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Cristo Innalzato Come Figlio Di Dio

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    La potenza divina al di sopra di tempesta, 12 febbraio

    Ed egli, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci e calmati!». E il vento cessò e si fece gran bonaccia. Poi disse loro: «Perché siete voi così paurosi? Come mai non avete fede?». Marco 4:39,40CIF 53.1

    Era stato un giorno denso di avvenimenti per Gesù. Sulle rive del mar di Galilea aveva pronunciato le sue prime parabole; con immagini familiari aveva spiegato la natura del suo regno... Per tutto il giorno aveva insegnato e guarito, e al sopraggiungere della sera la folla si accalcava ancora intorno a lui. Giorno dopo giorno aveva svolto il suo ministero in loro favore, interrompendolo appena per mangiare e riposarsi... Dopo che Gesù ebbe congedato la folla, i suoi discepoli presero il largo con il loro Maestro. Ma non partirono soli. Altre barche si riempirono di persone che volevano seguire Gesù per udirlo ancora... Liberatosi infine della folla, stanco e affamato, Gesù si stese nella barca e si addormentò. La sera era calma e le acque tranquille. Ma all’improvviso le tenebre ricoprirono il cielo, il vento cominciò a soffiare impetuosamente attraverso le gole della costa orientale e sul lago si scatenò una tempesta terribile. Onde furiose si infrangevano contro la barca dei discepoli e minacciavano di sommergerla. Quei pescatori coraggiosi avevano passato lunghi anni sul lago e avevano affrontato più di una tempesta, ma in quel momento la loro forza e la loro abilità non servivano a nulla. Erano in balia delle onde, la barca si riempiva di acqua e cominciarono a disperarsi. Assorbiti dalla lotta contro il naufragio, i discepoli si erano dimenticati che Gesù era nella barca. Vedendo l’inutilità dei loro tentativi e con la prospettiva della morte, si ricordarono del Maestro che aveva ordinato loro di attraversare il lago. In Gesù riposero la loro estrema speranza. Lo chiamarono disperatamente. Non riuscivano a vederlo per le fitte tenebre; le loro voci si perdevano nel fragore della tempesta e non udivano alcuna risposta...CIF 53.2

    Un lampo improvviso permise loro di scorgere Gesù che, nonostante l’uragano, dormiva placidamente. Stupiti e disperati gridarono: “Maestro, non ti curi tu che noi periamo?” Marco 4:38. Come poteva Gesù dormire tranquillo mentre essi si trovavano in pericolo di morte? Le loro grida risvegliano Gesù. Alla luce di un lampo essi scorgono la pace celeste del suo volto. Il suo sguardo rivela altruismo e amore. I discepoli si rivolgono allora a lui con tutto il cuore, gridando: “Signore, salvaci, siam perduti”. Matteo 8:25 Mai un’invocazione simile è rimasta senza risposta. Mentre i discepoli compiono un ultimo tentativo con i remi, Gesù si alza. In piedi, mentre la tempesta infuria, le onde li assalgono e i lampi squarciano le tenebre, il Maestro stende la mano abituata a opere di misericordia e ordina al mare infuriato: “Taci, calmati!” Marco 4:39. Come Gesù confidò nella provvidenza del Padre, così noi dobbiamo confidare in quella del nostro Salvatore. DA 333-336CIF 53.3

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