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Gli uomini che vinsero un impero

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    Capitolo 18: La predicazione ai pagani

    Paolo e Barnaba, dopo aver lasciato Antiochia di Pisidia, andarono a Iconio. In questo luogo, come in Antiochia, essi iniziarono il loro lavoro nella sinagoga, tra la loro gente. Ed ebbero un buon successo; infatti “una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette”. Ma in Iconio, come in altri posti dove gli apostoli operarono, “i Giudei, rimasti disubbidienti, misero su e inasprirono gli animi dei Gentili contro i fratelli”. Atti 14:1, 2 (Luzzi).UVI 111.1

    Gli apostoli, comunque, non si fecero distogliere dalla loro missione, perché molti stavano accettando il Vangelo di Cristo. Essi continuarono nel loro lavoro, affrontando l’opposizione, l’invidia e il pregiudizio. “Predicando con franchezza, fidenti nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigi”. Atti 14:3 (Luzzi). Il fatto che Dio manifestasse in questo modo la sua approvazione, aveva condotto molte persone ad accettare il Vangelo. In breve tempo il numero dei convertiti si era moltiplicato.UVI 111.2

    La crescente popolarità del messaggio predicato dagli apostoli, riempì di invidia e odio i giudei increduli. Così decisero di fermare immediatamente l’opera di Paolo e Barnaba. Con falsi ed esagerati rapporti, spinsero le autorità a temere che l’intera città fosse esposta al pericolo di una sommossa. Essi dichiararono che un gran numero di persone appoggiava gli apostoli, e suggerirono che quest’ultimi stavano tramando dei piani segreti che rappresentavano un serio pericolo per la cittadinanza.UVI 111.3

    A motivo di queste false accuse, i discepoli furono portati ripetutamente dinanzi alle autorità; ma la loro difesa era così chiara e convincente, e le dichiarazioni circa i loro insegnamenti così calme ed esaurienti, da testimoniare abbondantemente della loro buona fede. Sebbene i magistrati nutrissero dei pregiudizi nei loro confronti, a causa delle false affermazioni che avevano udito, non osarono condannarli. Essi non poterono fare a meno di riconoscere che gli insegnamenti di Paolo e Barnaba contribuivano a rendere migliore la gente che li praticava. Non potevano negare il fatto che il livello morale e l’ordine della città sarebbero migliorati se si fossero seguite le verità insegnate dagli apostoli.UVI 111.4

    L’opposizione che i discepoli incontrarono fece crescere la curiosità per le verità che predicavano. I giudei videro che i loro tentativi di ostacolare l’opera dei nuovi insegnanti riuscivano solo a far aumentare il numero dei convertiti. “Ma la popolazione della città era divisa; gli uni tenevano per i Giudei, e gli altri per gli apostoli”. Atti 14:4 (Luzzi).UVI 112.1

    I capi dei giudei increduli si infuriarono a tal punto, nel vedere come andavano le cose, che decisero di raggiungere il loro scopo con la violenza. Aizzando le peggiori passioni dell’ignorante plebaglia, riuscirono a creare un tumulto, del quale incolparono gli insegnamenti dei discepoli. Con questa falsa accusa, speravano di guadagnare l’aiuto dei magistrati per attuare il loro piano. Essi decisero di non dare agli apostoli alcuna possibilità di difendersi, e di lapidare Paolo e Barnaba, mettendo fine alla loro opera.UVI 112.2

    Alcuni amici degli apostoli, sebbene fossero inconvertiti, li avvertirono dei malvagi piani dei giudei, e li incoraggiarono a non esporre inutilmente se stessi alla furia della plebaglia, ma di fuggire per salvarsi la vita. Paolo e Barnaba furono d’accordo e partirono in segreto da Iconio, lasciando, per un certo tempo, che i credenti continuassero da soli l’opera. Essi decisero che sarebbero ritornati per completare il lavoro che avevano iniziato quando l’agitazione del popolo si sarebbe calmata.UVI 112.3

    In ogni età e in ogni luogo, i messaggeri di Dio sono stati chiamati ad affrontare l’accanita opposizione di quelli che scelgono deliberatamente di rigettare la luce celeste. La contraffazione e la falsità degli avversari del Vangelo sembravano trionfare su chi voleva far conoscere la verità alla gente. Ma le porte non possono rimanere sempre chiuse. E spesso, quando i servitori di Dio ritornavano dopo un certo periodo a riprendere il lavoro abbandonato, il Signore operava potentemente per il loro successo, rendendoli capaci di fare grandi cose per lui.UVI 112.4

