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I tesori delle testimionianze 2

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    La regola divina non è cambiata

    L’attuale norma di santità è la stessa dei giorni apostolici. Le promesse e i requisiti di Dio nulla hanno perduto della loro forza. Ma qual è lo stato del popolo che si dice di Dio, se lo si paragona con la chiesa primitiva? Dove sono lo Spirito e la potenza di Dio che allora accompagnavano la predicazione del Vangelo? Ahimè! “come mai si è oscurato l’oro, si è alterato l’oro più puro?” Lamentazioni 4:1.TT2 54.1

    Il Signore ha piantato la sua chiesa come una vigna in un campo fecondo. Con la più tenera sollecitudine Egli l’ha coltivata e curata perché desse frutti di rettitudine. Ecco quello che Egli dice: “Che più si sarebbe potuto fare alla mia vigna di quello che io ho fatto per essa?” Questa vigna piantata dal Signore si è chinata verso il suolo e ha intrecciato i suoi viticci intorno ai sostegni umani. I suoi tralci si sono estesi in lungo e in largo, ed essa dà i frutti di una vigna degenere. Il padrone del vigneto esclama: “Perché mentre io mi aspettavo che facesse dell’uva essa ha fatto delle lambrusche?” Isaia 5:4.TT2 54.2

    Il Signore ha elargito grandi benedizioni alla sua chiesa. Giustizia esige che essa contraccambi abbondantemente questi doni. Essendo aumentati i tesori di verità affidati alla sua custodia, sono anche aumentati i suoi obblighi. Ma invece di sfruttare questi doni e procedere verso la perfezione, essa si è allontanata da quanto aveva conseguito nella sua prima esperienza. Il mutamento nella sua condizione spirituale è giunto gradualmente e in maniera quasi impercettibile. Da quando essa cominciò a ricercare la lode e l’amicizia del mondo, la sua fede diminuì, il suo zelo si illanguidì e la sua fervida devozione cedette il posto a un formalismo morto. Ogni suo passo verso il mondo altro non è che un allontanamento da Dio. Essendo stati coltivati l’orgoglio e l’ambizione del mondo, lo spirito di Cristo se n’è andato, e la rivalità, il dissenso, la lotta sono penetrati nella chiesa per stordirla e indebolirla.TT2 54.3

    Paolo così scrive ai suoi fratelli di Corinto: “V’è fra voi gelosia e contesa, non siete voi carnali, e non camminate voi secondo l’uomo?” 1 Corinzi 3:3. E’ impossibile alle menti turbate dall’invidia e dalla controversia capire le profonde verità spirituali della Parola divina: “L’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché gli sono pazzia; e non le può conoscere, perché le si giudicano spiritualmente”. 1 Corinzi 2:14. Non possiamo capire o apprezzare giustamente la rivelazione divina senza l’assistenza di quello Spirito attraverso il quale la Parola fu data.TT2 54.4

    Coloro che sono incaricati di sorvegliare gli interessi spirituali della chiesa dovrebbero fare in modo di presentare un giusto esempio, e non offrire nessun pretesto all’invidia, alla gelosia, al sospetto, manifestando sempre lo stesso spirito di amore, di rispetto e di cortesia che desiderano incoraggiare nei loro fratelli. Si dovrebbero seguire diligentemente le istruzioni date nella Parola di Dio. Sia frenata ogni espressione di animosità o di scortesia, sia rimossa ogni radice di amarezza. Quando sorge qualche difficoltà tra fratelli, ci si attenga strettamente alla regola del Salvatore. Si dovrebbe fare di tutto per la riconciliazione. Qualora, però, le due parti in causa dovessero persistere caparbiamente nel voler rimanere in disaccordo, allora esse dovrebbero essere censurate finché non giungano a un accordo fra loro.TT2 54.5

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