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I tesori delle testimionianze 3

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    Le adunanze del sabato

    Cristo ha detto: “Dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro”. Matteo 18:20. Ovunque si trovano due o tre credenti, essi dovrebbero riunirsi il sabato per invocare la promessa del Signore.TT3 16.2

    I piccoli gruppi che si riuniscono per adorare Dio nel suo santo giorno, hanno diritto di chiedere le ricche benedizioni di Dio. Essi dovrebbero credere che il Signore è l’ospite onorato nelle loro assemblee. Ogni vero adoratore che santifica il sabato dovrebbe chiedere l’attuazione della promessa: “Affinché conosciate che io sono l’Eterno che vi santifica”. Esodo 31:13.TT3 16.3

    Nelle nostre riunioni del sabato, la predicazione dovrebbe essere breve. Si dovrebbe dare l’opportunità a quanti amano Dio di esprimere la loro gratitudine e la loro adorazione.TT3 16.4

    Quando la chiesa non ha un suo ministro, qualcuno dovrebbe essere incaricato di dirigere l’adunanza. Non è però necessario che egli predichi un sermone o che occupi gran parte del tempo dedicato al culto. Una breve, interessante lettura della Bibbia spesso sarà più benefica di una predicazione. Tale lettura potrà essere seguita da preghiere e da testimonianze.TT3 16.5

    Coloro che si occupano della direzione di una chiesa, non dovrebbero esaurire le proprie energie fisiche e mentali durante la settimana, al punto da non potere apportare il sabato l’influsso vivificante del Vangelo di Cristo. Lavorate meno durante la settimana, e non derubate Dio offrendogli poi, il sabato, un culto che non può accettare. Non dovreste assomigliare a quegli uomini che sono privi di vita spirituale. Nel giorno del sabato, le persone hanno bisogno di voi, date loro il nutrimento della Parola di Dio. Portate i vostri doni migliori a Dio nel santo giorno. Offritegli la vostra preziosa vita in un servizio consacrato.TT3 16.6

    Nessuno vada nel luogo di culto per sonnecchiare. Questo non si addice alla casa di Dio. Quando voi discutete dei vostri affari terreni, non vi addormentate perché essi vi interessano. Perciò, possiamo noi permettere che il culto, che investe interessi di portata eterna, sia posto su un livello più basso dei comuni interessi di questo mondo?TT3 16.7

    Chi sonnecchia si priva delle benedizioni che il Signore vuole elargire. Il sabato non deve essere un giorno di sterile oziosità. Sia a casa, sia in chiesa si deve manifestare uno spirito di servizio. Colui che ci ha dato sei giorni per lavorare per i nostri affari, ha benedetto e santificato il settimo giorno e lo ha messo a parte per sé. In quel giorno Egli benedirà in modo particolare tutti coloro che si consacrano al suo servizio.TT3 16.8

    Tutto il cielo osserva il sabato, ma non in maniera indolente e inattiva. Quel giorno ogni energia del’anima deve essere sveglia perché dobbiamo incontrarci con Dio e con Cristo nostro Salvatore. Ci troviamo davanti a Dio per fede. Egli desidera rinvigorire e benedire ogni anima.TT3 17.1

    Ognuno dovrebbe rendersi conto che è suo dovere contribuire a rendere interessante l’adunanza del sabato. Non ci si deve riunire in modo formale, ma per avere uno scambio di pensieri, per narrare le esperienze quotidianamente fatte, per esprimere la gratitudine, per formulare il sincero desiderio di ricevere la luce divina, per conoscere Dio e Gesù Cristo che Egli ha mandato. Parlando insieme di Cristo, l’anima si fortificherà e sarà in grado di superare ogni prova. Non crediate di poter essere cristiani e allo stesso tempo di potervi rinchiudere in voi stessi. Ognuno di noi fa parte della grande famiglia umana, e l’esperienza del singolo sarà largamente influenzata dal’esperienza di coloro ai quali ci si unisce.TT3 17.2

    Noi non riceviamo neppure la centesima parte delle benedizioni che dovremmo ottenere nel riunirci per adorare Dio. Le nostre facoltà percettive hanno bisogno di essere sviluppate. La comunione fraterna dovrebbe darci gioia. Uniti in una stessa speranza, perché i nostri cuori non dovrebbero traboccare del’amore di Dio.TT3 17.3

