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Servizio cristiano

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    Un appello al singolo

    A ogni credente è stato affidato un compito ben preciso. — The Southern Watchman, 2 agosto 1904.SC 11.6

    Dio chiede a ognuno di essere un operaio nella sua vigna. Occorre completare l'opera che ci è stata affidata e compierla fedelmente. — Bible Echo, 10 giugno 1901.SC 11.7

    Se ognuno di noi fosse un missionario vivente, il messaggio per questi tempi sarebbe proclamato con rapidità a tutte le nazioni, a ogni popolo e lingua. — Testimonies for the Church 6:438 (1900).SC 11.8

    ogni discepolo è autentico nella misura in cui entra nel regno di Dio come un missionario. Ogni credente può condividere con altri ciò che ha generosamente ricevuto da Dio. La grazia di Cristo è per ogni spirito come una sorgente nel deserto, che sgorga per tutti, per offrire acqua viva a coloro che stanno per morire. — The Desire of Ages, 195 (1898).SC 12.1

    Dio si aspetta un servizio personale da tutti quelli ai quali ha consegnato la conoscenza della verità relativa a questo tempo. Non tutti possono recarsi in paesi stranieri come missionari, ma chiunque può esserlo nella propria famiglia e nel vicinato. — Testimonies for the Church 9:30 (1909).SC 12.2

    Quando Cristo ha affidato il mandato ai suoi discepoli, si trovava vicino al trono celeste. Includendo tra i missionari tutti coloro che crederanno nel suo nome, dice: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura”. La potenza di Dio li accompagna fino alla fine. — The Southern Watchman, 20 settembre 1904.SC 12.3

    La salvezza delle persone dovrebbe essere la missione terrena di chiunque professi Cristo. Siamo debitori nei confronti del mondo per la grazia che ci è stata concessa da Dio, per la luce che ci è stata data e per la bellezza e la forza della verità che abbiamo scoperta. — Testimonies for the Church 4:53 (1885).SC 12.4

    ovunque si osserva la tendenza a sostituire il lavoro individuale con quello svolto da gruppi organizzati. Ci si orienta verso la fusione in società, verso la centralizzazione, la fondazione di grandi chiese e istituzioni. Molti delegano la beneficenza a strutture preposte evitando il contatto diretto e così il loro cuore diventa sempre più insensibile. Ripiegati e preoccupati solo di se stessi, perdono la sensibilità e si spegne in loro l'amore per il Signore e per il prossimo. Cristo ha affidato ai suoi discepoli un compito da svolgere individualmente, che non può essere delegato. Il compito di assistere poveri e malati e comunicare il messaggio del Vangelo a coloro che si sono allontanati da Dio, non deve essere affidato a gruppi di beneficenza organizzata: la responsabilità è individuale, richiede impegno e sacrificio personale. — The Ministry of Healing, 147 (1905).SC 12.5

    Tutti coloro che sono entrati in contatto con Dio devono illuminare la strada di quanti non conoscono ancora la luce della vita. — The Desire of Ages, 152 (1898).SC 12.6

    A ciascuno di noi è stato assegnato un compito che nessun altro può adempiere. Ogni persona deve compiere una missione di straordinaria importanza che non deve essere trascurata o ignorata, da essa dipende la prosperità di molti oppure, se negletta, la disgrazia di qualcuno per il quale Cristo è morto. — The Review and Herald, 12 dicembre 1893.SC 12.7

    Dovremmo essere tutti attivi collaboratori di Dio. Non c'è posto per i pigri tra i suoi servitori. I membri di chiesa dovrebbero essere consapevoli che la vita e la prosperità della comunità dipendono dal loro modo di agire. — The Review and Herald, 15 febbraio 1887.SC 12.8

    Tutti coloro che hanno sperimentato la salvezza in Cristo sono chiamati a operare nel suo nome per la salvezza dei peccatori. Israele aveva trascurato questo compito, ma c'è il rischio che anche apparenti discepoli di oggi si comportino allo stesso modo? — Christ's Object Lessons, 191 (1900).SC 13.1

    Ciascuno ha un'opera da compiere. Ogni credente che ha conosciuto la verità, ovunque si trovi, dovrebbe levarsi e dire: “Eccomi, manda me!” Isaia 6:8. — Testimonies for the Church 6:49 (1900).SC 13.2

    È privilegio di ogni cristiano non solo aspettare, ma anche affrettare il ritorno del nostro Signore Gesù Cristo. Cfr. 2 Pietro 3:12. — Christ's Object Lessons, 69 (1900).SC 13.3

    Chi accetta di diventare figlio di Dio dovrebbe sentirsi come un anello della catena gettata per salvare il mondo, come uno in Cristo nel suo piano misericordioso, camminando con lui per cercare e salvare chi si è perso. — The Ministry of Healing, 105 (1905), [49].SC 13.4

    Tutti possono trovare qualcosa da fare. Nessuno deve avere l'impressione che non ci sia un posto dove poter lavorare per Cristo. Il Salvatore si identifica con ogni essere umano. — The Ministry of Healing, 104 (1905).SC 13.5

    Coloro che hanno stabilito un'alleanza con il Signore, sono tenuti a unirsi a lui nel grande, anzi grandissimo, piano della salvezza a favore dell'umanità. — Testimonies for the Church 7:19 (1902).SC 13.6

