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La speranza dell’uomo

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    Capitolo 86: “Ammaestrate tutti i popoli”

    Poco prima di salire in cielo, Gesù dette questo mandato ai discepoli: “Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli”. Matteo 28:18, 19. “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura”. Marco 16:15. Queste parole furono ripetute più volte affinché i discepoli ne afferrassero il significato. La luce del cielo doveva risplendere con i suoi raggi forti e luminosi su tutti gli uomini, umili e potenti, ricchi e poveri. I discepoli erano chiamati a collaborare con il loro Redentore per la salvezza del mondo.SU 625.1

    Gesù affidò questo mandato ai dodici quando li incontrò nella camera alta, e lo ripeté poi a un numero più ampio di credenti. Su una montagna della Galilea ci fu un grande incontro a cui parteciparono tutti i credenti; Gesù stesso, prima di morire, aveva fissato il tempo e il luogo dell’incontro. L’angelo al sepolcro aveva ricordato ai discepoli che Gesù aveva promesso di ritrovarsi con loro in Galilea. Quella promessa fu ripetuta ai credenti riuniti a Gerusalemme durante la settimana di Pasqua, e tramite loro fu trasmessa anche ai fedeli isolati che piangevano per la morte del loro Signore. Tutti attendevano con grande impazienza quell’incontro. Percorrendo strade secondarie, giunsero in Galilea da varie direzioni per non suscitare i sospetti dei capi del popolo. I loro cuori vibravano mentre lungo il cammino parlavano delle voci che erano giunte loro a proposito del Cristo.SU 625.2

    Nel momento stabilito, circa cinquecento credenti si trovarono riuniti, a piccoli gruppi, sul fianco della montagna, pronti ad ascoltare la testimonianza di coloro che avevano visto il Cristo dopo la sua risurrezione. I discepoli andavano da un gruppo all’altro, raccontando ciò che avevano udito su Gesù, e spiegavano le Scritture come il Maestro le aveva spiegate loro. Tommaso parlava dei suoi dubbi e di come erano stati fugati. All’improvviso Gesù apparve fra loro. Nessuno avrebbe saputo dire da dove e come era venuto. Molti dei presenti non lo avevano mai visto prima, ma le sue mani e i suoi piedi recavano i segni della crocifissione; aveva un aspetto divino, e appena lo videro lo adorarono. Alcuni, come accade sempre, dubitavano. Erano coloro che non riuscivano ad abbandonarsi completamente alla fede e rimanevano dalla parte del dubbio.SU 625.3

    Fu quella l’unica volta in cui Gesù dopo la risurrezione si incontrò con un gran numero di credenti. Disse loro: “Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra”. Prima che Egli parlasse, i discepoli l’avevano già adorato; ma quelle parole che sgorgavano da labbra che erano state chiuse dalla morte, infusero in loro una particolare potenza. Egli era il Salvatore risorto. Molti dei presenti lo avevano visto quando aveva manifestato la sua potenza nella guarigione dei malati e nella liberazione degli indemoniati. Credevano che avesse il potere di instaurare il suo regno in Gerusalemme, vincere ogni opposizione e dominare tutti gli elementi della natura. Aveva calmato le acque infuriate, aveva camminato sulle onde agitate, aveva richiamato i morti alla vita. In quel momento Egli affermava che “ogni potestà” gli era stata data. Le sue parole fecero volgere l’attenzione dei suoi ascoltatori dalle cose terrene e temporali a quelle divine ed eterne e furono testimoni così della più alta manifestazione della sua dignità e della sua gloria.SU 626.1

    Il Cristo, sul pendio del monte, annunciò che il suo sacrificio era stato totale, che le condizioni della redenzione erano state adempiute, che l’opera che era venuto a compiere nel mondo era conclusa. Egli stava per dirigersi verso il trono di Dio, dove sarebbe stato onorato dagli angeli, dai principati e dalle potestà. Avendo iniziato l’opera di mediazione ed essendo rivestito di un’autorità immensa, dette ai discepoli questo mandato: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. Matteo 28:19, 20.SU 626.2

