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La speranza dell’uomo

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    Capitolo 81: “Il Signore è risorto”

    La notte del primo giorno della settimana stava per concludersi. Era l’ora più buia, quella che precede l’alba. Gesù era prigioniero nella sua tomba angusta; la grande pietra era ancora al suo posto e il suggello romano era intatto; i soldati romani vegliavano. Erano presenti anche schiere invisibili di angeli malvagi. Il principe delle tenebre, insieme con il suo esercito apostata, avrebbe voluto trattenere per sempre il Figlio di Dio nella tomba suggellata. Ma anche una schiera divina circondava il sepolcro; quegli angeli, eccelsi in potenza, custodivano la tomba ed erano ansiosi di salutare il Principe della vita.SU 599.1

    “Ed ecco si fece un gran terremoto; perché un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra, e vi sedette sopra”. Matteo 28:2. Quell’angelo aveva lasciato il cielo rivestito dell’armatura di Dio. I raggi splendenti della gloria di Dio lo precedevano e illuminavano il suo sentiero. “Il suo aspetto era come di folgore; e la sua veste, bianca come neve. E per lo spavento che n’ebbero, le guardie tremarono e rimasero come morte”. Matteo 28:3, 4.SU 599.2

    Sacerdoti e capi d’Israele, dov’è la potenza del vostro corpo di guardia? Quei soldati valorosi che non hanno mai temuto la potenza umana sono prigionieri, catturati senza spade e senza lance. Essi vedono un volto che non è quello di un guerriero mortale, ma dell’essere più potente dell’esercito del Signore. È l’angelo che occupa il posto di Satana dopo la sua caduta. È l’angelo che sulle colline di Betlemme ha annunciato la nascita del Cristo. Al suo avvicinarsi la terra trema, i demoni fuggono; e mentre egli fa rotolare la pietra, sembra che il cielo sia sceso sulla terra. I soldati lo scorgono mentre rimuove la pietra come se fosse un ciottolo e odono il suo grido: “Figlio di Dio, vieni fuori. Tuo Padre ti chiama”. Vedono Gesù uscire dal sepolcro aperto e sentono che proclama: “Io son la risurrezione e la vita”. Giovanni 11:25. Mentre esce nella maestà e nella gloria, gli angeli divini si prostrano in adorazione davanti al Redentore, e lo salutano con canti di lode.SU 599.3

    Un terremoto aveva indicato l’ora della morte del Cristo, e un altro terremoto ne segnalò il momento del trionfo. Colui che aveva vinto la morte e il sepolcro uscì dalla tomba come un conquistatore, tra il sussultare della terra, il bagliore dei lampi e lo scoppio dei fulmini. Quando verrà la seconda volta, scuoterà “non solo la terra, ma anche il cielo” (Ebrei 12:26); “La terra barcollerà come un ebbro, vacillerà come una capanna” (Isaia 24:20); “I cieli sono arrotolati come un libro” (Isaia 34:4); “Gli elementi infiammati si dissolveranno, e la terra e le opere che sono in essa saranno arse” (2 Pietro 3:10); “Ma l’Eterno sarà un rifugio per il suo popolo, una fortezza per i figliuoli di Israele”. Gioele 3:16.SU 599.4

    Al momento della morte di Gesù, i soldati avevano visto la terra avvolta dalle tenebre di mezzanotte; al momento della risurrezione videro lo splendore degli angeli illuminare la notte e udirono gli esseri del cielo cantare con gioia trionfante: “Tu sei il vincitore di Satana e delle potenze delle tenebre. Tu hai sommerso la morte nella vittoria!”SU 600.1