    Costretti dalla persecuzione a lasciare Iconio, gli apostoli si recarono a Listra e Derba, in Licaonia. Queste città erano predominatamente abitate da pagani superstiziosi, ma tra loro c’erano alcuni che avrebbero volentieri accettato il messaggio del Vangelo. Gli apostoli decisero di lavorare in questi posti e nei dintorni, sperando di evitare il pregiudizio giudeo e la persecuzione.UVI 112.5

    A Listra, sebbene vivessero alcuni giudei, non c’era una sinagoga. Molti degli abitanti di questa città adoravano al tempio dedicato a Giove. Quando Paolo e Barnaba giunsero nella città, riunirono intorno a loro dei listriani e spiegarono le semplici verità del Vangelo. Molti di costoro cercarono di collegare queste dottrine con le loro credenze superstiziose circa l’adorazione di Giove olimpico.UVI 112.6

    Gli apostoli si sforzarono di impartire a questi idolatri la conoscenza di Dio Creatore e del suo Figlio, il Salvatore dell’umanità. Essi iniziarono dirigendo la loro attenzione sulle grandiose opere di Dio: il sole, la luna, le stelle, il meraviglioso ordine del susseguirsi delle stagioni, le imponenti montagne incappucciate dalla neve, gli alti alberi, e molte altre meraviglie della natura, mostrando un’abilità che era al di sopra della comprensione umana. Mediante queste opere dell’Onnipotente, gli apostoli guidarono le menti dei pagani a contemplare il grande Governatore dell’universo.UVI 113.1

    Avendo rese chiare queste verità fondamentali riguardanti il Creatore, gli apostoli parlarono ai listriani del Figlio di Dio che era sceso dal cielo in questo nostro mondo, perché amava gli uomini. Raccontarono della sua vita e del suo ministero, parlando del rigetto di coloro che era venuto a salvare, del processo, della crocifissione, della risurrezione e della sua ascensione al cielo, dove stava intercedendo per l’uomo. Così, Paolo e Barnaba, nello Spirito e nella potenza di Dio, predicarono il Vangelo a Listra.UVI 113.2

    Una volta, mentre Paolo stava riferendo al popolo l’opera guaritrice di Cristo, vide tra i suoi ascoltatori uno zoppo, fissato da tutti. Quest’uomo aveva ricevuto e creduto nelle parole del Vangelo. Il cuore di Paolo fu mosso a compassione per quest’anima sofferente, vedendo “che aveva fede per essere guarito”. Atti 14:9. In presenza di quella gente idolatra, Paolo ordinò allo zoppo di alzarsi in piedi. Fino a quel momento, quest’uomo era solo in grado di stare seduto, ma ora, ubbidendo immediatamente al comando di Paolo, per la prima volta nella sua vita, si alzò in piedi. La sua fede gli ridonò la forza, ed egli che era stato zoppo “saltò su, e si mise a camminare”. Atti 14:10 (Luzzi).UVI 113.3

    “E le turbe, avendo veduto ciò che Paolo avea fatto, alzarono la voce, dicendo in lingua licaonica: Gli dèi hanno preso forma umana, e sono discesi fino a noi”. Atti 14:11 (Luzzi). Questa dichiarazione era in armonia con la loro tradizione, la quale affermava che gli dèi occasionalmente visitavano la terra. Allora chiamarono Barnaba Giove, il padre degli dèi, a causa della sua venerabile apparenza, del suo dignitoso portamento, e della calma e buona espresione del suo volto. Paolo lo credettero Mercurio, “perché era il primo a parlare” (Atti 14:12, Luzzi), perché era zelante e attivo, ed eloquente nei suoi discorsi di avvertimento ed esortazione.UVI 113.4

    Gli abitanti di Listra divennero ansiosi di mostrare la loro gratitudine, e convinsero il sacerdote di Giove a onorare gli apostoli, il quale “menò dinanzi alle porte tori e ghirlande, e volea sacrificare con le turbe”. Atti 14:13 (Luzzi). Intanto, Paolo e Barnaba cercarono un luogo per ritirarsi a riposare, non essendo a conoscenza di questi preparativi. Ben presto la loro attenzione fu attratta dal suono della musica e dalle voci entusiaste di una grande folla, che si avvicinava alla casa dove essi dimoravano.UVI 113.5