    Il popolo ebraico aveva ricevuto un patrimonio di verità sacre, ma a causa dei farisei era diventato il più esclusivista e fanatico di tutti i popoli. I sacerdoti, in tutte le loro cose — nei vestiti, nelle abitudini, nelle cerimonie, nelle tradizioni — erano indegni di essere la luce del mondo. Nella loro grettezza pensavano che il mondo si limitasse alla loro nazione. Ma il Cristo disse ai suoi discepoli di proclamare una fede e un culto privi di ogni ombra di nazionalismo od orgoglio di casta, una fede e un culto adatti a tutti i popoli, a tutte le nazioni, a tutte le classi.SU 626.3

    Prima di lasciare i discepoli, Gesù parlò chiaramente della natura del suo regno; ricordò loro i suoi insegnamenti precedenti e disse che non era venuto per fondare un regno temporale, ma per stabilirne uno spirituale. Egli non avrebbe regnato come un re terreno sul trono di Davide. Spiegò ancora le Scritture, dimostrando che tutto ciò che era accaduto era stato previsto in cielo, in accordo con il Padre. Tutto era stato predetto da uomini ispirati dallo Spirito Santo. Disse loro: Avete visto che, secondo quanto vi avevo predetto, sono stato rigettato come Messia. Tutto quello che ho predetto sulla mia umiliazione e sulla mia morte si è attuato. Il terzo giorno sono risuscitato. Studiate con più cura le Scritture e vedrete che tutto quello che le profezie hanno detto su di me, si è adempiuto.SU 626.4

    Gesù disse ai discepoli di iniziare a Gerusalemme l’opera che era stata loro affidata. Gerusalemme era stata testimone della sua umiliazione vittoriosa in favore degli uomini. Era nato nella terra di Giuda, in quella terra aveva sofferto ed era stato rifiutato e condannato. Là, in veste umana, era vissuto con gli uomini, sebbene pochi si fossero accorti della vicinanza del cielo mentre era in mezzo a loro. L’attività dei discepoli doveva iniziare proprio a Gerusalemme.SU 627.1

    Pensando a tutto ciò che il Cristo aveva sofferto in quel luogo e all’ingratitudine che gli era stata manifestata, i discepoli avrebbero potuto chiedere di iniziare altrove la loro opera. Ma non lo fecero. Essi accettarono di coltivare il terreno dove Gesù aveva sparso il seme della verità; quel seme sarebbe germogliato e avrebbe prodotto un raccolto abbondante. Nella loro missione i discepoli avrebbero dovuto affrontare persecuzioni per la gelosia e l’odio degli ebrei; ma non dovevano evitare di passare attraverso le prove che il loro Maestro aveva sopportato. Era necessario rivolgere il primo invito della misericordia a coloro che erano stati gli assassini del Salvatore.SU 627.2

    In Gerusalemme molti credevano in Gesù di nascosto e altri erano stati ingannati dai sacerdoti e dai capi. Il Vangelo doveva essere presentato proprio a loro per invitarli al pentimento. Bisognava diffondere la meravigliosa verità della remissione dei peccati tramite il Cristo. In Gerusalemme, ancora tutta eccitata per gli straordinari avvenimenti delle ultime settimane, la proclamazione del messaggio del Vangelo avrebbe prodotto una profonda impressione.SU 627.3

    L’opera però non doveva fermarsi a Gerusalemme, ma estendersi fino alle estremità della terra. Gesù disse ai discepoli: Voi siete stati testimoni della mia vita di rinuncia in favore del mondo. Avete visto le mie fatiche per Israele. Sebbene non siano voluti venire a me per avere la vita, sebbene i sacerdoti e i capi abbiano fatto come hanno voluto e mi abbiano rigettato, adempiendo in questo le Scritture, sarà offerta loro ancora un’occasione per accettare il Figlio di Dio. Avete visto che io liberamente accolgo tutti quelli che vengono a me per confessare i loro peccati. Io non rigetterò chi viene a me. Tutti coloro che lo vorranno, potranno essere riconciliati con Dio e ricevere la vita eterna. Affido a voi, miei discepoli, questo messaggio di misericordia. Sarà prima annunciato a Israele e poi a tutte le nazioni, lingue e popoli. Deve essere trasmesso agli ebrei e ai Gentili. Tutti coloro che credono saranno riuniti in una sola chiesa.SU 627.4