    Il Cristo uscì dalla tomba glorificato e i soldati romani lo videro. I loro occhi si fissarono sul volto di colui che, poco prima, avevano beffeggiato e deriso, e in quell’Essere glorificato riconobbero il prigioniero che avevano visto nell’aula del tribunale e sul cui capo avevano posto una corona di spine. Era colui che non aveva reagito davanti a Pilato e a Erode e il cui corpo era stato lacerato dalle frustate; era colui che era stato inchiodato sulla croce, di fronte al quale i sacerdoti e i capi, pieni di superbia, avevano detto: “Ha salvato altri e non può salvar se stesso!” Matteo 27:42. Era colui che era stato deposto nel sepolcro nuovo di Giuseppe. Il cielo aveva liberato quel prigioniero. Neppure delle montagne accumulate sul suo sepolcro avrebbero potuto impedirgli di uscirne.SU 600.2

    Alla vista degli angeli e del Salvatore risorto, i soldati romani erano caduti come morti. Si rialzarono quando il corteo divino era ormai scomparso, e uscirono tremanti dal giardino. Barcollando come ubriachi, si diressero verso la città e raccontarono il fatto straordinario a tutti quelli che incontrarono. Stavano dirigendosi da Pilato, quando le autorità ebraiche, i sacerdoti e i capi, alle cui orecchie era già giunta la notizia, li chiamarono in loro presenza.SU 600.3

    Quei soldati avevano uno strano aspetto. Tremanti e pallidi di terrore, affermarono la risurrezione di Gesù. I soldati raccontarono tutto quello che avevano visto; non avevano avuto tempo di pensare a qualcosa di diverso dalla verità. Con voce accorata dissero che colui che era stato crocifisso era il Figlio di Dio, e che avevano udito un angelo dichiarare che Egli era la Maestà del cielo, il Re della gloria.SU 600.4

    I volti dei sacerdoti si fecero bianchi come cadaveri. Caiafa cercò di parlare, le sue labbra si mossero, ma senza emettere nessun suono. I soldati stavano per lasciare l’aula del consiglio, quando una voce li fece fermare. Caiafa finalmente era riuscito a parlare. Disse: “Aspettate, aspettate. Non raccontate a nessuno ciò che avete visto”.SU 600.5

    Fu imposto ai soldati di fornire un rapporto falso. I sacerdoti dettero loro questo suggerimento. Voi direte: “I suoi discepoli vennero di notte e lo rubarono mentre dormivamo”. Matteo 28:13. Ma i sacerdoti non si accorsero di cadere in una grave contraddizione. Come potevano, infatti, i soldati dire che i discepoli avevano rubato il corpo mentre essi dormivano? Se stavano dormendo, come potevano saperlo? E se fosse stato provato che i discepoli avevano trafugato il corpo del Cristo, non sarebbero stati i sacerdoti i primi a condannare le sentinelle? Se esse si fossero addormentate accanto al sepolcro, non sarebbero stati i sacerdoti stessi ad accusarle di fronte a Pilato?SU 601.1

    I soldati non volevano accusarsi di essersi addormentati al posto di guardia, tanto più che questa era una colpa passibile di morte. Dovevano forse dare una falsa testimonianza, ingannando il popolo e mettendo a repentaglio la propria vita? Non avevano assolto il loro compito vigilando ininterrottamente? Come avrebbero potuto giurare il falso per amore del denaro?SU 601.2

    Per mettere a tacere la testimonianza di cui avevano paura, i sacerdoti dettero loro la garanzia dell’impunità, dicendo che nemmeno Pilato avrebbe certo voluto la diffusione di un rapporto simile. I soldati romani si fecero corrompere dal denaro. Si erano presentati ai sacerdoti con uno straordinario messaggio di verità; se ne andarono con un gruzzolo di denaro e un rapporto bugiardo, inventato dai sacerdoti.SU 601.3

    Nel frattempo, era giunta alle orecchie di Pilato la notizia della risurrezione di Gesù. Sebbene fosse responsabile della sua crocifissione, aveva trattato la questione con un certo distacco. Nonostante avesse condannato il Salvatore contro la propria volontà e provando per lui pietà, non aveva ancora maturato un vero pentimento.SU 601.4

