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I tesori delle testimionianze 3

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    La gloria del vangelo

    Affinché l’uomo non perdesse i benefici risultati della beneficienza, il nostro Redentore cercò di farlo diventare suo collaboratore. Dio potrebbe raggiungere il suo obiettivo di salvare il peccatore senza l’aiuto dell’uomo. Egli però sa che l’uomo non potrebbe essere felice se non svolgesse una parte in questa grande opera. Mediante una catena di circostanze positive, Egli riversa sull’uomo i migliori mezzi per stimolare la sua generosità, per alimentare in lui l’abitudine di prestare soccorso al povero e di sostenere la sua opera. Il mondo, con tutte le sue grandi necessità, fa appello ai nostri talenti di denaro e di influenza perché gli sia presentata la verità di cui ha urgente bisogno. Prestando ascolto a questi richiami, lavorando e compiendo degli atti di beneficienza, noi ci atteniamo al’immagine di colui che per amor nostro si fece povero. Dando, noi facciamo del bene agli altri e accumuliamo delle vere ricchezze.TT3 259.5

    La gloria del Vangelo si basa sul principio della restaurazione nella umanità caduta del’immagine divina mediante una costante manifestazione di benevolenza. Questa opera ebbe inizio nelle corti celesti. Fu là che Dio diede agli esseri umani una inconfondibile evidenza del’amore col quale Egli li considerava. Egli “ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Unigenito Figliuolo affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”. Giovanni 3:16. Il dono di Cristo rivela il cuore del Padre. Esso testimonia che avendo intrapreso la nostra redenzione, Egli non risparmierà nulla, per caro che possa essere, di quanto è necessario per il compimento della sua opera.TT3 259.6

    Lo spirito di generosità è lo spirito del cielo. L’altruistico amore di Cristo è stato rivelato sulla croce. Perché l’uomo potesse essere salvato, Egli diede tutto quello che aveva e quindi diede se stesso. La croce di Cristo fa appello alla beneficienza di ogni seguace del beato Salvatore. Il principio qui illustrato è di dare senza alcuna riserva. Questo principio può essere attuato mediante la concreta beneficienza e le buone opere. Esso contraddistingue il vero spirito cristiano. Il principio del mondo, invece, è contraddistinto da una sete inestinguibile di guadagno e di conquista. Seguendo questo principio gli uomini pensano di assicurarsi la felicità. Essi si ingannano. Tale principio porterà con sé un triste retaggio di miseria e di morte.TT3 259.7

    La luce del Vangelo che risplende dalla croce di Cristo rimprovera l’egoista e incoraggia la generosità e la beneficienza. Non ci si dovrebbe lamentare se il numero delle richieste cresce. In questo modo Dio invita il suo popolo a uscire dalla sua sfera limitata di azione. Esso si deve impegnare in imprese più ambiziose. Uno sforzo illimitato ci è chiesto ora che le tenebre del’immoralità e della malvagità coprono il mondo. Molti del popolo di Dio corrono il pericolo di venire travolti dalla mondanità e dalla concupiscenza. Essi dovrebbero capire che è la sua misericordia a moltiplicare le domande di denaro. Dei motivi che sollecitano al’azione la benevolenza debbono essere presentati loro, caso diverso essi non potranno modellarsi secondo il carattere del Grande Esempio.TT3 260.1

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