    Attraverso il dono dello Spirito Santo i discepoli avrebbero ricevuto una potenza straordinaria. La loro testimonianza sarebbe stata confermata da segni e prodigi. I miracoli sarebbero stati compiuti non soltanto dagli apostoli, ma anche da coloro che avrebbero ricevuto il messaggio. Gesù ha detto: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno”. Marco 16:17, 18.SU 628.1

    In quell’epoca si usava spesso avvelenare la gente. Uomini privi di scrupoli non esitavano a eliminare con questi mezzi quanti ostacolavano le loro ambizioni. Gesù sapeva che la vita dei discepoli era in pericolo. Molti avrebbero pensato di rendere un servizio a Dio condannando a morte i suoi testimoni. Perciò promise di proteggerli da questo pericolo.SU 628.2

    I discepoli avrebbero ricevuto la stessa potenza di cui disponeva Gesù per sanare “ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo”. Guarendo nel suo nome coloro che erano colpiti dal male, avrebbero testimoniato che Egli ha il potere di guarire l’anima. Cfr. Matteo 4:23; 9:6. Fu promessa loro una nuova effusione di Spirito. Dovendo predicare tra le altre nazioni, i discepoli avrebbero ricevuto la capacità di parlare in altre lingue. Sebbene gli apostoli e gli altri discepoli fossero uomini senza istruzione, per l’effusione dello Spirito che avvenne nel giorno della Pentecoste, impararono a parlare un linguaggio puro, semplice e corretto, sia che si esprimessero nel proprio idioma sia in una lingua straniera.SU 628.3

    Gesù affidò ai discepoli quel mandato. Fece tutto ciò che era necessario per assicurare il proseguimento della sua opera e garantirne il successo. I suoi discepoli, se ubbidiscono alla sua parola e collaborano con lui, non subiranno sconfitte. Egli ha ordinato loro di andare da tutti i popoli, sino alle estremità della terra, e ha promesso la sua costante presenza. Li ha invitati a lavorare con fiducia, perché Egli non li dimentica mai.SU 628.4

    Il mandato del Salvatore si estende a tutti i credenti, sino alla fine dei tempi. È un grave errore pensare che il ministero della salvezza degli uomini spetti soltanto ai pastori.SU 628.5

    Tutti coloro che hanno ricevuto la grazia divina hanno anche il compito di diffondere il messaggio del Vangelo. Chi accetta il Cristo deve operare per la salvezza del prossimo. La chiesa è stata fondata per questa ragione, e coloro che entrano a farne parte diventano collaboratori del Cristo.SU 628.6

    “E lo Spirito e la sposa dicono: Vieni. E chi ode dica: Vieni”. Apocalisse 22:17. Chiunque ode l’invito deve ripeterlo. Il credente, qualunque sia la sua occupazione terrena, deve innanzi tutto conquistare uomini per il regno del Cristo. Anche se non è capace di parlare a un grande pubblico, può lavorare per i singoli, trasmettendo loro le istruzioni ricevute dal Signore. Il ministero non consiste unicamente nella predicazione. Esercitano un ministero anche coloro che hanno cura dei malati e dei sofferenti, che aiutano i bisognosi, che pronunciano parole di consolazione agli scoraggiati e ai dubbiosi. Vicino e lontano vi sono anime che languono sotto il peso delle loro colpe. Non sono le difficoltà, le fatiche o la povertà che degradano l’umanità, ma il peccato e il male. Il senso di colpa produce inquietudine e scontentezza. Il Cristo vuole che i suoi discepoli offrano soccorso agli uomini che soffrono per il peccato.SU 629.1