    Il campo è talmente vasto e il programma così complesso che ogni cuore dovrebbe sentirsi spinto al servizio come strumento della potenza divina. — Testimonies for the Church 9:47 (1909).SC 13.7

    Gli uomini diventano strumenti nelle mani di Dio per l'attuazione dei suoi progetti, caratterizzati dalla grazia e dalla misericordia. Ognuno ha un incarico definito e a ciascuno viene accordata una conoscenza adeguata per svolgere il suo compito particolare e sufficiente per permettergli l'attuazione del mandato che Dio gli ha affidato. — The Great Controversy, 343 (1888).SC 13.8

    Da molto tempo, Dio è in attesa che uno spirito di servizio si impossessi di tutta la chiesa, in modo tale che ogni persona possa operare per lui secondo le proprie capacità. — The Acts of the Apostles, 111 (1911).SC 13.9

    Quando Gesù ha inviato prima i dodici e poi i settanta discepoli a proclamare il suo regno, li ha istruiti a comunicare agli altri ciò che lui ha fatto loro conoscere. Il suo compito era ed è quello di prepararci a compiere un'opera individuale, coinvolgendo altri a mano a mano che cresce il numero dei discepoli, fino a toccare le parti più remote della terra. — The Acts of the Apostles, 32 (1911).SC 13.10

    La responsabilità di compiere questo mandato non è solo dei pastori. Chiunque ha ricevuto Cristo è chiamato a lavorare per la salvezza dei propri simili. — The Acts of the Apostles, 110 (1911).SC 13.11

    Il vero spessore della chiesa si misura non sulla base della sua professione di fede, per quanto elevata, o sul numero dei nomi iscritti nel registro di chiesa, ma per il servizio che realmente rende al Maestro, per la quantità dei suoi fedeli e perseveranti operai. L'interessamento personale e l'impegno individuale porteranno maggiori risultati alla causa di Cristo di quelli ottenibili con i sermoni o le dottrine. — The Review and Herald, 6 settembre 1881.SC 13.12

    Ogni volta che nasce una chiesa tutti i suoi membri dovrebbero impegnarsi attivamente nel lavoro missionario, visitare ogni famiglia del vicinato e conoscerne la condizione spirituale. — Testimonies for the Church 6:296 (1900).SC 14.1

    I membri di chiesa non sono chiamati tutti a lavorare nelle missioni estere, ma ognuno di essi ha un compito da svolgere nella grande opera che si propone di diffondere la luce al mondo. Il Vangelo di Cristo possiede in sé una gran forza di persuasione. Nel gran giorno del Signore coloro che avranno taciuto per interesse egoistico non saranno giustificati. C'è del lavoro da compiere sul piano intellettuale e sul piano pratico; nell'opera di Dio c'è posto per le competenze e per le capacità più disparate. — Historical Sketches, 290, 291.SC 14.2

    Egli ci ha confidato la sacra verità; Cristo che dimora nei singoli membri di chiesa, è come una fonte di acqua che sgorga a vita eterna. Se non facciamo tutto il possibile per distribuire agli altri quest'acqua, saremo colpevoli davanti a Dio. — Historical Sketches, 291.SC 14.3

    Noi cristiani non stiamo facendo nemmeno la ventesima parte di quello che potremmo per conquistare delle persone a Cristo. C'è un mondo da avvertire e ogni sincero credente sarà una guida e un esempio per gli altri con la sua fedeltà, assumendosi il peso della croce, con un atteggiamento solerte e deciso, e con una fedeltà irremovibile alla causa della verità, con sacrificio e impegno volti alla promozione della causa di Dio. — The Review and Herald, 23 agosto 1881.SC 14.4

    A mano a mano che le opportunità si moltiplicano, chi ha ricevuto la luce della verità matura le stesse responsabilità del profeta al quale sono state rivolte queste parole: “Ora, figlio d'uomo, io ho stabilito te come sentinella per la casa d'Israele; quando dunque udrai qualche parola della mia bocca, avvertili da parte mia”. Ezechiele 33:7. — Testimonies for the Church 9:19, 20 (1909).SC 14.5

    A tutti coloro che beneficiano della sua grazia il Signore affida un compito in favore del prossimo. Ognuno di noi deve accettare questo incarico dicendo: “Eccomi, manda me”. Isaia 6:8.SC 14.6

    È una responsabilità che coinvolge tutti: il missionario, il medico, l'infermiere; ogni cristiano: dal commerciante all'agricoltore, dal professionista all'operaio. È nostro preciso dovere annunciare agli uomini il messaggio del Vangelo della salvezza. Ogni attività in cui ci impegniamo deve essere un mezzo per raggiungere questo fine. — The Ministry of Healing, 148 (1905).SC 14.7

    Quando il padrone di casa rivolge un appello ai suoi servi, affida a ognuno di essi un compito preciso. L'intera famiglia di Dio è coinvolta nella responsabilità di amministrare i beni di Dio. Ogni individuo, dal più umile e modesto al più grande e stimato, è un agente morale dotato di capacità grazie alle quali sarà poi chiamato a rispondere al Signore. — Bible Echo, 10 giugno 1901.SC 14.8

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