    Ma, udendo quella notizia, si spaventò e si chiuse nel suo palazzo deciso a non vedere nessuno. I sacerdoti riuscirono però a farsi ricevere, gli raccontarono la storia che avevano inventato e lo esortarono a fare arrestare le sentinelle che avevano trascurato il loro dovere. Prima di farlo, Pilato volle parlare privatamente con i soldati. Essi, temendo per la loro vita, non osarono nascondere nulla, e Pilato conobbe direttamente dalla loro bocca quello che era successo. Non proseguì le indagini, ma da quel momento perdette la serenità.SU 601.5

    Satana aveva trionfato quando Gesù era stato posto nel sepolcro. Egli aveva osato sperare che il Salvatore non sarebbe stato restituito alla vita. Reclamò il corpo del Signore come sua proprietà e dispose i suoi seguaci intorno alla tomba affinché il Cristo vi fosse trattenuto come prigioniero. Si infuriò quando i suoi angeli fuggirono all’avvicinarsi del messaggero divino; ma quando vide che il Cristo usciva dal sepolcro trionfante, si rese conto dell’imminenza della fine del suo regno e della sua morte.SU 601.6

    I sacerdoti, condannando il Cristo a morte, diventarono strumenti di Satana, e caddero completamente sotto il suo dominio, presi in una trappola dalla quale non potevano più uscire. Non restava loro che continuare la lotta contro il Cristo. Nell’apprendere la notizia della sua risurrezione, temettero l’ira del popolo e si videro in pericolo. Ricorsero a uno stratagemma: negare la risurrezione di Gesù, dimostrando che era un impostore. Pensarono di corrompere i soldati e, ottenuto il silenzio di Pilato, fecero circolare un falso rapporto. Ma c’erano dei testimoni che non era possibile ridurre al silenzio: molti avevano ascoltato la testimonianza dei soldati sulla risurrezione di Gesù; inoltre, alcuni dei morti che erano usciti dal sepolcro insieme con il Cristo, apparvero a molti, e ne annunciarono la risurrezione.SU 602.1

    Fu riferito ai sacerdoti che delle persone avevano visto questi risuscitati e avevano udito la loro testimonianza. I sacerdoti e i capi vivevano nel timore di trovarsi a faccia a faccia con il Cristo, sia lungo le strade sia nelle loro case. Non si sentivano sicuri in nessun posto. Serrature e catenacci rappresentavano una scarsa protezione contro il Figlio di Dio. Giorno e notte avevano davanti agli occhi quella tremenda scena dell’aula del giudizio, quando avevano esclamato: “Il suo sangue sia sopra noi e sopra i nostri figliuoli”. Matteo 27:25. Quell’episodio non si sarebbe mai più cancellato dalla loro mente; mai più avrebbero potuto dormire sonni tranquilli.SU 602.2

    Quando l’angelo fece udire la sua voce potente accanto alla tomba del Cristo: “Tuo Padre ti chiama!”, il Salvatore uscì dal sepolcro in virtù della vita che aveva in se stesso. Fu così dimostrata la verità delle sue parole: “Io depongo la mia vita, per ripigliarla poi... Io ho potestà di deporla e ho potestà di ripigliarla”. In quel momento si adempieva la profezia che aveva annunciato ai sacerdoti e ai capi: “Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere”. Giovanni 10:17, 18; 2:19.SU 602.3

    Sul sepolcro aperto di Giuseppe, Gesù aveva proclamato trionfalmente: “Io son la risurrezione e la vita”. Giovanni 11:25. Solo Dio poteva pronunciare quelle parole. Tutti gli esseri creati vivono per la volontà e la potenza di Dio: sono depositari della vita di Dio. Dal più importante serafino al più umile essere animato, tutti sono alimentati dalla Fonte della vita. Solo colui che è uno con Dio poteva dire di avere in sé la vita e la facoltà di deporla e riprenderla. Nella sua divinità, il Cristo possedeva la potenza di infrangere i legami della morte.SU 602.4