    I discepoli dovevano iniziare la loro opera nei luoghi stessi in cui si trovavano, senza tralasciare quelli più difficili e meno promettenti. Così ogni collaboratore del Cristo deve iniziare a testimoniare là dove vive. Nella sua stessa famiglia possono esservi persone che hanno bisogno di simpatia e desiderano il pane della vita; possono esservi bambini da educare per il Cristo. Vi possono essere dei pagani che abitano anche nella porta accanto alla nostra. Compiamo fedelmente l’opera nei luoghi più vicini, fino a estenderla là dove ci guiderà la mano del Signore. Ad alcuni il lavoro potrà sembrare circoscritto e limitato ma, se compiuto con fede e con cura, si manifesteranno i suoi effetti fino agli estremi limiti del mondo. Quando Gesù era sulla terra, il suo ministero sembrava confinato a un piccolo paese; ma grandi folle nel mondo hanno udito il suo messaggio. Spesso Dio utilizza mezzi semplici per ottenere grandi risultati. Egli vuole che tutte le parti della sua opera siano collegate fra loro, come in un ingranaggio in cui tutto il meccanismo funziona in armonia. Anche il più umile testimone, se guidato dallo Spirito Santo, saprà toccare delle corde invisibili, le cui vibrazioni si ripercuoteranno fino alle estremità della terra e nell’eternità.SU 629.2

    Ma non si deve dimenticare l’ordine che ci è stato dato di andare in tutta la terra. Ci viene rivolto l’invito a volgere lo sguardo verso i paesi lontani. Il Cristo ha abbattuto il muro di separazione, i pregiudizi nazionalistici e ci ha insegnato ad amare tutta la famiglia umana. Egli è venuto per liberare gli uomini dall’angusto cerchio del loro egoismo, e per abolire tutte le frontiere e le distinzioni di classe. Egli non fa nessuna differenza tra connazionali e stranieri, tra amici e nemici. Ci insegna a riconoscere come nostro fratello chiunque è in difficoltà e a considerare il mondo come il nostro campo di attività.SU 629.3

    Dopo che il Salvatore ebbe detto: “Andate, dunque, ammaestrate tutti popoli” aggiunse: “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio cacceranno i demoni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; e se pur bevessero alcunché di mortifero, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno”. Questa promessa ha una portata tanto ampia quanto lo è il mandato. Non tutti i doni vengono concessi a ogni credente; lo Spirito distribuisce “i suoi doni a ciascuno in particolare come Egli vuole”. 1 Corinzi 12:11. Ma i doni dello Spirito sono promessi a ogni credente, secondo ciò che è necessario per adempiere l’opera del Signore. Quella promessa è valida oggi quanto lo era ai tempi degli apostoli. “Or questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto”. Questo è il privilegio dei figli di Dio e la fede dovrebbe impossessarsi di tutto ciò che le è accessibile.SU 630.1

    “Imporranno le mani agl’infermi ed essi guariranno”. Questo mondo è come un grande ospedale, ma Gesù è venuto per guarire gli ammalati e per liberare i prigionieri di Satana. Egli era sano e forte; infondeva la sua vita agli ammalati, agli afflitti e agli indemoniati, e non scacciava nessuno di tutti coloro che si rivolgevano a lui per beneficiare della sua potenza di guarigione. Sapeva che quanti gli chiedevano aiuto soffrivano per le loro colpe; ma non per questo si rifiutava di aiutarli. Quando la potenza del Cristo penetrava in quelle povere anime, esse si convincevano di peccato e molte venivano guarite sia dalle malattie spirituali sia da quelle fisiche. Il Vangelo ha sempre la stessa potenza; perché oggi non dovremmo ottenere gli stessi risultati?SU 630.2

    Il Cristo ode i lamenti di ogni sofferente. Quando uno spirito malvagio tormenta un corpo umano, Egli ne sente lo strazio. Quando la febbre inaridisce la corrente di vita, Egli ne avverte l’agonia. Gesù ora è disposto a guarire gli ammalati come quando lo era quando viveva sulla terra. I suoi discepoli sono i suoi rappresentanti e i suoi strumenti di lavoro; tramite loro desidera esercitare la sua potenza di guarigione.SU 630.3

