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Sulle orme del gran medico

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    Prefazione all’edizione italiana

    Che cosa dovrebbe stimolare un cittadino del ventunesimo secolo a leggere un libro scritto alla fine dell’Ottocento sul tema della salute? Il dotto Clive McCay, professore di storia dell’alimentazione all Cornell University e voce autorevole in campo nutritivo, rispose parzialmente a questa domanda durante una conferenza dell’Unitarian Church, nel 1958: “Questi appunti sono stati redatti da un biochimico specializzato in scienza della nutrizione nella speranza che questa nutrizionista pioniera, Ellen G. White. I progressi scientifici del secolo scorso hanno confermato i concetti fondamentali da lei espressi sulla relazione esistente tra il tipo di alimentazione e la salute. E oggi è la miglior guida possibile che abbiamo a disposizione. C’è un gran bisogno che le persone leggano meno libri e concentrino i propri sforzi leggendo i migliori”.OGM 5.1

    Ellen G. White scrisse il libro Sulle orme del gran Medico prima che la moderna biochimica fosse capace di mostrarci l’importanza delle vitamine e degli aminoacidi essenziali. In quell’epoca la medicina stava cominciando a staccarsi da pratiche mediche che prevedevano cure la flebotomia, il senapismo, o utilizzando uno stravagante dosaggio di sostanze tossiche come il cloruro di mercurio, la stricnina, l’antimonio. Venivano scoperti nel frattempo i primi microbi in provetta, cominciavano a definirsi degli standard scientifici più elevati, mentre le vaccinazioni faticavano a essere accettate.OGM 5.2

    La situazione non era elisir inutili o addirittura pericolosi, poi venduti a pazienti gravemente malati. Alcuni gruppi di igiene naturale proponevano diete senza sale, un vegetarianismo rigido nonstante una limitata disponibilità alimentare, e organizzavano delle feste piuttosto frivole nei sanatori con il pretesto di alleggerire la mente dei pazienti dalle preoccupazioni.OGM 5.3

    In un contesto di questo tipo Ellen G. White dimostrò costantemente che la vera riforma sanitaria doveva poggiare su principi pratici e di buonsenso. Per questo incoraggiò i membri del suo staff a sottoporsi al nuovo vaccino antisifilide, utilizzò lei stessa i raggi X per curare alcune lesioni cutanee, raccomandò a una persona affetta da anemia perniciosa di prestarsi a una procedura relativamente innovativa chiamata trasfusione. Molto sensibile alla salute delle donne, Ellen G. White consigliò di rinunciare agli stretti busti e ai vestiti lunghi, nonostante fossero capi alla moda, perché poco pratici, visto che facevano soffrire il caldo e raccoglievano la polvere per le strade. Contemporaneamente individuò alcuni pericoli che si nascondevano nell’uso, anche sporadico, delle droghe dell’epoca. Ma soprattutto, sottolineò il principio secondo il quale per trovare un rimedio alle malattie occorreva le cattive abitudini nel campo alimentare, in quello mentale, nell’abbigliamento e nell’esercizio fisico.OGM 5.4

    Obbedire alle leggi della natura era ed è ancora oggi l’unica chiave per recuperare una salute destinata a durare nel tempo.OGM 6.1

    Un’accurata lettura di quest’opera rivela consigli equilibrati e ponderati. Alcune sostanze non raccomandate, come il tè nero, sono viceversa consigliate come semplici medicine in alcune particolari situazioni. I medici, convenzionali od omeopatici, furono esortati a non ricorrere troppo precipitosamente alle relative pozioni quando invece il paziente aveva come prima necessità quella di essere guidato a cambiare le proprie abitudini quotidiane. Furono anche dati dei consigli ispirati a chi eccedeva nelle quantità di cibo così come a chi invece era troppo restrittivo. Il cibo per la tavola doveva essere il migliore possibile secondo la disponibilità e le circostanze, cucinato non preoccupandosi solo del gusto ma anche dell’apporto energetico.OGM 6.2

    Nel leggere questo libro tavolta sembra di sfogliare quelli che sono i capisaldi attuali sulla salute; come nel caso in cui l’autrice parla del notevole valore delle olive (vedi “dieta mediterranea”), oppure dell’influenza che la mente ha sul corpo (vedi psiconeuroimmunologia), o ancora quando osserva come alcuni cibi che sono salutari per certe persone risultino invece nocivi per altre (vedi glicoproteine e lectina biochimica).OGM 6.3

    Progredendo nella conoscenza e nella comprensione di quel complesso sistema che è l’uomo, così come sulle influenze che l’ambiente esercita sul benessere, i consigli contenuti in questo libro si dimostrano sempre più fondati su solide basi scientifiche. E appare sempre più evidente come Dio abbia provveduto a una guida per l’umanità che deve fronteggiare le nuove e pericolose sfide sanitarie del nostro secolo. Egli continua a offrici dei modelli in grado di proteggerci da ogni evenienza. Nel passato, la numerosa popolazione israelita ebbe bisogno di istruzioni particolari per attraversare in sicurezza il deserto. Fu detto loro come agire per evitare le piaghe e le malattie croniche degenerative che colpivano in genere gli egiziani. Il Signore ha continuato a ispirare i suoi servitori nel corso della storia, rivelando progressivamente principi salutistici che possono essere applicati con fiducia. Sulle orme del gran medico afferma chiaramente che il rinnovamento dello stile di vita è progressivo per ogni persona. Chi lo segue dovrà evitare di creare regole per tutti e invariabili: “Nessuno dovrebbe pensare di stabilire un criterio uguale per tutti”.OGM 6.4

    Infine, la dimensione spirituale della salute è tessuta in ogni capitolo del libro. Gli scritti di Ellen G. White infatti non sono altro che riflessioni sulla Bibbia, che pongono il cristiano di ogni denominazione di fronte al fine ultimo della vita: essere, come scrive l’apostolo Paolo, un Tempio nel quale il Signore è invitato a dimorare. Cristo desidera comunicare personalmente con ognuno di noi e venirci incontro per guidarci lungo una strada migliore, verso la salute assoluta.OGM 6.5

    Prof. Jeffrey R. Gates
    Dr. of Public Health

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