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La speranza dell’uomo

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    Capitolo 34: L’invito

    “Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e io vi darò riposo”. Matteo 11:28.SU 242.1

    Queste parole di consolazione furono rivolte alla folla che seguiva Gesù. Il Salvatore aveva detto che era possibile conoscere Dio soltanto tramite lui e che solo ai suoi discepoli era stata concessa la conoscenza della realtà divina. Ma Egli non volle escludere nessuno dal suo interessamento e dal suo amore. Tutti coloro che sono travagliati e aggravati possono avvicinarsi a lui.SU 242.2

    Gli scribi e i rabbini non riuscivano con la loro scrupolosa osservanza delle cerimonie religiose a soddisfare quelle esigenze dell’animo che vanno al di là dei riti religiosi. I pubblicani e i peccatori potevano dichiarare di essere soddisfatti delle ricchezze materiali e terrene, ma nei loro cuori rimanevano la sfiducia e la paura. Gesù si rivolgeva a coloro che erano addolorati e stanchi, a coloro che avevano perso la speranza, a coloro che ricercavano invano l’appagamento dell’animo nelle gioie terrene, e li invitava a trovare riposo in lui.SU 242.3

    Egli diceva con tenerezza alle persone affaticate: “Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch’io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre”. Matteo 11:29.SU 242.4

    Gesù rivolge queste parole a ogni uomo. Tutti, che lo riconoscano o meno, sono travagliati e aggravati. Tutti sono oppressi da pesi che soltanto il Cristo può togliere. Il carico più pesante che dobbiamo portare è quello del peccato. Se dovessimo portarlo da soli, esso ci schiaccerebbe. Ma colui che è senza peccato ha preso il nostro posto: “E l’Eterno ha fatto cader su lui l’iniquità di noi tutti”. Isaia 53:6. Egli ha portato il peso del nostro peccato e solleverà il fardello dalle nostre spalle stanche. Egli ci darà riposo e porterà il peso degli affanni e del dolore. Ci invita a gettare su di lui tutte le nostre preoccupazioni, perché possa aver cura di noi.SU 242.5

    Il nostro fratello maggiore è vicino al trono eterno. Egli ascolta chiunque si rivolge a lui come al Salvatore. Conosce per esperienza le debolezze dell’umanità; le nostre necessità e le nostre difficoltà di fronte alla tentazione; è stato tentato in ogni cosa come noi, ma senza peccare. Egli veglia su voi, tremanti figli di Dio. Siete tentati? Vi libererà. Siete deboli? Vi rafforzerà. Siete ignoranti? Vi darà sapienza. Siete feriti? Vi guarirà. Il Signore “conta il numero delle stelle, le chiama tutte per nome; Egli guarisce chi ha il cuor rotto, e fascia le loro piaghe”. Salmi 147:4, 3. Il suo invito è: “Venite a me”. In qualunque ansietà o prova vi troviate, presentate il vostro caso al Signore. Sarete rafforzati e diverrete capaci di superarlo. Potrete liberarvi delle prove e delle difficoltà. Quanto più vi sentite deboli e privi di aiuto, tanto più diverrete forti attraverso la sua forza. Quanto più sono pesanti i vostri fardelli, tanto più sarà dolce il riposo quando vi sarete affidati a colui che li porta per voi. Il riposo che Gesù offre dipende da alcune condizioni, esplicitamente indicate, che devono essere adempiute. Gesù spiega come il suo riposo può essere ottenuto.SU 242.6

    Egli dice: “Prendete su voi il mio giogo”. Il giogo è uno strumento che si mette sui buoi perché lavorino ed è necessario affinché il lavoro risulti ben fatto. Con questa immagine Gesù ci insegna che siamo chiamati a servire per tutta la nostra vita. Dobbiamo prendere su di noi il suo giogo e diventare suoi collaboratori.SU 243.1

    Il giogo che costringe al servizio è la legge di Dio. La grande legge di amore, rivelata in Eden, proclamata sul Sinai, scritta nei cuori nel nuovo patto, lega il lavoratore umano alla volontà di Dio. Se seguissimo le nostre inclinazioni, se andassimo là dove la nostra volontà ci orienta, ci ritroveremmo tra le fila di Satana con un carattere simile al suo. Perciò Dio ci ordina di fare la sua volontà, nobile e purificatrice. Egli desidera che adempiamo con pazienza e saggezza i doveri del servizio. Il Cristo stesso ha portato nella sua umanità questo giogo del servizio. Egli ha detto: “Dio mio, io prendo piacere a far la tua volontà, e la tua legge è dentro al mio cuore”. Salmi 40:8. “Perché son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato”. Giovanni 6:38. Gesù è venuto su questa terra per soffrire e morire, motivato dall’amore per il Signore, dallo zelo per la sua gloria e dall’amore per l’umanità decaduta. Questo fu il principio dominante della sua vita. E vuole che lo sia anche della nostra.SU 243.2