    Il modo in cui Gesù guariva gli ammalati conteneva delle lezioni per i discepoli. Una volta sparse del fango sugli occhi di un cieco, e gli disse: “Va’, lavati nella vasca di Siloe... Egli dunque andò e si lavò, e tornò che ci vedeva”. Giovanni 9:7. Soltanto la potenza del gran Medico poteva guarire; ma Gesù si servì ugualmente di semplici mezzi naturali. Pur non raccomandando l’uso di medicine, Gesù sanzionò l’impiego di rimedi semplici e naturali. A molti che erano stati guariti, Gesù diceva: “Non peccar più, che non t’accada di peggio”. Giovanni 5:14. Insegnava così che la malattia è il risultato della violazione delle leggi di Dio, sia di quelle della natura sia di quelle dello spirito. Non ci sarebbe tanta sofferenza nel mondo se gli uomini vivessero secondo la legge del Creatore.SU 630.4

    Il Cristo è stato la guida e il maestro dell’antico Israele e ha insegnato che la salute è il frutto dell’ubbidienza alle leggi di Dio. Il gran Medico che guariva gli ammalati in Palestina, aveva parlato al suo popolo dalla colonna di nuvola, per dir loro che cosa dovevano fare e ciò che Dio avrebbe fatto per loro. “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandato addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco”. Esodo 15:26. Il Cristo dette a Israele istruzioni dettagliate sul modo di vivere e gli fece questa promessa: “L’Eterno allontanerà da te ogni malattia”. Deuteronomio 7:15. Fino a quando il popolo rispettò le condizioni prescritte, questa promessa si adempì. “Non vi fu alcuno, fra le sue tribù, che fosse fiacco”. Salmi 105:37.SU 631.1

    Queste lezioni valgono anche per noi. Tutti coloro che vogliono mantenersi in buona salute devono conoscere e osservare queste condizioni. Il Signore non vuole che ignoriamo le sue leggi, sia naturali sia spirituali. Noi dobbiamo collaborare con Dio per ristabilire la salute del corpo e quella dello spirito.SU 631.2

    È nostro dovere insegnare come si può preservare e recuperare la salute. Dovremmo usare i rimedi che la natura ci offre e indicare ai malati colui che può dare la guarigione. È nostro compito presentare con fede al Cristo gli ammalati e i sofferenti; insegnare loro a credere nel gran Medico, ad aver fiducia nelle sue promesse e a pregare per ottenere la manifestazione del suo potere. L’essenza del Vangelo è la guarigione, e il Salvatore vuole che invitiamo gli ammalati, gli scoraggiati e i sofferenti ad attingere alla sua potenza.SU 631.3

    La potenza dell’amore si manifestava in tutte le guarigioni del Cristo; solo partecipando per fede a quell’amore, noi possiamo diventare strumenti nella sua opera. Se trascuriamo la comunione vivente con il Cristo, non potremo trasmettere al mondo la corrente di vita che infonde potenza. In alcune occasioni il Salvatore non poté compiere dei miracoli a causa dell’incredulità. Anche oggi l’incredulità separa la chiesa dal suo Medico divino. La fede della chiesa nelle realtà eterne è troppo debole; Dio è addolorato per questa mancanza di fede, e la sua gloria viene sminuita.SU 631.4

    La chiesa, quando compie l’opera del Cristo, può contare sulla sua presenza. Gesù ha detto: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli... Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. Prendere su di sé il giogo del Cristo è una delle prime condizioni per ricevere la sua potenza. La vita della chiesa dipende dalla fedeltà con cui adempie il mandato del Signore. Trascurare quest’opera significa creare debolezza e decadenza spirituali. Dove non c’è un lavoro attivo in favore degli altri, l’amore diminuisce e la fede si indebolisce.SU 632.1

    Il Cristo vuole che i suoi pastori educhino la chiesa a testimoniare del Vangelo. I membri devono apprendere a cercare e salvare chi è perduto. Ma è questa l’opera che ora essi svolgono? Purtroppo sono pochi coloro che cercano di accendere una scintilla di vita in una chiesa che sta per morire. Quante chiese vengono curate come se fossero agnelli ammalati, mentre si dovrebbero ricercare le pecore perdute. Nel frattempo, milioni e milioni di persone muoiono senza conoscere il Cristo.SU 632.2