    In ogni riunione di carattere religioso, dovremmo avere la consapevolezza che Dio e i suoi angeli sono presenti e collaborano con tutti i veri adoratori. Entrando nel luogo di culto, chiedete al Signore di rimuovere ogni male dal vostro cuore. Portate nella sua casa solo quello che Egli può benedire. Inginocchiatevi davanti a lui, nel suo tempio e consacrategli ciò che gli appartiene e che Egli ha acquistato col sangue di Cristo. Pregate per chi parla o dirige l’adunanza. Pregate perché una grande benedizione giunga per mezzo di chi spezzerà il pane della vita. Cercate di trarne voi stessi una benedizione.TT3 17.4

    Dio benedirà tutti coloro che in tal modo si preparano per il suo servizio; essi comprenderanno che cosa significhi avere la certezza dello Spirito perché hanno ricevuto Cristo per fede.TT3 17.5

    Il luogo di culto può essere modesto, nondimeno è accettato da Dio. Per coloro che adorano Dio in spirito e verità e nella bellezza della sua santità, esso sarà la porta del cielo. I credenti, anche se poco numerosi, sono preziosi agli occhi di Dio. L’ascia della verità li ha staccati come pietre rozze dalla cava del mondo, e li ha portati nel laboratorio divino perché fossero squadrati e modellati. Però anche nel loro stato grezzo sono preziosi agli occhi del’Eterno. L’ascia, il martello e lo scalpello della prova sono nelle mani di colui che è particolarmente abile e che se ne serve non per distruggere, ma per portare ogni anima alla perfezione. Come pietre preziose, levigate, immesse nella struttura di un palazzo, Dio vuole che noi troviamo un posto nel tempio celeste.TT3 17.6

    I doni e le benedizioni che Dio mette a nostra disposizione sono senza limiti. Lo stesso trono della grazia costituisce il più alto centro di attrazione. Difatti colui che lo occupa ci permette di chiamarlo padre. Fin dal principio Dio non considerava completa l’opera della salvezza; il suo amore non bastava. Per questo, nella sua provvidenza, ha posto presso il suo altare un Avvocato rivestito della nostra natura. La sua opera come intercessore consiste nel presentarci a Dio come suoi figli e figlie. Cristo intercede in favore di coloro che lo hanno accettato e permette loro, in virtù dei suoi meriti, di diventare membri della famiglia reale, figli del Re del cielo. Il Padre manifesta il suo immenso amore per Cristo che col suo sangue ha pagato il prezzo del nostro riscatto, accettandoci e accogliendoci come amici di Gesù e suoi. Egli è soddisfatto del’espiazione compiuta; l’incarnazione, la vita, la morte e la mediazione del suo Figliolo contribuiscono alla sua gloria.TT3 17.7

    Non appena un figlio di Dio si accosta al propiziatorio trova nel grande Avvocato il suo difensore. Al primo accenno di pentimento, alla prima richiesta di perdono, Cristo espone la sua difesa, presentando la supplica al Padre come se la cosa lo riguardasse direttamente.TT3 18.1

    Mentre Cristo intercede in nostro favore, il Padre dischiude i tesori della sua grazia perché ce ne appropriamo e li comunichiamo agli altri. Chiedete nel mio nome, dice Cristo: io non dico che pregherò il Padre per voi, perché il Padre stesso vi ama perché mi amate. Servitevi del mio nome: questo darà efficacia alle vostre preghiere e il Padre vi accorderà le ricchezze della sua grazia. Perciò: “Chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa”. Giovanni 16:24.TT3 18.2

    Dio desidera che i suoi figli chiedano la sua benedizione e si accostino a lui con lode e ringraziamento. Dio è la fonte della vita e della forza. Egli può operare grandi cose in favore di chi osserva i suoi comandamenti, perché questo è per la gloria del suo nome. Ciò che ha fatto per il suo popolo eletto dovrebbe infondere in ogni cuore sentimenti di gratitudine. Dio è contristato quando vede che l’uomo non gli è riconoscente. Egli desidererebbe che il suo popolo gli manifestasse più apertamente la sua gratitudine, perch ’esso ha più di un motivo per essere lieto e contento.TT3 18.3

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