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Servizio cristiano

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    Attendere pazientemente il premio

    Se l'attesa del nostro Liberatore pare lunga; se, piegati dal dolore e consumati dalla fatica, siamo impazienti per la conclusione del nostro mandato, per poterci ritirare onorevolmente dal combattimento, ricordiamoci (e facciamo sì che così taccia ogni mormorio) che Dio ci lascia sulla terra per affrontare tempeste e conflitti, per perfezionare il nostro carattere cristiano, perché si possa entrare in comunione diretta con Dio nostro Padre e Cristo nostro fratello maggiore, e perché serviamo il Maestro nella conquista di molte persone a Cristo, affinché con cuore allegro si possano udire le parole: “Va bene, servo buono e fedele... entra nella gioia del tuo Signore”. Matteo 25:21. — The Review and Herald, 25 ottobre 1881.SC 223.4

    Sii paziente, soldato cristiano. Ancora un po' di tempo e colui che deve venire, tornerà. La notte dell'attesa stancante, della vigilanza e del cordoglio è quasi terminata e presto giungerà la ricompensa; il giorno eterno sta per nascere. Oggi non è tempo di assopirsi, non è tempo di indulgere in inutili recriminazioni. Chi si lascia andare al sonno perderà preziose opportunità per fare il bene. Ci è stato concesso il beato privilegio di riunire i covoni nella grande mietitura; e ogni persona salvata rappresenterà un'ulteriore stella nella corona di Gesù, nostro adorabile Redentore. Chi è ansioso di depositare l'armatura sapendo che se continuerà a combattere ancora un poco, conquisterà nuove vittorie e raccoglierà nuovi trofei per l'eternità? — The Review and Herald, 25 ottobre 1881.SC 224.1

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