    Dio ama profondamente gli uomini; gli angeli si stupiscono nel vedere la scarsa gratitudine di coloro che sono oggetto di tanto amore e l’indifferenza degli uomini di fronte all’amore di Dio. Il cielo si indigna nel vedere come viene trascurata la salvezza degli uomini. Il Cristo prova ciò che un padre e una madre sentirebbero sapendo che il loro figlio smarrito nel freddo e nella neve non è stato soccorso da persone che gli sono passate accanto. Quei genitori non si sentirebbero profondamente addolorati e indignati? Non denuncerebbero quegli assassini con uno sdegno ardente come le loro lacrime e intenso come il loro amore? Le sofferenze di ogni uomo sono quelle di un figlio di Dio, e coloro che non stendono la mano per soccorrere i loro simili che muoiono spiritualmente, provocano la giusta collera dell’Agnello. A coloro che si dichiarano discepoli del Cristo, ma sono indifferenti verso i loro fratelli bisognosi, Egli dirà nel gran giorno del giudizio: “Non so d’onde voi siate; dipartitevi da me voi tutti operatori di iniquità”. Luca 13:27.SU 632.3

    Nel suo mandato Gesù non ha solo tracciato il compito dei discepoli, ma ha anche dato un messaggio: “Insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate”. Essi dovevano insegnare non solo tutto quello che Egli aveva detto personalmente, ma anche gli avvertimenti che aveva dato attraverso i profeti e i maestri dell’Antico Testamento. Gli insegnamenti umani erano esclusi; non c’era posto né per le tradizioni, né per le teorie o le conclusioni umane, né per il diritto canonico. In questo mandato non erano comprese le leggi ordinate dall’autorità ecclesiastica, non vincolanti per i servitori del Cristo. Il tesoro affidato ai discepoli per essere trasmesso al mondo comprende “la legge e i profeti”, insieme con il racconto del suo insegnamento e delle sue opere. Il nome del Cristo è la loro parola d’ordine, il loro segno di riconoscimento, il vincolo della loro unione, il principio della loro condotta, la fonte del loro successo. Solo ciò che ha la sua approvazione sarà riconosciuto nel suo regno.SU 632.4

    Il Vangelo deve essere presentato non come una teoria priva di vitalità, ma come una forza capace di trasformare la vita. Dio desidera che coloro che sono oggetto della sua grazia diventino testimoni della sua potenza. Egli accoglie volentieri coloro che lo hanno maggiormente offeso con la loro condotta; quando si pentono infonde in loro il suo Spirito divino, affida loro incarichi di fiducia e li invia dagli altri uomini a proclamare la sua misericordia infinita. Egli vorrebbe che i suoi collaboratori testimoniassero che gli uomini, attraverso la sua grazia, possono acquisire un carattere simile a quello del Cristo e rallegrarsi nella certezza del suo grande amore. Vorrebbe che annunciassimo che Gesù non avrà pace finché la razza umana non sarà ristabilita e restaurata nella sacra posizione di figli e figlie di Dio.SU 633.1

    In Cristo c’è la tenerezza di un pastore, l’affetto di un padre e la grazia di un Salvatore compassionevole. Egli non si accontenta di pronunciare con affabilità le sue benedizioni; le offre nella maniera più persuasiva per far sorgere nei cuori il desiderio di riceverlo. Nello stesso modo i suoi discepoli devono presentare le ricchezze della gloria del suo dono ineffabile. La semplice ripetizione delle dottrine è inefficace, perché solo il meraviglioso amore del Cristo può toccare e consolare i cuori. “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio”. “O tu che rechi la buona novella a Sion, sali sopra un alto monte! O tu che rechi la buona novella a Gerusalemme, alza forte la voce! Alzala, non temere! Di’ alle città di Giuda: Ecco il vostro Dio! Come un pastore, Egli pascerà il suo gregge; raccoglierà gli agnelli in braccio, se li torrà in seno”. Isaia 40:1, 9, 11. Parlate alle persone di colui che “si distingue tra diecimila”, e la cui “persona è un incanto”. Cantico dei Cantici 5:10.SU 633.2

