualsiasi cosa che non perturbi la loro coscienza o sia un intoppo per i loro affari commerciali. Senza dubbio, la Verità è l’unico mezzo di santificazione. MS1 256.2

L’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù, ci conduce alla vera concezione del Suo carattere. Quando contempliamo Cristo, trafitto dai nostri peccati, comprendiamo che non si può eliminare la legge di Dio e permanere nella sua grazia; sentiremo che come peccatori, dobbiamo afferrarci ai meriti di Cristo e cessare di peccare. Solo in questo modo potremo avvicinarci a Dio. Non appena avremo la giusta visione del Suo amore, non potremo più abusare di questo amore. MS1 256.3

La croce di Cristo testimonia l’immutabilità della legge di Dio. Essa testimonia che il Signore ci ha amati così tanto da dare il Suo Unigenito Figlio perché morisse per i nostri peccati. Cristo non è venuto per abolire la legge, ma per adempierla. Nemmeno uno iota o un apice della norma morale di Dio può essere cambiata né porsi al livello dell’uomo nella sua condizione caduta. Gesù subì la morte per imputare al peccatore pentito la propria giustizia affinché fosse possibile all’uomo osservare la Sua legge. MS1 256.4

L’amore di Dio è infinito, tuttavia il peccatore non poteva essere perdonato solo attraverso il piano di redenzione che implicava la vergogna, l’ignominia e la morte del Suo Unigenito Figlio. Questo fatto dovrebbe bandire dalla mente i ragionamenti di molti che pretendono la santificazione e sostengono che con la morte di Cristo l’obbedienza alla Sua legge è terminata. Noi dobbiamo studiare giornalmente questo grande piano di redenzione nella scuola di Cristo. E se studieremo sotto la guida del nostro divino Maestro, le nostre menti saranno aperte e impareremo cose ammirabili sulla Legge di Dio.. MS1 257.1

Comportiamoci diligentemente davanti a questo nostro straordinario Maestro. Ricordiamoci quante volte abbiamo violato le nostre buone intenzioni, quante volte abbiamo rifiutato la grande luce di Dio e ci siamo rivolti ai nostri idoli. È arrivato il momento di umiliarci davanti al nostro potente Dio. MS1 257.2