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Sulle orme del gran medico

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    “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

    L’invito del Vangelo non deve essere rivolto e presentato solo a poche persone scelte che, accettandolo, pensiamo possano renderci onore. Il messaggio deve essere comunicato a tutti. Quando Dio benedice i suoi figli, non lo fa solo nel loro interesse, ma pensando all’interesse di tutta l’umanità. Quando ci offre i suoi doni, desidera che li moltiplichiamo condividendoli con gli altri.OGM 47.7

    Non appena incontrò il Salvatore, la donna samaritana che parlò con Gesù al pozzo di Giacobbe condusse altre persone da lui. In questo modo si dimostrò una missionaria più efficace degli stessi discepoli del Cristo. Essi, infatti, non videro nella Samaria un territorio che poteva dare frutti. I loro pensieri andavano a grandi progetti che dovevano essere realizzati in futuro. Non si accorsero che proprio intorno a loro c’era un campo da mietere. Ma attraverso quella donna che essi disprezzavano, un’intera cittadina ebbe l’occasione di ascoltare Gesù. La donna portò subito quella luce ai suoi concittadini.OGM 47.8

    Questa donna rappresenta l’azione che una fede attiva in Cristo può realizzare. Ogni vero discepolo nasce nel regno di Dio come un missionario. Non appena conosce il Salvatore, desidera farlo conoscere anche agli altri perché la verità in grado di salvare e rendere santi non può rimanere imprigionata nel suo cuore. Chi beve dell’acqua della vita diventa a sua volta una fonte di vita. Chi riceve si mette nella condizione di dare. La grazia del Cristo che penetra nel cuore è come una fonte nel deserto che sgorga per rinfrescare tutto e indurre, coloro che stanno per morire, a desiderare di bere l’acqua della vita. Quest’opera rappresenta per noi una benedizione molto più grande del fare qualcosa unicamente per noi stessi. Se lavoriamo per diffondere il messaggio del Vangelo della salvezza saremo più vicini al Salvatore.OGM 47.9

    Ecco cosa dice il Signore quando parla di coloro che ricevono la sua grazia: “Farò in modo che esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione; farò scendere la pioggia a suo tempo, e saranno piogge di benedizione”. Ezechiele 34:26. “Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno”. Giovanni 7:37, 38.OGM 48.1

    Ciò che si riceve deve essere trasmesso agli altri. Giungono richieste di aiuto da ogni parte. Dio ci chiama ad aiutare con gioia i nostri simili. Ci sono corone immortali da conquistare; c’è un regno dei cieli da conquistare; c’è un mondo che sta morendo nell’ignoranza a cui donare luce.OGM 48.2

    “Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna”. Giovanni 4:35, 36.OGM 48.3

    Per tre anni i discepoli ebbero davanti ai loro occhi il meraviglioso esempio di Gesù. Giorno per giorno essi camminarono e parlarono con lui, ascoltando le sue parole di incoraggiamento agli affaticati e agli oppressi e assistendo alle manifestazioni della sua potenza in favore degli ammalati e degli afflitti. Quando per Gesù arrivò il momento di lasciarli, egli diede loro la grazia e la potenza di portare avanti la sua missione nel suo nome. Essi dovevano diffondere la luce del suo Vangelo d’amore che porta la guarigione. Il Salvatore, inoltre, promise che sarebbe stato sempre con loro. Attraverso lo Spirito Santo sarebbe stato perfino più vicino di quando camminava fra gli uomini.OGM 48.4

    Anche noi dobbiamo portare avanti la missione di quei discepoli. Ogni cristiano deve essere un missionario. Con amore e con bontà dobbiamo aiutare le persone che hanno bisogno d’aiuto cercando di alleggerire con un impegno disinteressato i dolori dell’umanità che soffre. Tutti possono trovare qualcosa da fare. Nessuno deve avere l’impressione che non ci sia un posto dove poter lavorare per il Cristo. Il Salvatore si identifica con ogni essere umano.OGM 48.5

    Per dare a ognuno di noi la possibilità di diventare membri della famiglia divina, egli è diventato membro della famiglia terrena. Egli è il figlio dell’uomo e, di conseguenza, un fratello per ogni figlio e figlia di Adamo. Coloro che hanno accettato di seguirlo non devono sentirsi degli estranei in questa società che sta morendo. Essi sono parte del grande genere umano e il cielo li considera come fratelli sia dei peccatori sia dei santi. Ci sono milioni e milioni di esseri umani, vittime della malattia, dell’ignoranza e del peccato, che non hanno mai sentito parlare dell’amore del Cristo. Se ci trovassimo al loro posto, che cosa vorremmo che facessero per noi? Dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per loro. La regola di vita che ci insegna il Cristo in base alla quale ognuno di noi rimarrà in piedi o cadrà nel giorno del giudizio è: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro”. Matteo 7:12.OGM 49.1

    Tutto ciò che abbiamo ricevuto in più degli altri come l’educazione, l’istruzione, la bontà del carattere, la formazione cristiana, l’esperienza religiosa, dobbiamo condividerlo con chi è stato meno favorito. Nella misura delle nostre possibilità dobbiamo aiutare queste persone. Se siamo forti, dobbiamo sostenere i più deboli.OGM 49.2