    Le parole da sole non possono dare questo messaggio che si deve riflettere nel carattere e manifestare nella vita. Il Cristo vuole che il suo ritratto sia riprodotto nei suoi discepoli, in coloro che Dio ha predestinati “ad esser conformi all’immagine del suo figliuolo”. Romani 8:29. In ogni fedele si deve manifestare l’amore del Cristo, la sua santità, la sua dolcezza, la sua misericordia e la sua verità.SU 633.3

    I primi discepoli andarono a predicare la Parola e manifestarono il messaggio del Cristo nella loro vita. Il Signore operava con loro “confermando la parola coi segni che l’accompagnavano”. Marco 16:20. Essi iniziarono a prepararsi per il loro ministero. Nei giorni che precedettero la Pentecoste si riunirono e superarono tutte le divisioni; erano di pari consentimento. Credevano nella promessa del Cristo e pregavano fiduciosi. Non chiedevano una benedizione soltanto per sé, perché sentivano la responsabilità della salvezza degli uomini. Il messaggio del Vangelo doveva essere annunciato sino alle estremità della terra ed essi reclamavano la potenza promessa dal Cristo. Allora lo Spirito Santo scese su loro, e migliaia di persone si convertirono in un giorno solo.SU 633.4

    Lo stesso può accadere ora. È necessario predicare la Parola di Dio e non le speculazioni umane. È necessario che i cristiani mettano da parte ciò che è causa di divisione e si consacrino all’opera della salvezza. Che essi chiedano con fede la benedizione di Dio, ed essa sarà loro concessa. La discesa dello Spirito Santo ai giorni degli apostoli fu la pioggia della prima stagione, e i suoi risultati sono stati gloriosi. Ma quando cadrà la pioggia dell’ultima stagione, i risultati saranno ancora più abbondanti. Cfr. Gioele 2:23.SU 634.1

    Tutti coloro che consacrano a Dio corpo, anima e spirito, riceveranno un’abbondante misura di forza fisica e mentale. Le inesauribili ricchezze del cielo saranno a loro disposizione. Il Cristo concede loro il soffio del suo spirito, la sua propria vita. Lo Spirito Santo con le sue possenti risorse opera nel cuore e nella mente. La grazia di Dio rafforza e sviluppa le facoltà, e tutte le perfezioni della natura divina contribuiscono all’opera della salvezza degli uomini. Mediante la collaborazione con il Cristo, esse diventano perfette in lui e capaci — nonostante l’umana debolezza — di compiere l’opera dell’Onnipotente.SU 634.2

    Il Salvatore desidera manifestare la sua grazia e imprimere il suo carattere in tutti gli uomini. Egli ha acquistato gli uomini con il suo sangue e desidera renderli liberi, puri e santi. Sebbene Satana tenti di ostacolare l’opera di Dio, tramite il sangue del Cristo sparso per il mondo, gli uomini possono essere redenti alla gloria di Dio e dell’Agnello. Il Cristo non sarà soddisfatto fino a quando la vittoria non sarà conseguita in modo definitivo. Allora “vedrà il frutto del tormento dell’anima sua, e ne sarà saziato”. Isaia 53:11. Tutte le nazioni della terra udranno il messaggio del Vangelo della sua grazia. Non tutte accoglieranno questa grazia, ma una “posterità lo servirà; si parlerà del Signore alla ventura generazione”. Salmi 22:30. “E il regno e il dominio e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo” (Daniele 7:27) e “la terra sarà ripiena della conoscenza dell’Eterno, come il fondo del mare dell’acque che lo coprono... Si temerà il nome dell’Eterno dall’occidente, e la sua gloria dall’oriente”. Isaia 11:9; 59:19.SU 634.3

    “Quanto son belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone novelle, che annunzia la pace, ch’è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: Il tuo Dio regna!... Date assieme in gridi di giubilo, o ruine di Gerusalemme!... L’Eterno ha nudato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; e tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”. Isaia 52:7, 9, 10.SU 635.1

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