    Quando gli apostoli scoprirono la causa di questa visita e dell’entusiasmo che la contrassegnava, “si stracciarono i vestimenti e saltarono in mezzo alla moltitudine” nella speranza di fermare la processione. Paolo richiese l’attenzione della folla con la sua forte voce. Il tumulto cessò improvvisamente, ed egli disse: “Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi: e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all’Iddio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi; che nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni, benché non si sia lasciato senza testimonianza, facendo del bene, mandandovi dal cielo piogge e stagioni fruttifere, dandovi cibo in abbondanza e letizia nei vostri cuori”. Atti 14:15-18 (Luzzi).UVI 114.1

    Sebbene gli apostoli avessero negato decisamente di essere degli dèi, quantunque Paolo avesse cercato di spingerli ad adorare il vero Dio, fu quasi impossibile distogliere i pagani dalla loro intenzione di offrire dei sacrifici. Il fatto che fossero così entusiasti e credessero così fermamente nella divinità di questi uomini, non permetteva loro di riconoscere l’errore che stavano commettendo. Le Scritture affermano che gli apostoli “a mala pena trattennero le turbe dal sacrificar loro”. Atti 14:18 (Luzzi).UVI 114.2

    I listriani testimoniarono della potenza miracolosa che gli apostoli avevano esercitato. Avevano visto uno zoppo fin dalla nascita, riacquistare vigore e salute. La folla rinunciò al suo programma solo dopo che Paolo aveva spiegato il vero motivo della missione: essi erano venuti in quella città per testimoniare del vero Dio e di suo Figlio, il grande Guaritore.UVI 114.3

    Gli sforzi di Paolo e Barnaba a Listra furono improvvisamente ostacolati da certi “Giudei da Antiochia e Iconio”. Atti 14:19 (Luzzi). Questi uomini avendo saputo del successo degli apostoli tra gli abitanti della Licaonia, decisero di segurli per perseguitarli. Arrivati a Listra, questi giudei riuscirono ben presto a suscitare nella gente la stessa malignità che dominava le loro menti. Le calunnie e le menzogne dei giudei persuasero quelle stesse persone che avevano acclamato Paolo e Barnaba come dèi, che gli apostoli erano dei criminali meritevoli di morte.UVI 114.4

    La delusione che i listriani subirono nell’essere impediti del privilegio di offrire sacrifici, preparò i loro cuori a opporsi a Paolo e Barnaba quasi con lo stesso entusiasmo con il quale li avevano acclamati dèi. Incitati dai giudei, essi si organizzarono per attaccare violentemente gli apostoli. I giudei ordinarono che non fosse data a Paolo nessuna possibilità di parlare, asserendo che se gli fosse stato dato questo privilegio, egli avrebbe convinto la gente.UVI 114.5

    Questi piani criminosi furono ben presto attuati. Le forze del male si impossessarono delle menti degli abitanti di Listra. Accecati da una follia omicida che era in loro, catturarono Paolo e lo lapidarono senza pietà. L’apostolo pensò che la sua fine fosse giunta. Si ricordò del martirio di Stefano e del crudele ruolo che lui aveva ricoperto in quell’occasione. Coperto di ferite e stordito dal dolore, egli cadde a terra privo di sensi: e i suoi persecutori infuriati “lo trascinaron fuori della città, credendolo morto”. Atti 14:19 (Luzzi).UVI 115.1

    Durante questo difficile momento, i credenti di Listra, che si erano convertiti per la predicazione di Paolo e Barnaba, rimasero fedeli ai due apostoli. L’opposizione e la crudele persecuzione dei loro avversari servirono solo a confermarli nella fede degli apostoli. Ora, di fronte al pericolo e al disprezzo, essi dimostrarono la loro fedeltà raccogliendosi intorno al corpo di colui che credevano morto. La tristezza opprimeva i loro cuori.UVI 115.2

    Quale grande sorpresa quando, tra i lamenti dei fedeli, Paolo sollevò il capo e si alzò in piedi, lodando il Signore. I credenti considerarono il ristabilimento del servitore di Dio, come un miracolo divino. Sembrò loro che con esso Dio approvasse la loro conversione. I loro cuori erano presi da una gioia inesprimibile che li spingeva a lodare il Signore con fede rinnovata.UVI 115.3

    Tra coloro che furono convertiti a Listra, e che erano stati testimoni oculari delle sofferenze di Paolo c’era una persona che in seguito sarebbe diventata un’importante operaio di Cristo, e che avrebbe condiviso le prove e le gioie di pioniere in luoghi difficili. Questo individuo era un giovane di nome Timoteo. Quando Paolo fu trascinato fuori dalla città, questo discepolo era nel gruppo di quelli che si erano riuniti intorno al corpo apparentemente senza vita, e che lo videro alzarsi, ferito e sanguinante, ma con la lode sulle labbra perché gli era stato permesso di soffrire per amore di Cristo.UVI 115.4

