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I tesori delle testimionianze 2

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    Vivere è una cosa solenne

    Morire è una cosa solenne, ma ancor più solenne è vivere. Noi ritroveremo ogni pensiero, ogni parola, ogni azione della nostra vita. Come ci saremo formati durante il tempo di grazia, così rimarremo per l’eternità. La morte dissolverà il corpo, però non recherà nessun mutamento nel carattere. La venuta di Cristo non cambia il nostro carattere, ma lo fissa per sempre senza nessuna possibilità di cambiamento.TT2 113.2

    Di nuovo io rivolgo un appello ai membri di chiesa perché siano cristiani, simili a Cristo. Gesù era un lavoratore instancabile e si adoperava per gli altri. Egli si affaticava per fare del bene e per salvare i perduti. Se voi siete cristiani imiterete il suo esempio. Egli ha gettato le fondamenta e noi siamo degli edificatori con lui. Però, che materiale mettiamo su queste fondamenta? “L’opera di ognuno sarà manifestata perché il giorno di Cristo la paleserà; quel giorno ha da apparire come fuoco e il fuoco farà la prova di quel che sia l’opera di ciascuno”. 1 Corinzi 3:13. Se dedicate le vostre forze e i vostri talenti alle cose di questo mondo, l’opera della vostra vita sarà pari a quella raffigurata dal legno, dalla paglia e dalla stoppia: consumati dal fuoco dell’ultimo giorno; mentre l’opera altruistica per Cristo e in vista della vita futura sarà come oro, argento e pietre preziose: imperitura.TT2 113.3

    Fratelli e sorelle, destatevi dal sonno della morte, ve ne scongiuro! E’ troppo tardi per consacrare le energie del cervello, delle ossa e dei muscoli al servizio di se stessi. Che l’ultimo giorno non vi trovi privi del tesoro celeste. Adoperatevi per il trionfo della croce, cercate di illuminare le anime, occupatevi della salvezza dei vostri simili e la vostra opera sopporterà la prova del fuoco.TT2 113.4

    “Se l’opera che uno ha edificato... sussiste, ei ne riceverà premio”. Gloriosa sarà la ricompensa che verrà elargita quando i fedeli servitori saranno riuniti davanti al trono di Dio e dell’Agnello. Quando Giovanni nel suo stato di mortale contemplò la gloria di Dio, cadde come morto: non poteva sopportare quella visione. Quando, però, la natura mortale avrà rivestito l’immortalità, i riscattati saranno simili a Gesù perché lo vedranno come Egli è. Essi staranno dinanzi al trono, mostrando così di essere stati accettati. Tutti i loro peccati sono stati cancellati, le loro trasgressioni rimesse ed essi potranno contemplare la fulgida gloria che sgorga dal trono di Dio. Partecipi con Cristo delle sue sofferenze, suoi collaboratori nel piano della redenzione, ora condividono con lui la gioia di vedere le anime, salvate per loro mezzo, lodare Iddio per l’eternità.TT2 113.5

    Il terzo angelo che vola in mezzo al cielo e annuncia i comandamenti di Dio e la testimonianza di Gesù, rappresenta la nostra opera. Il messaggio nulla perde della sua potenza a mano a mano che l’angelo prosegue il suo volo, perché Giovanni vede aumentare il vigore e l’autorità fino a che la terra tutta intera non è illuminata dalla sua gloria. Il cammino di quanti osservano i comandamenti divini è un’ascesa, una costante ascesa. Il messaggio della verità che noi rechiamo deve raggiungere nazioni, lingue e popoli. Presto il grande grido si farà udire con voce poderosa e la terra sarà illuminata dalla sua gloria. Ci stiamo noi preparando per questa grande effusione dello Spirito di Dio? — Testimonies for the Church 5:383 (1885).TT2 114.1

    Ho visto un emblema che raffigurava un bue fra un aratro e un altare, con l’iscrizione: “Pronto per l’uno e per l’altro “: disposto cioè a sentirsi soffocare dal caldo nel solco faticoso o a versare il sangue sull’altare del sacrificio. Tale è la posizione che il figliuolo di Dio dovrebbe sempre occupare: pronto a recarsi dove il dovere lo chiama, a rinunciare a se stesso e a sacrificarsi per la causa della verità. La chiesa cristiana è stata fondata sul principio del sacrificio. “Se uno vuol venire dietro a me — dice Gesù — rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”. Luca 9:23. Egli chiede tutto il nostro cuore e tutti i nostri affetti. Le manifestazioni di zelo, di fervore, di lavoro disinteressato che i suoi fedeli seguaci hanno offerto al mondo, dovrebbero infiammarci di un sacro ardore e spingerci a imitare il loro esempio. La religione autentica dà una serietà e una capacità di propositi che plasmano il carattere secondo l’immagine divina e che ci portano a stimare ogni cosa null’altro che pura perdita di fronte all’eccellenza di Cristo. Questa sincerità di propositi è elemento di grande potenza. — Testimonies for the Church 5:307 (1885).TT2 114.2

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