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Sulle orme del gran medico

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    “Tu puoi purificarmi”

    Fra tutte le malattie conosciute in Oriente la lebbra era fra le più temute. Il fatto che fosse incurabile ed estremamente contagiosa, insieme all’orribile effetto che aveva sulle vittime, riempiva di paura i più coraggiosi. Tra gli ebrei era considerata come una conseguenza del peccato ed è per questo che veniva chiamata “il flagello”, “il dito di Dio”. Essa veniva considerata come un simbolo del peccato proprio perché era radicata, inguaribile e mortale.OGM 30.4

    Secondo la legge tradizionale il lebbroso veniva dichiarato impuro e qualunque cosa toccava era impura a sua volta. Il suo respiro inquinava l’aria e veniva allontanato dalle case della gente come se si trattasse di un uomo già morto. Chi veniva sospettato di avere questa malattia era obbligato a presentarsi davanti ai sacerdoti che dovevano esaminare il suo caso e decidere in merito. Se veniva dichiarato lebbroso era allontanato dalla sua famiglia, escluso dal popolo d’Israele e condannato a stare soltanto con coloro che avevano la sua stessa malattia. Nemmeno i re e i governatori facevano eccezione. Un re colpito da questa terribile malattia doveva cedere lo scettro e isolarsi dalla comunità.OGM 30.5

    Lontano dagli amici e dai parenti il lebbroso doveva sopportare la maledizione della sua malattia. Era obbligato a rendere nota la sua situazione, a strapparsi i vestiti e dare l’allarme avvisando tutti di allontanarsi dalla sua presenza contagiosa. Il grido “Impuro! Impuro!” emesso con toni lugubri da quell’esule solitario era il segnale che scatenava paura e orrore.OGM 30.6

    Nella regione in cui il Cristo operava c’erano molti malati di lebbra e quando la notizia delle sue guarigioni iniziò a diffondersi, uno tra loro cominciò a nutrire delle speranze. Se fosse riuscito ad andare da Gesù sarebbe guarito. Ma come fare per andare a trovarlo? Condannato com’era all’isolamento eterno, come poteva presentarsi davanti al grande Medico? E il Cristo lo avrebbe guarito? O forse lo avrebbe maledetto, come avevano fatto i farisei e i dottori, intimandogli di non farsi più vedere nei luoghi frequentati dalla gente?OGM 31.1

    Allora ripensò a tutto quello che gli era stato detto a proposito di Gesù. Nessuno di coloro che avevano chiesto il suo aiuto era stato allontanato. Quel pover uomo decise di cercare il Salvatore. Anche se gli era stato vietato di ritornare in città, sperava magari di incontrarlo in qualche sentiero di montagna o mentre insegnava fuori dalle città. Le difficoltà sono tante, ma l’unica speranza è questa.OGM 31.2

    Tenendosi in disparte, il lebbroso riuscì comunque a sentire qualche parola pronunciata dal Salvatore. Lo vide mentre imponeva le mani sui sofferenti, vide gli zoppi, i ciechi, i paralitici e i malati con le più disparate sofferenze che si rialzavano pieni di salute, lodando Dio per la liberazione. La sua fede cresceva. Si avvicinava sempre di più alla folla intenta ad ascoltare, dimenticando le restrizioni che gli erano state imposte, la salute della gente, la paura con cui tutti lo guardavano. Aveva in mente solo la meravigliosa speranza di essere guarito. Ma era uno spettacolo ripugnante. La sua malattia aveva provocato terribili solchi nella sua pelle e il suo corpo deturpato era orribile da vedere. Appena lo videro il popolo indietreggiò. In preda al terrore si accalcavano l’uno sull’altro per non farsi toccare da lui. Alcuni cercavano di impedirgli di avvicinarsi a Gesù, ma inutilmente. Egli non sentì e non vide nessuno. La loro espressione di disgusto non gli fece nessun effetto. Egli aveva occhi solo per il figlio di Dio, orecchie solo per quella voce che rivolgeva parole di vita ai moribondi. Avvicinandosi a Gesù, si gettò ai suoi piedi gridando: “Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi. Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii purificato”. Matteo 8:2, 3.OGM 31.3

    In un attimo avvenne un cambiamento nel lebbroso. Il suo sangue tornò sano, i nervi ritornarono sensibili, i muscoli forti. Il pallore innaturale e la pelle squamosa tipica del lebbroso sparirono. La sua carne diventò come quella di un bambino.OGM 31.4

    Se i sacerdoti fossero venuti a conoscenza della guarigione del lebbroso, il loro odio verso il Cristo li avrebbe portati a emanare una sentenza ingiusta su di lui. Gesù desiderava che fosse assicurata una decisione imparziale. Per questo chiese all’uomo di non dire una parola del miracolo e di presentarsi al tempio con un’offerta, senza perdere tempo, prima che si diffondesse la notizia. Per accettare questa offerta, i sacerdoti dovevano esaminare l’offerente e certificare la sua completa guarigione. Il controllo venne eseguito. I sacerdoti che avevano condannato il lebbroso all’isolamento dichiararono la sua guarigione. L’uomo guarito venne restituito alla sua famiglia e alla società. Egli sentì che la salute era una cosa preziosa e poté rallegrarsi della forza riacquistata e dei suoi cari che gli erano stati restituiti. Nonostante l’ordine ricevuto da Gesù, non riuscì a nascondere a lungo il segreto della sua guarigione e, pieno di gioia, se ne andò in giro annunciando la potenza di colui che gli aveva restituito la salute. Quando quest’uomo si era avvicinato a Gesù era “pieno di lebbra”. Questo “veleno” si era impadronito di tutto il suo corpo. I discepoli cercarono di impedire al loro Maestro di toccarlo perché chi toccava un lebbroso diventava a sua volta impuro. Ma mentre posò le mani sul lebbroso Gesù non venne contagiato. La lebbra era sparita.OGM 31.5

    Lo stesso avviene con la lebbra del peccato, anch’essa radicata, mortale, impossibile da sanare con le forze dell’uomo. “Tutto il capo è malato, tutto il cuore è languente. Dalla pianta del piede fino alla testa non c’è nulla di sano in esso: non ci sono che ferite, contusioni, piaghe aperte”. Isaia 1:5, 6.OGM 32.1

    Ma Gesù, venendo ad abitare in mezzo agli uomini, non si è contagiato. La sua presenza aveva la capacità di guarire il peccatore. Chiunque si getterà ai suoi piedi dicendo con fede: “Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi”, si sentirà rispondere: “Lo voglio, sii purificato”.OGM 32.2

    In alcune situazioni Gesù non guarì immediatamente. Ma nel caso del lebbroso la guarigione fu istantanea.OGM 32.3

    Quando preghiamo per risolvere certi problemi terreni, la risposta alla nostra richiesta può non arrivare subito, oppure Dio può concederci qualcosa di diverso rispetto a ciò che abbiamo chiesto. Ma questo non succede quando chiediamo di essere liberati dal peccato. Egli vuole purificarci dal peccato, vuole donarci la possibilità di vivere come suoi figli, di vivere una vita santa. Il Cristo “ha dato se stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre”. Galati 1:4.OGM 32.4

    “Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. Se sappiamo che egli ci esaudisce in ciò che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo chieste”. 1 Giovanni 5:14, 15.OGM 32.5

    Gesù prese a cuore le sorti degli afflitti, degli oppressi, dei disperati e di coloro che cercavano di alleviare la loro inquietudine con i piaceri terreni, invitandoli tutti a trovare riposo in lui.OGM 32.6

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