    Gli angeli che sono costantemente alla presenza del Padre si rallegrano nell’aiutare i suoi figli. Sono sempre presenti dove c’è bisogno di loro, sono vicini a chi deve combattere dure lotte interiori o vivere in un ambiente difficile.OGM 49.3

    Gli angeli si occupano in modo particolare delle persone deboli, il cui carattere non è ancora trasformato. Il compito di questi esseri del cielo, puri e senza peccato, è quello di aiutare gli uomini più sfortunati e chi ha un carattere da modificare: una missione che potrebbe sembrare umiliante a degli egoisti.OGM 49.4

    Gesù non pensò al cielo come a un luogo desiderabile quando eravamo perduti. Lo lasciò per una vita di disonore e disprezzo e per una morte vergognosa. Egli che era ricco degli inestimabili tesori del cielo, diventò povero affinché grazie alla sua povertà potessimo diventare ricchi. Dobbiamo seguire il sentiero che egli ha tracciato. Chi accetta di diventare figlio di Dio dovrebbe sentirsi come un anello della catena gettata per salvare il mondo, come uno in Cristo nel suo piano misericordioso, camminando con lui per cercare e salvare chi si è perso. Molti pensano che sarebbe un grosso privilegio poter visitare i luoghi dove il Cristo ha vissuto quando era sulla terra, poter camminare dove lui ha camminato, guardare il lago da cui amava insegnare, raggiungere le colline e le valli sulle quali si sono posati tante volte i suoi occhi. Ma non abbiamo bisogno di andare fino a Nazaret, a Capernaum o a Betania per seguire le orme del Cristo. Le sue impronte le troveremo accanto al letto di un malato, nella baracca del povero, nelle strade affollate delle metropoli e in ogni luogo in cui ci sono degli esseri umani che hanno bisogno di consolazione.OGM 49.5

    Abbiamo il compito di dar da mangiare all’affamato, di vestire gli ignudi, di consolare i sofferenti e gli afflitti. Dobbiamo aiutare i disperati e offrire speranza a chi l’ha persa.OGM 50.1

    L’amore del Cristo, che si manifesta in maniera disinteressata, è in grado di cambiare le persone cattive molto più della spada e della corte di giustizia. Questi mezzi sono necessari per spaventare chi trasgredisce la legge, ma il missionario può fare di più con l’amore. Spesso le persone che si difendono di fronte a un rimprovero si inteneriscono di fronte all’amore del Cristo.OGM 50.2

    Il missionario non solo può guarire le malattie fisiche ma può condurre i peccatori dal grande Medico che li purifica dalla lebbra del peccato. Dio ha pensato di far sentire la sua voce, attraverso i suoi discepoli, agli ammalati, agli sfortunati e a coloro che sono posseduti dai demoni. Per mezzo di questi strumenti umani egli vuole essere il consolatore che il mondo non conosce.OGM 50.3

    Il Salvatore ha dato la sua vita con l’obiettivo di costituire una chiesa capace di aiutare i sofferenti, le persone angosciate e tentate. Un gruppo di credenti potrà non avere mezzi finanziari, o cultura, potrà essere sconosciuto alla gente. Tuttavia, con l’aiuto del Cristo, essi possono realizzare, nelle case, nelle comunità e perfino “nelle regioni più lontane” una missione i cui risultati avranno effetti eterni.OGM 50.4

    A coloro che hanno deciso di seguire il Cristo come ai primi discepoli vengono rivolte queste parole: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli. Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura”. Matteo 28:18, 19; cfr. Marco 16:15. Noi abbiamo anche la promessa della sua presenza: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. Matteo 28:20.OGM 50.5

    Oggi non ci sono le folle curiose che si radunano nel deserto per vedere e ascoltare il Cristo. La sua voce non si sente nelle strade affollate. Agli angoli delle vie non si sente il grido: “Sta passando Gesù di Nazaret”. Eppure queste parole sono ancora vere. Il Cristo cammina ancora per le nostre strade anche se non lo vediamo. Entra nelle nostre case portando messaggi di misericordia. Vuole collaborare con tutti coloro che si impegnano per agire nel suo nome. Se lo accogliamo, egli sarà con noi per guarire e benedire. “Così parla il Signore: Nel tempo della grazia io ti esaudirò, nel giorno della salvezza ti aiuterò; ti preserverò e farò di te l’alleanza del popolo, per rialzare il paese, per rimetterli in possesso delle eredità devastate, per dire ai prigionieri: Uscite, e a quelli che sono nelle tenebre: Mostratevi!” Isaia 49:8, 9.OGM 50.6

    “Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annunzia la pace, che è araldo di notizie liete, che annunzia la salvezza, che dice a Sion: Il tuo Dio regna!... Prorompete assieme in grida di gioia... Poiché il Signore consola il suo popolo... Il Signore ha rivelato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio”. Isaia 52:7, 9, 10.OGM 51.1

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