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La Vittoria Di Cristo

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    15 settembre, Quando Seminiamo Dubbi Facciamo L’opera Di Satana

    Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo... Or egli alludeva a Giuda Iscariota, figlio di Simone, perché egli stava per tradirlo. Giovanni 6:70,71VC 264.1

    Giuda era molto stimato dai discepoli, su cui esercitava un forte influsso. Aveva aspetto imponente ed eccellenti qualifiche; ma queste doti non erano state santificate a Dio. La sua mente e il suo cuore erano aperte alle tentazioni di Satana. Le sue energie erano state dedicate all’autosufficienza, all’esaltazione, e all’amore del denaro. Quella povera anima indipendente si era separata dallo spirito di Cristo. Non avendo accettato le lezioni di Cristo, era rimasto sotto condanna. Non si era trasformato in un ramo di vite. Oh, se Giuda solo avesse umiliato il suo cuore davanti a Dio e avesse accettato i Suoi principi, allora non sarebbe stato più un tentatore per gli altri discepoli, non avrebbe più seminato il seme d’incredulità nei loro cuori. Satana seminò nel cuore e nella mente di Giuda il seme del dubbio che a sua volta egli trasmise ai suoi fratelli. Aveva presentato talmente tante accuse nei confronti degli altri discepoli, al punto di falsificare le lezioni di Gesù. Per questa ragione Gesù chiamò Giuda un diavolo... Nell’opera non si può essere neutrali. Ognuno deve dare il proprio contributo e la capacità. Solo attraverso la fede in Cristo possiamo essere in comunione con Lui... Il discepolato la cui religione è una professione di fede, e l’insegnamento della verità. L’ascolto della Parole non è sufficiente. A meno che non è insegnata da Dio, la Verità non sarà accettata per la salvezza dell’anima. Essa deve essere messa in pratica durante tutta la vita. L’agente umano deve imparare e discernere se essa (la Verità) viene da Dio, e se no, non è perché Dio non è disposto a insegnare, ma perché la persona non è disposta a riceverla come il pane della vita. Infatti, chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate. (Giovanni 3:20) L’ipocrisia non dimora nella luce; anzi ama le tenebre, perché le persone così non vogliono vedere sé stessi come Dio li vede. Chi pratica la Verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio. (Giovanni 3:21) Manuscript 67,1897 (see also Review and Herald, Nov. 2, 1897).VC 264.2

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