    Molti sono vittime delle preoccupazioni perché perseguono gli ideali del mondo. Hanno deciso di conformarsi alle sue esigenze, accettato le ansietà e adottato i costumi. In questo modo il loro carattere è squilibrato e la loro vita noiosa. Per soddisfare le ambizioni e i desideri mondani, mettono a tacere la coscienza e si addossano un peso supplementare di rimorso. L’ansia continua logora le loro forze vitali. Il Signore desidera che essi depongano questo giogo di schiavitù. Li invita a prendere il suo giogo: “Poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero”. Matteo 11:30. Li esorta a cercare innanzi tutto il regno dei cieli e la sua giustizia, e promette loro tutte le cose necessarie per questa vita. L’ansia è cieca e non vede il futuro, ma Gesù scorge la fine sin dal principio. Ci aiuta in ogni difficoltà. Il Padre ha mille modi, a noi ignoti, per aiutarci. Le perplessità svaniranno e un sentiero piano si aprirà davanti a coloro che accettano il servizio e l’onore di Dio come loro obiettivo supremo.SU 243.3

    Gesù dice: “Imparate da me, perch’io son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre”. Dobbiamo seguire l’esempio del Cristo per imparare dalla sua mansuetudine e dalla sua umiltà. Mediante la redenzione, lo spirito viene preparato per il cielo. Questa preparazione significa conoscenza del Cristo; significa liberazione da idee, abitudini, costumi appresi dal principe delle tenebre. L’uomo deve essere liberato da tutto ciò che si oppone alla lealtà verso Dio.SU 244.1

    Nel cuore del Cristo, in perfetta armonia con Dio, vi era anche una pace perfetta. Egli non conobbe mai né l’esaltazione per l’approvazione, né lo scoraggiamento per le critiche o le delusioni. Conservò sempre il suo coraggio tra i più grandi contrasti e le più feroci opposizioni. Ma molti, che si dicono suoi discepoli, sono ansiosi, hanno il cuore turbato perché temono di affidarsi a Dio, perché non si abbandonano completamente a lui, perché indietreggiano di fronte alle conseguenze di un simile abbandono, senza il quale è impossibile trovare la pace.SU 244.2

    L’inquietudine nasce dall’egoismo. Se siamo nati da Dio abbiamo la stessa mente di Gesù, quella mente che lo spinse a umiliarsi perché fossimo salvati. Allora non ricercheremo i primi posti ma desidereremo sederci ai piedi di Gesù e imparare da lui; comprenderemo che il valore del nostro lavoro non consiste nell’ostentazione e nello scalpore che possiamo provocare con un’attività incessante. Il valore del nostro lavoro è proporzionato alla misura di Spirito Santo accordataci. La fiducia in Dio potenzia la mente per farci diventare, attraverso la pazienza, padroni di noi stessi.SU 244.3

    Si pone il giogo sui buoi perché portino meglio il carico, perché pesi meno. Così è del giogo del Cristo. Quando la nostra volontà si fonde con quella del Cristo, quando usiamo i suoi doni come una benedizione per altri, troveremo che i pesi della vita sono più leggeri. Camminare nelle vie dei comandamenti di Dio vuol dire avanzare in compagnia del Cristo e godere del riposo nel suo amore. Quando Mosè chiese: “Deh, fammi conoscere le tue vie, ond’io ti conosca e possa trovar grazia agli occhi tuoi”, il Signore gli rispose: “La mia presenza andrà teco e io ti darò riposo”. Esodo 33:13, 14. Attraverso i profeti fu dato questo messaggio: “Così dice l’Eterno: Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre!” Geremia 6:16. Egli dice ancora: “Oh fossi tu pur attento ai miei comandamenti! la tua pace sarebbe come un fiume, e la tua giustizia, come le onde del mare”. Isaia 48:18.SU 244.4

    Quelli che prendono il Cristo in parola e si affidano alla sua guida e alla sua volontà, trovano pace e riposo. Niente nel mondo può renderli tristi quando Gesù li ha resi felici con la sua presenza. Nella perfetta ubbidienza c’è un riposo perfetto. Il Signore dice: “A colui ch’è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida”. Isaia 26:3. Le nostre vite possono sembrare un groviglio confuso, ma quando le affidiamo al saggio Architetto, Egli ne ricaverà un modello di vita e di carattere ricco della sua gloria. Un carattere simile a quello del Cristo sarà accolto nel regno di Dio. Una nuova umanità camminerà con lui in vesti bianche perché ne sarà degna.SU 245.1

    Il cielo inizia quaggiù quando, tramite il Cristo, entriamo nel riposo. La vita eterna inizia quando rispondiamo al suo invito di andare a lui. Il cielo si trova nell’avvicinarsi continuamente a Dio attraverso il Cristo. Più viviamo in questa atmosfera di felicità divina, più partecipiamo alla gloria. Quanto più ampia sarà la nostra conoscenza di Dio, tanto più intensa sarà la nostra felicità. Se camminiamo con Gesù in questa vita, saremo colmi del suo amore e soddisfatti della sua presenza. Possiamo ottenere tutto quello che la nostra natura può ricevere. Ma che cosa è tutto questo in confronto a ciò che avremo nella vita eterna? “Perciò son davanti al trono di Dio, e gli servono giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono spiegherà su loro la sua tenda. Non avranno più fame e non avranno più sete, non li colpirà più il sole né alcuna arsura; perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pasturerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro”. Apocalisse 7:15-17.SU 245.2

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