    Il giorno seguente la lapidazione di Paolo, gli apostoli partirono per Derba. In questa città i loro sforzi furono benedetti: molte persone accettarono Cristo come Salvatore. “E avendo evangelizzata quella città e fatti molti discepoli”, Paolo e Barnaba non se la sentirono di intraprendere la loro opera altrove senza prima aver rafforzato la fede di quei nuovi convertiti. Ben presto avrebbero dovuto abbandonare quei luoghi. Così, sfidando i pericoli, “se ne tornarono a Listra, a Iconio ed Antiochia, confermando gli animi dei discepoli, esortandoli a perseverare nella fede”. Atti 14:21, 22 (Luzzi). Molti avevano accettato la buona notizia del Vangelo, e si erano esposti al disprezzo e all’opposizione. Gli apostoli cercarono di stabilirli saldamente nella fede, in modo che la loro opera potesse perdurare nel tempo.UVI 115.5

    Mettendo in pratica l’importante principio che riguarda la crescita spirituale della chiesa, gli apostoli esortavano i nuovi convertiti ad approfittare di quella protezione dall’errore che solo il Vangelo poteva offrire. Vennero organizzate delle chiese in tutti quei paesi della Licaonia e della Pisidia dove c’erano credenti. In ogni chiesa furono ordinati degli ufficiali responsabili e fu stabilito l’ordine relativo all’organizzazione dei servizi e alla cura del benessere spirituale dei fedeli.UVI 116.1

    Era in armonia con i piani del Vangelo che tutti i credenti fossero uniti a formare un corpo in Cristo, e fu questo piano che Paolo applicò attentamente durante tutto il suo ministero. In ogni luogo, coloro che avevano accettato Cristo come Salvatore, furono organizzati al momento giusto in una chiesa. Questo fu fatto anche quando i credenti erano pochi di numero. Fu così insegnato ai cristiani di aiutarsi l’un l’altro, ricordando la promessa, “se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome, io sono in mezzo a loro”. Matteo 18:20.UVI 116.2

    Paolo non dimenticò le chiese che aveva organizzate. La loro cura rimase nella sua mente come una responsabilità di grande importanza. Anche se si trattava di piccoli gruppi, egli era pronto a soddisfare ogni loro esigenza. Egli sorvegliava con grande amore le piccole chiese, consapevole del fatto che necessitavano di una cura speciale. I loro membri dovevano essere stabiliti saldamente nella fede. Dovevano diventare capaci di adoperarsi altruisticamente per le persone che li circondavano.UVI 116.3

    Durante la loro impresa missionaria, Paolo e Barnaba cercarono di seguire l’esempio di Cristo, sacrificandosi fedelmente pur di salvare i loro simili. Vigilanti, zelanti, instancabili, essi non seguirono le loro inclinazioni e non cercarono il beneficio di una vita comoda. Con fervente sollecitudine, sfruttarono ogni istante della loro esistenza per diffondere il seme della verità. Gli apostoli, dopo aver gettato il seme, furono attenti nel dare ai nuovi convertiti al Vangelo un’istruzione pratica di inestimabile valore. Il loro ardore e il loro timore di Dio lasciarono nella mente dei seguaci di Cristo un’impressione indelebile circa l’importanza del Vangelo.UVI 116.4

    Quando uomini promettenti e abili furono convertiti, come nel caso di Timoteo, Paolo e Barnaba cercarono di far loro comprendere la necessità di lavorare nella vigna del Signore. E quando gli apostoli partirono per altre destinazioni, la fede di questi uomini non vacillò, anzi aumentò. Essi ormai conoscevano bene la via del Signore. Dovevano lavorare altruisticamente e con perseveranza per la salvezza dei loro concittadini. Questa attenta preparazione dei nuovi convertiti fu un importante fattore del notevole successo che Paolo e Barnaba conseguirono nel predicare il Vangelo alle popolazioni pagane.UVI 116.5

    Il primo viaggio missionario stava per concludersi. Raccomandando al Signore le chiese recentemente organizzate, gli apostoli andarono in Panfilia, e “dopo aver annunziata la Parola in Perga, discesero ad Attalia; e di là navigarono verso Antiochia”. Atti 14:25, 26 (Luzzi).UVI 117.1

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