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La speranza dell’uomo

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    Capitolo 61: Zaccheo

    Nel suo viaggio verso Gerusalemme Gesù passò da Gerico. Questa città sorgeva a pochi chilometri dal Giordano, sul lato occidentale della valle, in mezzo a una vegetazione lussureggiante. Gerico, con i suoi palmeti e i ricchi giardini irrigati da sorgenti, brillava come uno smeraldo nello scenario delle colline di calcare, fra i burroni deserti che la separavano da Gerusalemme.SU 416.1

    Molte carovane dirette alla capitale per la festa passavano da Gerico. La città festeggiava sempre il loro arrivo, ma questa volta c’era un motivo in più. Si sapeva che il Maestro di Galilea, che poco tempo prima aveva risuscitato Lazzaro, era in mezzo alla folla; e nonostante girassero voci sul complotto dei sacerdoti, molti erano pronti a rendergli omaggio.SU 416.2

    Sin dall’antichità Gerico era una delle città riservate ai sacerdoti; al tempo di Gesù molti vi risiedevano stabilmente. Ma la città era abitata anche da una popolazione eterogenea. Gerico era un importante nodo di transito e c’erano molti ufficiali e soldati romani, stranieri di diversa provenienza e molti pubblicani addetti alla riscossione delle tasse.SU 416.3

    Zaccheo, capo dei pubblicani, era ebreo ed era odiato dai suoi concittadini. La sua responsabilità e la sua ricchezza erano considerate come la ricompensa di una professione aborrita che evocava ingiustizia ed estorsione. Ma quel ricco esattore non aveva un cuore così indurito come sembrava. Sotto l’apparenza mondana e orgogliosa c’era un cuore sensibile all’influsso divino. Zaccheo aveva sentito parlare di Gesù.SU 416.4

    Si era diffusa la voce che quel Maestro trattasse con gentilezza e affabilità l’odiata classe dei pubblicani, e nell’animo di quel capo sorse il desiderio di una vita migliore. Giovanni Battista aveva predicato lungo le rive del Giordano, a pochi chilometri da Gerico, e Zaccheo aveva udito il suo invito al pentimento. Le sue parole ai pubblicani: “Non riscotete nulla di più di quello che v’è ordinato” (Luca 3:13), apparentemente disdegnate, si erano impresse nella sua mente. Egli conosceva le Scritture e si convinse che il suo stile di vita era sbagliato. Poi, udendo parlare del messaggio di quel grande Maestro, si sentì un peccatore davanti a Dio. Ma ciò che aveva udito riaccese la speranza nel suo cuore. Era possibile anche per lui un pentimento e un cambiamento, poiché aveva udito che un pubblicano era diventato uno dei più stretti collaboratori del Maestro. Zaccheo aveva iniziato a seguire le sue nuove convinzioni e a riparare i torti.SU 416.5

    Questo era lo stato d’animo di Zaccheo, quando si sparse la notizia che Gesù stava entrando in Gerico. Zaccheo decise di vederlo. Si rendeva conto dell’amarezza del peccato e delle difficoltà che incontra chi vuole abbandonare una via sbagliata. Gli era penoso non essere capito ed essere guardato con sospetto mentre tentava di riparare i suoi errori. Per questo, quel capo dei pubblicani desiderava vedere in viso colui le cui parole avevano acceso la speranza nel suo cuore.SU 417.1

    Le strade erano affollate e Zaccheo, piccolo di statura, non poteva vedere nulla oltre la testa della gente. Nessuno voleva fargli spazio. Allora quel ricco esattore corse davanti alla folla, dove un sicomoro stendeva i suoi ampi rami sulla strada, vi si arrampicò e si sedette su un ramo per poter vedere bene Gesù quando sarebbe passato. La folla si avvicinava e Zaccheo cercava attentamente il Maestro che desiderava tanto conoscere.SU 417.2

    Quel desiderio inespresso giunse al cuore di Gesù al di sopra del clamore dei sacerdoti e dei rabbini e delle grida di saluto della folla. Improvvisamente la folla si ferma sotto l’albero, quelli che precedono e quelli che seguono sostano, mentre uno sguardo penetrante si volge verso l’alto. Quasi non credendo alle sue orecchie l’uomo sull’albero ode queste parole: “Zaccheo, scendi presto, perché oggi debbo albergare in casa tua”. Luca 19:5.SU 417.3

    La folla si scosta e Zaccheo, come in un sogno, guida Gesù sino alla sua casa. Ma i rabbini con i volti aggrottati mormorano: “È andato ad albergare da un peccatore!” Luca 19:7.SU 417.4

    Zaccheo, stupito di fronte all’amore e alla disponibilità di Gesù che si era fermato da lui nonostante la sua indegnità, non pronunciò parola. Ma l’amore e la lealtà verso il suo nuovo Maestro finirono per indurlo a esprimere a tutti il suo pentimento.SU 417.5

    Davanti alla folla dichiarò: “Ecco, Signore, la metà de’ miei beni la do ai poveri; e se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo. E Gesù gli disse: Oggi la salvezza è entrata in questa casa, poiché anche questo è figliuolo d’Abramo”. Luca 19:8, 9.SU 417.6

