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Parole di vita

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    La forza

    Dobbiamo amare Dio non solamente con tutto il cuore, l’anima e lo spirito, ma anche con tutta la nostra forza, e questo esige un uso intelligente delle nostre energie fisiche.PV 240.2

    Cristo assolveva fedelmente sia i suoi compiti materiali che quelli spirituali e traduceva in tutta la sua attività il proposito di fare la volontà del Padre. Il cielo e la terra sono legati più intimamente e sono sottoposti alla sorveglianza di Cristo più direttamente di quanto molti immaginano. Era stato Cristo a concepire il progetto del primo tabernacolo terreno e a dare precise istruzioni anche per la costruzione del tempio di Salomone. Colui che nella sua vita terrena aveva lavorato da falegname a Nazaret era nello stesso tempo l’architetto celeste del sacro edificio in cui gli uomini dovevano onorare il suo nome!PV 240.3

    Era stato Cristo a trasmettere ai costruttori l’abilità e la saggezza di realizzare quel singolare capolavoro: “Vedi, io ho chiamato per nome Betsaleel, figliuolo di Un, figliuolo di Hur, della tribù di Giuda: e l’ho ripieno dello Spirito di Dio, di abilità, d’intelligenza e di sapere per ogni sorta di lavori... Ed ecco, gli ho dato per compagno Oholiab, figliuolo di Ahisamac, della tribù di Dan; e ho messo sapienza nella mente di tutti gli uomini abili, perché possan fare tutto quello che t’ho ordinato”. Esodo 31:2, 3, 6.PV 240.4

    Dio desidera che tutti i suoi collaboratori, in qualunque settore lavorino, riconoscano in lui il dispensatore di tutti i talenti che possiedono. Tutte le buone invenzioni ed i vari miglioramenti scaturiscono da colui che è ammirevole per i suoi consigli e grande in sapienza. Il medico deve il suo abile tocco, la capacità di intervenire su nervi e muscoli, la conoscenza dei delicati meccanismi organici, all’onnipotenza di Dio che gli ha concesso tutto questo perché lo usi a favore dei sofferenti. La destrezza del carpentiere nell’usare il martello e la forza del fabbro che batte l’incudine, provengono da Dio. Egli ci ha affidato dei doni e si attende che andiamo a lui per chiedergli consiglio. Qualunque cosa facciamo, in qualsiasi ramo dell’opera lavoriamo, Egli desidera dirigere il nostro pensiero e la nostra mente affinché facciamo un lavoro perfetto.PV 241.1

    La religione e l’attività professionale non vanno separate perché sono tutt’uno. La nostra fede biblica dovrebbe permeare tutto quello che facciamo o diciamo. Gli strumenti umani e divini devono collaborare sia nelle imprese materiali che in quelle spirituali, nell’industria e nell’agricoltura, nel commercio e in campo scientifico. Ogni iniziativa del cristiano deve svolgersi all’insegna della più stretta collaborazione.PV 241.2

    Dio ha già proclamato a quali condizioni questa collaborazione è possibile. La sua gloria deve essere il nostro unico movente, tutta la nostra opera deve essere ispirata dall’amor di Dio e svolta secondo la sua volontà.PV 241.3

    È importante fare la volontà di Dio nel costruire una casa come nel partecipare al culto religioso; chi ispira il proprio carattere ai retti princìpi crescerà anche in grazia e conoscenza nel suo lavoro quotidiano.PV 241.4

    Tuttavia Dio non accetterà i talenti più brillanti o il servizio più splendido di un individuo che non è disposto a deporre il proprio io sull’altare in sacrificio vivente. Se la radice non è santa l’albero non può portare un frutto gradito a Dio.PV 241.5

    Il Signore fece degli abili amministratori di Daniele e Giuseppe, speciali tramite i quali Egli poté operare perché essi non cercavano il proprio piacere ma la sua volontà.PV 241.6

    Il caso di Daniele è molto istruttivo per noi e ci dimostra che un uomo d’affari non necessariamente deve essere astuto e senza scrupoli, anzi può chiedere consiglio a Dio ad ogni passo. Primo ministro del regno babilonese, Daniele era nel contempo un profeta di Dio che riceveva la luce delle rivelazioni celesti. La Bibbia paragona gli ambiziosi statisti del mondo all’erba e al fiore che presto cresce, fiorisce e muore, nondimeno il Signore gradisce collaboratori intelligenti e abili nei vari rami della sua opera. C’è bisogno di uomini d’affari che trasfondano i grandi principi della verità in tutte le loro transazioni e che perfezionino le loro doti con studi accurati e una continua preparazione. Se ci sono uomini che devono sfruttare in tutti i campi le varie possibilità per acquisire saggezza ed efficienza, sono proprio coloro che usano le loro capacità per costruire il regno di Dio sulla terra! Quando l’amministrazione di Daniele fu sottoposta ad un attento esame, non emerse il minimo errore. Egli rimane d’esempio per tutti gli uomini d’affari, e la sua storia dimostra che cosa può raggiungere l’uomo che consacra l’intelligenza, il cuore e ogni energia al servizio di Dio. PV 241.7

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