    Gesù risorse dai morti come primizia di coloro che dormono. Egli era raffigurato dal covone che veniva agitato nel tempio e la sua risurrezione avvenne proprio nel giorno in cui i covoni erano presentati davanti al Signore. Per più di mille anni quella cerimonia simbolica era stata ripetuta. Si raccoglievano le prime spighe mature nei campi di grano e quando il popolo saliva a Gerusalemme, in occasione della Pasqua, il covone delle primizie veniva agitato davanti al Signore come offerta di riconoscenza; solo dopo questa cerimonia si poteva mietere e raccogliere il grano. Il covone consacrato a Dio era un simbolo del raccolto. Nello stesso modo il Cristo, la primizia, raffigurava il grande raccolto spirituale che doveva essere introdotto nel regno di Dio. La sua risurrezione è un simbolo e una garanzia di quella di tutti i giusti. “Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui”. 1 Tessalonicesi 4:14.SU 603.1

    Quando il Cristo risuscitò, portò con sé una folla di prigionieri. Alla sua morte, il terremoto aveva fatto aprire delle tombe; quando risuscitò fece uscire dai sepolcri quei giusti che erano stati collaboratori di Dio e che, a costo della loro vita, avevano reso testimonianza della verità. Da quel momento diventavano testimoni di colui che li aveva risuscitati dai morti.SU 603.2

    Durante il suo ministero Gesù aveva chiamato dei morti alla vita. Aveva risuscitato il figlio della vedova di Nain, la figlia di un capo d’Israele e Lazzaro. Ma quei risorti non erano stati rivestiti di immortalità. Essi restarono, dopo essere ritornati in vita, soggetti alla morte; mentre coloro che uscirono dalla tomba al momento della risurrezione del Cristo, ne uscirono per la vita eterna. Ascesero al cielo con lui, come trofei della sua vittoria sulla morte e sul sepolcro, non più prigionieri di Satana, ma redenti di Cristo. Gesù li aveva strappati alla tomba come primizie della sua potenza, per essere sempre con lui, senza più morte né dolore.SU 603.3

    Quei risorti entrarono in città e apparvero a molti, dicendo che il Cristo era risuscitato dai morti, ed essi con lui. Da queste testimonianze fu confermata la verità della risurrezione. Resi alla vita, quei santi testimoniarono la verità di queste parole: “Rivivano i tuoi morti! Risorgano i miei cadaveri!” Con la loro risurrezione cominciava ad adempiersi la profezia: “Svegliatevi e giubilate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la tua rugiada è come la rugiada dell’aurora, e la terra ridarà alla vita le ombre”. Isaia 26:19.SU 603.4

    Per il credente, il Cristo è la risurrezione e la vita. Attraverso il Salvatore viene ritrovata quella vita persa a causa del peccato, perché Egli ha la vita in se stesso e può risuscitare chi vuole. Egli ha il diritto di conferire l’immortalità; Egli riprende possesso di quella vita che come uomo ha deposto e la comunica all’umanità: “Io son venuto perché abbian la vita e l’abbiano ad esuberanza” (Giovanni 10:10); “Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna” (Giovanni 4:14); “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Giovanni 6:54.SU 603.5

    Per il credente la morte è un’esperienza marginale; il Cristo ne parla come di un fatto momentaneo: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte”. Giovanni 8:51. Per il cristiano la morte è soltanto un sonno, un riposo nel silenzio e nell’oscurità. La sua vita è nascosta con Cristo in Dio, e “quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria”. Colossesi 3:4.SU 604.1

    La voce che esclamò sulla croce: “È compiuto!”, fu udita anche dai morti. Attraversò i muri del sepolcro e invitò coloro che dormivano ad alzarsi. Lo stesso avverrà quando la voce del Cristo si farà udire dal cielo. Quella voce penetrerà nei sepolcri, li spalancherà, e i morti in Cristo risusciteranno. Al momento della risurrezione del Salvatore si aprirono solo poche tombe; ma al suo ritorno, tutti i giusti morti ascolteranno la sua voce e usciranno per una vita gloriosa e immortale. La stessa potenza che ha risuscitato il Cristo dai morti farà risuscitare la sua chiesa, la glorificherà con lui al di sopra di ogni principato, di ogni potestà e di ogni nome che si può nominare non solo in questa vita, ma anche in quella futura.SU 604.2

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