    Quando il giovane ricco si allontanò da Gesù, i discepoli si stupirono perché il Maestro aveva detto: “Figliuoli, quant’è malagevole a coloro che si confidano nelle ricchezze entrare nel regno di Dio... I discepoli sbigottiti si dicevano fra loro: Chi dunque può esser salvato?” Marco 10:24, 26. Ora, davanti a Zaccheo, avevano la riprova della verità di altre parole di Gesù: “Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio”. Luca 18:27. Vedevano come era possibile che attraverso la grazia di Dio un uomo ricco entrasse nel regno del Signore.SU 417.7

    Prima ancora di vedere il volto di Gesù, in Zaccheo era iniziata quell’esperienza che doveva concludersi con un totale pentimento. Prima di essere accusato dagli uomini, aveva confessato i suoi peccati, aveva ascoltato la voce dello Spirito Santo e aveva iniziato a seguire le parole scritte per l’antico Israele e per ogni uomo. Il Signore aveva detto molto tempo prima: “Nessun di voi danneggi il suo fratello, ma temerai il tuo Dio... Se il tuo fratello ch’è presso di te è impoverito e i suoi mezzi vengon meno, tu lo sosterrai, anche se forestiero e avventizio, onde possa vivere presso di te. Non trarre da lui interesse, né utile; ma temi il tuo Dio, e viva il tuo fratello presso di te. Non gli darai il tuo danaro a interesse, né gli darai i tuoi viveri per ricavarne un utile”. Levitico 25:17, 35-37. Quelle parole erano state pronunciate dal Cristo stesso dalla colonna di nuvole e la prima risposta di Zaccheo all’amore di Gesù fu la compassione verso il povero e il sofferente.SU 418.1

    I pubblicani si erano uniti per meglio opprimere il popolo e sostenersi reciprocamente nelle loro azioni disoneste. Compiendo delle estorsioni, seguivano un’usanza molto diffusa. Persino i sacerdoti e i rabbini, che disprezzavano i pubblicani, erano colpevoli di arricchimenti illeciti, compiuti con il pretesto della loro sacra missione. Ma appena Zaccheo ebbe ceduto all’influsso dello Spirito Santo, abbandonò tutte le abitudini disoneste.SU 418.2

    Ogni pentimento sincero produce un cambiamento del comportamento. La giustizia del Cristo non è un abito che serve per coprire i peccati non confessati e non perdonati: è un principio di vita che trasforma il carattere e lo stile di vita. Il Signore considera la santità come un’esperienza globale, che consiste nella piena consacrazione del cuore e della vita ai princìpi del cielo.SU 418.3

    Le attività economiche del cristiano devono svolgersi secondo i princìpi divini. In tutto quello che fa, deve dimostrare che Dio è il suo maestro. I libri contabili, i contratti, le fatture, le cambiali devono portare il segno della santità di Dio. Coloro che si professano discepoli del Cristo ma che agiscono con disonestà, danno una falsa testimonianza del carattere, della santità, della giustizia e della misericordia di Dio. Ogni uomo che ha accolto il Cristo nel cuore manifesterà la sua conversione come Zaccheo, mediante l’abbandono degli errori passati. Come il capo dei pubblicani, manifesterà la sua sincerità riparando i torti commessi. Il Signore dice: “Se rende il pegno, se restituisce ciò che ha rapito, se cammina secondo i precetti che danno la vita, senza commettere l’iniquità, per certo egli vivrà, non morrà; tutti i peccati che ha commessi non saranno più ricordati contro di lui”. Ezechiele 33:15, 16.SU 418.4

    Se abbiamo fatto un torto ad altri con affari disonesti, se abbiamo ingannato nel commercio, o frodato qualcuno, anche entro i limiti della legalità, dobbiamo confessare il nostro errore e riparare nei limiti del possibile. Dobbiamo restituire non solo ciò che abbiamo sottratto, ma anche tutti gli interessi che nel frattempo sarebbero maturati.SU 419.1

    Il Signore disse a Zaccheo: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. La benedizione su Zaccheo si estese a tutta la sua casa. Gesù si recò nella sua abitazione per insegnargli le lezioni di verità e per istruire i suoi familiari nelle cose del regno. Questa famiglia era stata esclusa dalla sinagoga per il disprezzo dei rabbini e degli altri adoratori; ma ora, più privilegiata di tutte le altre di Gerico, si riuniva nella propria casa intorno al divino Maestro, per ascoltare le sue parole di vita.SU 419.2

    Colui che accoglie Gesù, accoglie la salvezza. Zaccheo aveva ricevuto Gesù nella sua casa, non come un ospite di passaggio, ma come colui che abitava nel tempio del suo spirito. Gli scribi e i farisei lo accusarono di essere un peccatore e mormorarono contro di lui perché era andato a casa sua, ma il Signore riconobbe in lui un figlio di Abramo. Perché “coloro i quali hanno la fede, son figliuoli d’Abramo”. Galati 3:7.SU 419.3

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