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I tesori delle testimionianze 1

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    La maledizione dell’egoismo

    Nelle nostre grandi città occorrono dei missionari di Dio che si rivolgano a coloro che sono ancora immersi nelle tenebre della morte. Per ricondurre l’umanità a un Dio misericordioso sono necessari uomini d’esperienza che oltre alla forza della fede manifestino la dolcezza e la saggezza. L’egoismo è una vera maledizione! Esso ci impedisce di diventare collaboratori di Dio, di comprendere tutte le esigenze dell’impegno che deve ispirare in noi uno zelo ardente. Tutte le nostre energie devono essere sottomesse al Cristo. Unirci a coloro che diffondono l’errore significa lavorare per il male e aiutare la parte avversa, offrendo così un vantaggio ai nostri nemici. La verità divina non ammette compromessi con il peccato, non accetta nessun tipo di rapporto con tutto ciò che riguarda forme di inganno e trasgressione. Abbiamo bisogno di soldati pronti a rispondere alla chiamata, pronti all’azione immediata e non di soldati che nei momenti cruciali siano intenti ad aiutare il nemico.TT1 316.5

    La nostra è una grande opera. Molti, pur dicendo di credere in queste sacre verità, sono paralizzati dagli inganni di Satana e non fanno nulla in favore dell’opera del Signore, anzi la ostacolano. Quando si decideranno ad agire come persone che aspettano il Signore? Quando si decideranno a manifestare uno zelo proporzionato alla loro fede? Molti, egoisticamente, non utilizzano i propri mezzi e placano la propria coscienza progettando di fare qualcosa di grande per l’opera di Dio dopo la loro morte. Essi fanno testamento assegnando alla chiesa una forte somma e si tranquillizzano pensando di aver fatto, così, tutto quello che era stato loro richiesto. Con un gesto simile, in che modo dimostrano il loro spirito di sacrificio? Non hanno forse trasmesso tutta l’essenza del loro egoismo? Essi offrono al Signore solo ciò che non possono più godere, trattengono quello che possiedono fino a quando non si sentono costretti, da quel messaggero che non ammette rinvii, a lasciare tutto.TT1 317.1

    Questi testamenti dimostrano spesso una vera e propria avidità. Dio ha fatto di noi i suoi amministratori e, in nessun caso, ci ha autorizzati a trascurare il nostro dovere o a lasciare che altri lo compiano per noi. La richiesta di offerte per lo sviluppo dell’opera di Dio non sarà mai urgente come ora; il nostro denaro non potrà mai dare risultati maggiori di oggi. Ogni giorno di ritardo in vista del suo corretto investimento limita il periodo di tempo nel quale esso potrà servire per la salvezza dell’umanità. Se lasciamo che altri facciano ciò che Dio ha affidato a ognuno di noi, commettiamo un torto nei confronti di noi stessi e di colui che ci ha donato tutto ciò che possediamo. Gli altri come possono realizzare meglio di noi la nostra opera in favore del prossimo? Dio vuole che ogni uomo sia esecutore del proprio testamento nell’arco della sua vita. Avversità, contrattempi, problemi e altre cose ancora possono sopraggiungere e impedire che si realizzi quel progetto perché chi ha ammassato una fortuna non è più là per occuparsene. è triste constatare che molti trascurano le occasioni di fare del bene e aspettano di essere esonerati dall’incarico di amministratori, prima di restituire a Dio quei beni che egli aveva prestato loro perché fossero utilizzati alla sua gloria.TT1 317.2

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