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Sulle orme del gran medico

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    “Vuoi guarire?”

    “Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici, i quali aspettavano l’agitarsi dell’acqua”. Giovanni 5:2, 3.OGM 37.1

    In certi momenti succedeva che l’acqua di quella vasca si agitava. Era convinzione comune ritenere che fosse il risultato di una forza soprannaturale e chi riusciva per primo a entrare nella vasca, dopo che l’acqua era stata agitata, sarebbe guarito da qualsiasi malattia. Centinaia di persone andavano a visitare quel luogo, ma era così tanta la gente quando l’acqua si agitava che essi si precipitavano schiacciando gli uomini, le donne e i bambini più deboli di loro. Molti non riuscivano ad avvicinarsi alla vasca. Molti morivano non appena riuscivano a raggiungerla. Vicino a quel luogo erano stati costruiti dei ripari per proteggere i malati dal caldo del giorno e dal freddo della notte. Alcuni di loro passavano la notte sotto quei portici, strisciando fino al bordo della vasca nell’inutile speranza di essere guariti.OGM 37.2

    Gesù si trovava a Gerusalemme. Camminava da solo, in meditazione e preghiera, e si avvicinò alla vasca. Vide quei poveri malati che soffrivano e guardavano quella che era, per loro, l’unica speranza di salvezza. Egli desiderava tanto guarire tutti quei sofferenti, ma era sabato. Molti stavano andando al tempio per il culto ed egli sapeva che un simile atto di guarigione avrebbe suscitato il pregiudizio degli ebrei e impedito la sua missione.OGM 37.3

    Ma il Salvatore si accorse di un caso disperato. Si trattava di un uomo che era storpio da trent’otto anni. La malattia era in buona parte il risultato delle sue cattive abitudini ed era da considerarsi come un castigo di Dio. Sentendosi escluso dalla bontà divina, quel pover uomo aveva passato lunghi anni nella miseria, solo e senza amici.OGM 37.4

    Nel periodo in cui si pensava che l’acqua si dovesse agitare, quelli che avevano pietà della sua situazione lo avrebbero dovuto portare ai portici, ma al momento giusto non c’era mai nessuno che lo aiutasse. Varie volte aveva visto l’acqua che cominciava ad agitarsi, ma non era mai riuscito ad andare oltre il bordo della vasca. Altri più forti riuscivano a tuffarsi prima di lui.OGM 37.5

    Quel poveraccio, pieno di dolori e senza l’aiuto di nessuno, non poteva competere contro la folla egoista. I suoi sforzi insistenti per arrivare al suo scopo, la sua ansia e le continue delusioni stavano esaurendo velocemente le forze residue. Il malato stava disteso sul suo lettino alzando ogni tanto la testa per guardare la vasca. A un certo punto lo sguardo di una persona dai modi affettuosi e compassionevoli colpì la sua attenzione. “Vuoi guarire?” si sentì dire. Nel suo cuore affiorò la speranza. Capì che in qualche modo stava per ricevere aiuto. Ma quel barlume di speranza sparì subito. Si ricordò di quante volte avesse tentato di raggiungere la vasca e ora prima che l’acqua si agitasse di nuovo le sue speranze di vivere erano poche. Stancamente si girò dicendo: “Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me”. Gesù gli disse: “Alzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina”. Giovanni 5:6-8. Il malato guardò Gesù con una speranza che non aveva mai provato prima, perché l’espressione del suo volto e il tono della sua voce erano diversi da quelli di chiunque altro. La sua presenza sprigionava amore e potenza. La fede dello zoppo si aggrappava alle parole del Cristo. Senza fare domande decise di ubbidire e, così facendo il suo corpo reagì. Ogni nervo e ogni muscolo si riattivarono grazie a nuove energie e i suoi arti storpiati si rivitalizzarono. Balzando in piedi s’incamminò con passo fermo e deciso, lodando Dio e rallegrandosi per la forza ritrovata.OGM 38.1

    Gesù non aveva dato al paralitico la certezza che avrebbe ricevuto l’aiuto divino. L’uomo avrebbe potuto dire: “Signore, se mi vorrai guarire, io ubbidirò alle tue parole”. Avrebbe potuto fermarsi a dubitare e così avrebbe perso la sua unica possibilità di guarire. Invece no, egli credette alla parola del Cristo, credette di essere stato guarito. Fece subito il tentativo di credere e Dio gli diede la forza, volle camminare e camminò veramente. Comportandosi secondo la parola del Cristo, egli venne guarito.OGM 38.2

    Per colpa del peccato ci siamo separati da Dio. Siamo spiritualmente paralizzati. Da soli non siamo capaci di vivere una vita santa, proprio come quell’uomo non era capace di camminare. Molti avvertono il loro stato di bisogno e desiderano quella dimensione spirituale che li porta a essere in pace con Dio. Essi si impegnano per ottenerla ma inutilmente. Essi gridano, disperati: “Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” Romani 7:24.OGM 38.3

    Queste persone scoraggiate e in lotta devono guardare in alto. Il Signore si rivolge a coloro che sono stati comprati con il suo sangue e dice loro con compassione e affetto indescrivibile: “Vuoi guarire?” Egli vi chiede di rialzarvi guariti e in pace. Non aspettate di sentirvi guariti. Credete alle parole del Salvatore. Mettete la vostra volontà a disposizione del Cristo. Se desidererete servirlo agirete secondo la sua parola e riceverete la forza. Qualunque sia l’abitudine sbagliata o la passione predominante che per tanto tempo ha imprigionato il corpo e lo spirito, il Cristo può e vuole liberarvi. Egli darà vita a voi che siete “morti... nei vostri peccati”. Efesini 2:1.OGM 38.4

    Libererà chi è imprigionato dalla debolezza, dal male e dai vincoli del peccato. Il sapore del peccato ha avvelenato le sorgenti della vita. Ma il Cristo dice: “Io prenderò i tuoi peccati, e ti darò pace. Io ti ho riscattato con il mio sangue. Tu sei mio. La mia grazia rafforzerà la tua volontà indebolita. Cancellerò il tuo senso di colpa”. Quando le tentazioni vi assalgono, quando il dubbio e le preoccupazioni non vi lasciano in pace, quando vi sentite giù e sapete che state per cedere alla disperazione, guardate verso Gesù e il buio che vi avvolge verrà dissolto dal vivo splendore della sua presenza. Quando il peccato cerca di avere il sopravvento e mina la vostra coscienza, guardate verso il Salvatore. La sua grazia è sufficiente per vincere il peccato.OGM 39.1

    Volgete verso di lui il vostro cuore tremante e incerto. Afferrate quella speranza che avete davanti a voi. Il Cristo aspetta di adottarvi nella sua famiglia. La sua forza sorreggerà la vostra debolezza. Egli vi accompagnerà passo dopo passo. Dategli la mano e fatevi guidare da lui.OGM 39.2

    Non pensate mai che il Cristo sia lontano da voi. Egli è sempre vicino. La sua presenza affettuosa vi circonderà. Cercatelo sapendo che vuole farsi trovare da voi. Non vuole soltanto che tocchiate il suo abito, ma che camminiate costantemente accanto a lui.OGM 39.3

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